Si è aperto un confronto sulla modalità con cui Anthropic e OpenAI presentano i limiti di utilizzo dei rispettivi strumenti di coding AI, in particolare per quanto riguarda i piani Claude Max 5x e 20x e il piano Codex Pro 20x. La questione riguarda il significato effettivo dei moltiplicatori utilizzati nella denominazione commerciale dei piani, perché la quantità di utilizzo disponibile non viene calcolata nello stesso modo dai due fornitori. Nel caso di Claude Max, il valore 5x o 20x si riferisce principalmente alla quantità di utilizzo disponibile all’interno delle finestre temporali di cinque ore, mentre i limiti settimanali seguono una logica differente e non aumentano nella stessa proporzione.
La contestazione è partita da un intervento pubblicato il 31 agosto 2026 su X da SataEric, UX designer e sviluppatore, che ha evidenziato come la presentazione dei piani possa indurre a interpretare il piano da 200 dollari come quattro volte più capiente rispetto a quello da 100 dollari. Anthropic presenta infatti il piano Max da 100 dollari come 5x rispetto al piano Pro e quello da 200 dollari come 20x. Una lettura immediata di questi valori porta quindi a ritenere che il secondo offra una quantità complessiva di utilizzo quattro volte superiore al primo. Secondo i dati evidenziati nella contestazione, però, il limite settimanale disponibile con il piano 20x risulterebbe superiore soltanto di circa 1,7-2 volte rispetto a quello del piano 5x, mentre il moltiplicatore 20x riguarda in modo più diretto la finestra di utilizzo di cinque ore.
La struttura dei limiti di Claude combina infatti più livelli. Gli utenti dispongono di una determinata quantità di utilizzo all’interno di finestre temporali di cinque ore, ma sono contemporaneamente soggetti a soglie settimanali. Questo significa che un utente può disporre di una capacità significativamente maggiore durante una singola sessione senza ottenere necessariamente un aumento proporzionale della quantità complessiva utilizzabile durante l’intera settimana. Proprio questa sovrapposizione tra limiti di breve periodo e limiti settimanali è alla base delle critiche sulla denominazione Max 5x e Max 20x.
La documentazione ufficiale di Claude descrive il funzionamento delle finestre di cinque ore, ma non indica con la stessa immediatezza un valore numerico preciso e facilmente confrontabile per i limiti settimanali. Diversi sviluppatori hanno quindi osservato che la denominazione 20x può essere interpretata come un moltiplicatore applicato all’intera disponibilità del servizio, mentre in realtà il valore non descrive necessariamente la quantità settimanale complessiva. Parte della contestazione riguarda quindi non tanto l’esistenza dei limiti, quanto il modo in cui questi vengono comunicati e la difficoltà di calcolare in anticipo il reale incremento di capacità passando da un piano all’altro.
OpenAI è intervenuta direttamente nel confronto attraverso Tibo Sottiaux, responsabile del prodotto Codex. Sottiaux ha spiegato che il piano Pro 20x di Codex utilizza invece il moltiplicatore in riferimento specifico ai limiti settimanali. Secondo quanto dichiarato, il piano fornisce esattamente venti volte la quantità di utilizzo settimanale prevista dal piano Plus e non introduce inoltre finestre obbligatorie di cinque ore per i due piani Pro. La differenza riguarda quindi sia la base sulla quale viene applicato il moltiplicatore sia l’assenza, in Codex, del meccanismo di limitazione basato sulle sessioni di cinque ore utilizzato da Claude.
Nel confronto tra i due modelli commerciali, la dicitura “20x” assume quindi due significati operativi differenti. Per Codex, OpenAI dichiara che il valore corrisponde direttamente a una quantità settimanale venti volte superiore rispetto alla sottoscrizione Plus. Per Claude Max, invece, il moltiplicatore è legato alla struttura originaria delle finestre di cinque ore e non rappresenta necessariamente un rapporto equivalente tra i limiti settimanali dei diversi piani. Questa differenza diventa particolarmente rilevante per gli sviluppatori che utilizzano strumenti di coding agentico per periodi prolungati e che hanno quindi bisogno di valutare non soltanto la capacità disponibile durante una singola sessione, ma anche quella complessiva nell’arco della settimana.
Una parte delle discussioni nelle community di sviluppatori ha attribuito la situazione all’evoluzione della struttura commerciale di Claude. La denominazione 5x e 20x risale infatti a una fase in cui i piani erano organizzati principalmente attorno alle finestre di utilizzo di cinque ore. I limiti settimanali sono stati introdotti successivamente, mentre i nomi dei piani sono rimasti invariati. Da questa prospettiva, la discrepanza non deriverebbe necessariamente da un cambiamento retroattivo del significato dei piani, ma dalla sovrapposizione di nuovi limiti a una nomenclatura progettata quando il sistema di consumo era più semplice.
Le reazioni più critiche si sono concentrate soprattutto sull’impossibilità di ricavare rapidamente dalla documentazione ufficiale il rapporto effettivo tra capacità settimanale e prezzo dei diversi piani Claude Max. Alcuni utenti hanno richiesto ad Anthropic di mantenere i limiti settimanali esistenti ma eliminare il blocco collegato alle finestre di cinque ore, arrivando anche a promuovere una petizione online. Altri sviluppatori hanno dichiarato di valutare modelli alternativi come GLM o Qwen per evitare i vincoli imposti dalla struttura di utilizzo di Claude.
La questione riguarda quindi soprattutto il modo in cui viene misurata la capacità nei servizi di coding AI. Nel caso di Claude Max, il valore indicato nel nome del piano descrive una parte specifica del sistema di rate limiting e deve essere interpretato insieme ai limiti settimanali. Nel caso di Codex, OpenAI sostiene invece che il moltiplicatore Pro 20x corrisponda direttamente al rapporto tra la quantità settimanale disponibile nel piano Pro e quella prevista dal piano Plus, senza una seconda limitazione obbligatoria basata su finestre di cinque ore.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
