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Meta ha presentato una nuova linea di occhiali intelligenti sviluppata con EssilorLuxottica e commercializzata direttamente con il marchio Meta, senza utilizzare i brand Ray-Ban o Oakley. I nuovi Meta Glasses partono da 299 dollari e rappresentano il primo modello della gamma a integrare fin dal lancio Meta AI basata su Muse Spark, il modello sviluppato da Meta Superintelligence Labs per i prodotti consumer dell’azienda.

La nuova linea è composta da tre varianti di montatura. Meta Adventurer adotta una forma rettangolare ed è disponibile in due misure, Standard e Large; Meta Fury utilizza una silhouette più spessa e marcata; Meta Glasses by Kylie introduce invece una montatura ovale sottile realizzata in collaborazione con Kylie Jenner. Al lancio sono previste 26 combinazioni tra colori, lenti e montature, comprese opzioni da vista, lenti trasparenti, solari, polarizzate e fotocromatiche.

Dal punto di vista hardware, gli occhiali mantengono l’impostazione dei precedenti dispositivi AI di Meta: una fotocamera integrata per acquisire foto e video senza usare le mani, altoparlanti open-ear che lasciano l’orecchio libero dai tradizionali auricolari, un array di microfoni con riduzione del rumore del vento e un pulsante fisico dedicato all’avvio rapido dell’assistente. L’autonomia dichiarata supera le otto ore di utilizzo giornaliero, mentre la custodia di ricarica porta la disponibilità complessiva fino a circa quaranta ore.

L’elemento più rilevante è l’integrazione di Muse Spark, modello che sostituisce il precedente livello di assistenza conversazionale e rafforza la componente multimodale di Meta AI. Gli occhiali possono quindi ricevere una richiesta vocale e utilizzare anche ciò che viene inquadrato dalla fotocamera per contestualizzare la risposta. Il sistema è pensato per attività come identificare oggetti, fornire informazioni su ciò che l’utente sta osservando, rispondere a domande basate sull’ambiente circostante, aiutare nella gestione di appuntamenti, inviare messaggi o avviare chiamate.

Muse Spark è stato progettato specificamente per l’ecosistema Meta e combina input testuali, vocali e visivi. Nel caso degli occhiali, la funzione più importante non è la generazione di testo isolata, ma la capacità di interpretare immagini e conversazioni nel flusso di utilizzo quotidiano. La richiesta può partire dalla voce, essere completata dai dati acquisiti dalla fotocamera e restituire l’output attraverso gli altoparlanti integrati, senza richiedere di estrarre lo smartphone.

La nuova gamma non include un display davanti agli occhi. Meta mantiene quindi un’impostazione basata su audio, fotocamera e assistente vocale, diversa dagli occhiali con visualizzazione aumentata che proiettano testi, notifiche o interfacce nel campo visivo. Questa scelta permette di contenere prezzo, peso e complessità del dispositivo, avvicinando gli occhiali a un accessorio tradizionale piuttosto che a un visore AR.

Meta indica anche una serie di strumenti di tutela della privacy. Durante foto e video viene attivato un indicatore luminoso visibile all’esterno, mentre le impostazioni dell’app consentono di gestire contenuti acquisiti, condivisione e preferenze dell’assistente. La linea include inoltre protezioni hardware pensate per ridurre il rischio di registrazioni non autorizzate o di utilizzo del dispositivo dopo tentativi di manomissione.

Con il prezzo iniziale di 299 dollari, Meta punta a rendere gli occhiali AI più accessibili rispetto ai Ray-Ban Display, lanciati in precedenza a circa 800 dollari. La strategia non consiste nell’aggiungere un visore completo al volto dell’utente, ma nel portare un assistente multimodale in un dispositivo indossabile per tutto il giorno, capace di ascoltare, rispondere, acquisire immagini e offrire funzioni contestuali direttamente attraverso una montatura da vista o da sole.

Di Fantasy