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OpenAI sta estendendo il sistema pubblicitario di ChatGPT con un’infrastruttura pensata per campagne acquistabili e gestibili direttamente dagli inserzionisti. Il nucleo della piattaforma è Ads Manager, portale self-service in fase beta che consente alle aziende di registrarsi come advertiser, inserire i dati di pagamento, definire budget, offerte e ritmo di spesa, caricare le creatività, attivare le campagne e consultare le metriche di rendimento.

La piattaforma nasce dopo una prima fase nella quale OpenAI aveva lavorato con un numero ristretto di brand e agenzie. L’accesso viene ora ampliato tramite partner come Dentsu, Omnicom, Publicis e WPP, insieme a operatori tecnologici quali Adobe, Criteo, Kargo, Pacvue e StackAdapt. Questi soggetti possono supportare acquisto, pianificazione, creatività e gestione delle campagne, mentre le decisioni di delivery restano affidate al sistema pubblicitario di OpenAI.

Il cambiamento tecnico più rilevante è l’introduzione del cost-per-click. Nella fase iniziale gli annunci venivano acquistati principalmente a CPM, quindi in base alle impression. Con il CPC, l’inserzionista paga quando l’utente seleziona l’annuncio. OpenAI presenta questa logica come più adatta a ChatGPT perché molte conversazioni riguardano ricerche, confronti tra prodotti, pianificazione di attività e decisioni di acquisto: il clic diventa quindi un segnale di interesse operativo, non soltanto di esposizione del messaggio.

Il sistema mantiene anche il CPM e prevede l’aggiunta graduale di modelli di acquisto e ottimizzazione orientati ad altri risultati. La documentazione dedicata agli advertiser indica che la piattaforma sta lavorando su strumenti di misurazione più estesi, con l’obiettivo di permettere alle aziende di valutare visualizzazioni, clic e altri segnali di performance senza ricevere le conversazioni individuali degli utenti né dati personali identificabili.

Gli annunci sono mostrati in una zona distinta dalla risposta generata da ChatGPT e contrassegnata come contenuto sponsorizzato. OpenAI afferma che il sistema pubblicitario è separato dal modello che produce le risposte: gli inserzionisti non possono influenzare, modificare o far salire di priorità il contenuto della conversazione. L’annuncio viene invece selezionato come elemento aggiuntivo, in base alla rilevanza rispetto al contesto della chat e, quando l’utente ha scelto la personalizzazione, anche attraverso ulteriori segnali relativi alle preferenze pubblicitarie.

La distribuzione degli annunci riguarda gli utenti adulti dei piani Free e Go, mentre Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education restano senza pubblicità. Il pilota è partito negli Stati Uniti e si è poi esteso progressivamente a Canada, Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Messico, Brasile, Giappone e Corea del Sud. Gli annunci non vengono mostrati agli utenti che dichiarano o che il sistema stima essere minorenni e sono esclusi da conversazioni su temi sensibili o regolati, come salute, salute mentale e politica.

OpenAI indica inoltre che gli advertiser ricevono soltanto dati aggregati e non identificativi sul rendimento, come numero complessivo di impression o clic. Le conversazioni, la cronologia, le memorie e i dettagli personali dell’utente non vengono condivisi con gli inserzionisti e non vengono venduti. Chi utilizza i piani con annunci può disattivare la personalizzazione, continuando però a vedere messaggi collegati al contesto della conversazione in corso; è disponibile anche un’opzione Free senza annunci con limiti d’uso più bassi.

L’espansione di Ads Manager e delle aste CPC trasforma quindi la pubblicità in ChatGPT da sperimentazione con campagne gestite direttamente da OpenAI a una piattaforma con strumenti di acquisto, controllo e misurazione più vicini a quelli dei grandi ecosistemi ad-tech. La differenza principale è il punto in cui viene inserito l’annuncio: non una pagina di risultati o un feed sociale, ma una conversazione nella quale l’utente sta già raccogliendo informazioni, comparando opzioni o valutando un acquisto.

Di Fantasy