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ShouldEye ha lanciato una nuova piattaforma B2B progettata per consentire alle aziende di monitorare, verificare e migliorare il modo in cui vengono rappresentate dai principali modelli di intelligenza artificiale. Il sistema analizza le risposte generate da piattaforme come ChatGPT, Claude, Gemini, Copilot, Llama, Mistral e Grok quando gli utenti cercano informazioni su un’impresa, confrontano prodotti o servizi oppure chiedono suggerimenti su quali aziende scegliere.

La piattaforma permette di osservare come ciascun modello descrive una determinata azienda, quali informazioni utilizza, quali elementi mette maggiormente in evidenza e in quali casi emergono discrepanze tra un sistema e l’altro. L’obiettivo è fornire alle imprese una visione aggregata della propria presenza nelle risposte AI, evitando che la percezione del brand venga valutata sulla base del comportamento di un singolo modello.

ShouldEye definisce questo approccio come un “AI council”: una stessa domanda relativa all’azienda viene valutata attraverso più modelli, permettendo di confrontarne le risposte e individuare differenze nella descrizione, nel giudizio e nelle raccomandazioni. In questo modo un’impresa può verificare, per esempio, se alcuni sistemi la considerano rilevante in una determinata categoria mentre altri non la citano oppure se vengono riportate informazioni differenti sulla stessa attività.

Il monitoraggio comprende anche la possibilità di individuare dati mancanti o potenzialmente inesatti. Se un modello AI presenta informazioni obsolete, incomplete o non coerenti con quelle diffuse dall’azienda, ShouldEye consente di evidenziare la discrepanza e di inserirla all’interno del quadro complessivo della reputazione AI del brand.

La piattaforma permette inoltre di confrontare la propria visibilità con quella dei concorrenti. Le aziende possono quindi osservare quali operatori vengono citati più frequentemente dai modelli, come vengono posizionati nelle risposte e quali caratteristiche vengono associate a ciascun brand. Il confronto non riguarda soltanto la presenza nominale, ma anche il modo in cui i sistemi AI formulano raccomandazioni che possono influenzare la percezione e la fiducia dell’utente.

Una delle funzioni centrali riguarda la verifica dell’identità e delle informazioni aziendali. Le imprese possono dimostrare la proprietà del proprio profilo e creare una scheda verificata contenente dati che i clienti possono consultare direttamente. ShouldEye aggiunge quindi un livello di informazione controllato dall’azienda accanto alle descrizioni generate automaticamente dai modelli.

La piattaforma tiene traccia anche delle variazioni nel tempo. Un’impresa può verificare se il modo in cui viene descritta dai diversi sistemi AI cambia, se aumenta o diminuisce la propria presenza nelle raccomandazioni e se nuove informazioni iniziano a comparire nelle risposte. Questo permette di trattare la reputazione nei modelli generativi come un parametro monitorabile nel tempo anziché come un risultato occasionale legato a una singola interrogazione.

ShouldEye integra inoltre badge di fiducia e widget incorporabili nei siti web e nelle altre proprietà digitali dell’azienda. Questi elementi possono collegare direttamente il visitatore al profilo ShouldEye verificato, consentendogli di consultare informazioni aziendali confermate e offrendo un punto di riferimento distinto dalle risposte generate autonomamente dai modelli AI.

Il sistema è stato pensato per il crescente utilizzo degli assistenti generativi come strumenti di ricerca e comparazione. Sempre più utenti chiedono direttamente ai modelli quali aziende scegliere, quali prodotti confrontare o quali fornitori risultino più affidabili, ricevendo una risposta sintetica invece di consultare individualmente motori di ricerca, siti aziendali e piattaforme di recensioni.

ShouldEye concentra quindi il monitoraggio su questo nuovo passaggio del percorso di scoperta. La piattaforma mostra cosa vedono gli utenti quando interrogano differenti modelli, come cambia la rappresentazione dell’azienda tra un sistema e l’altro e quali elementi potrebbero contribuire alla formulazione di una raccomandazione positiva o negativa.

La funzione non consiste nel modificare direttamente le risposte dei modelli, ma nel rendere osservabile la rappresentazione prodotta dall’ecosistema AI e nel fornire alle aziende strumenti per verificare le proprie informazioni, confrontarsi con i concorrenti e mettere a disposizione dei clienti un profilo ufficiale e verificato.

Il workflow combina quindi tre attività: controllo delle risposte generate dai principali modelli, confronto della visibilità aziendale tra piattaforme e concorrenti e verifica diretta delle informazioni relative al business. La stessa infrastruttura può poi essere utilizzata per seguire l’evoluzione della percezione del brand e individuare rapidamente variazioni o incongruenze nelle risposte.

ShouldEye estende così il concetto di brand monitoring oltre motori di ricerca, social network e piattaforme di recensioni, applicandolo direttamente ai sistemi generativi che sintetizzano informazioni e formulano raccomandazioni. Per l’azienda, il dato rilevante diventa non soltanto essere presente online, ma capire con quale frequenza viene richiamata dai modelli AI, come viene descritta rispetto ai concorrenti e quali informazioni vengono effettivamente mostrate agli utenti nel momento in cui chiedono a un assistente quale impresa scegliere.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy