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Perplexity ha introdotto Hybrid Compute nella propria applicazione per Mac, una modalità che suddivide le attività di Perplexity Computer tra modelli frontier eseguiti nel cloud e un modello locale attivo direttamente sul dispositivo. La funzione è disponibile per gli abbonati Perplexity Pro, Max ed Enterprise e debutta con tre modelli locali: Gemma 4 E4B, Qwen3.6 35B-A3B e un modello Perplexity sottoposto a post-training specificamente per Perplexity Computer. Hybrid Compute può essere utilizzato su qualsiasi Mac con Apple silicon, macOS 15 o versione successiva e almeno 24 GB di memoria unificata, configurazione necessaria per eseguire localmente le componenti di inferenza destinate ai contenuti privati e alle operazioni sul dispositivo.

L’architettura separa le attività in base alla loro natura. I modelli cloud gestiscono il ragionamento frontier, la ricerca sul web e la pianificazione, mentre il modello locale elabora file privati, informazioni sensibili e azioni che devono essere eseguite sul Mac. Perplexity Computer coordina automaticamente entrambi gli ambienti, evitando che l’utente debba suddividere manualmente il lavoro tra prompt differenti o trasferire dati tra più strumenti. Ogni attività viene inizialmente avviata nel cloud e, quando il workflow incontra passaggi che coinvolgono informazioni protette, questi possono essere delegati al modello locale.

Il sistema può essere utilizzato anche da remoto attraverso l’integrazione di Perplexity Computer con iPhone. Un utente può inviare una richiesta dal telefono mentre l’elaborazione locale viene eseguita sul proprio Mac, permettendo di utilizzare il computer come nodo personale per l’inferenza on-device anche quando non ci si trova fisicamente davanti alla macchina. Perplexity indica in particolare i nuovi Mac mini e Mac Studio come piattaforme adatte a questo scenario grazie alle prestazioni di Apple silicon e all’architettura a memoria unificata. Un Mac mini dedicato e mantenuto sempre acceso può quindi funzionare come sistema personale di elaborazione locale controllabile da iPhone.

La configurazione di Hybrid Compute avviene direttamente dall’app Perplexity per Mac. Dopo aver installato l’ultima versione dell’applicazione, l’utente può scaricare con un solo clic uno dei modelli locali disponibili senza configurare separatamente runtime o ambienti di inferenza. Dal selettore dei modelli è quindi possibile scegliere la modalità Hybrid e specificare quale modello utilizzare localmente e quale modello cloud impiegare per la parte restante del workflow. Le operazioni eseguite interamente dal modello locale non consumano crediti cloud.

Il principale elemento di controllo è un privacy gate eseguito sul Mac, incaricato di stabilire quali informazioni possano lasciare il dispositivo. Prima che il contenuto proveniente da un file protetto venga trasmesso al cloud, il sistema può oscurare i dati sensibili, mantenere completamente l’elaborazione in locale, bloccare l’azione oppure richiedere il consenso esplicito dell’utente. Il gate utilizza un classificatore Perplexity eseguito sul dispositivo per individuare elementi come nomi, indirizzi, numeri di conto e segreti prima della loro eventuale trasmissione.

Credenziali, numeri di carte di pagamento e identificativi governativi ricevono il livello di protezione più elevato. In questi casi il privacy gate può impedire che le informazioni vengano inviate al cloud, rifiutare completamente l’operazione oppure riscrivere la richiesta in modo che il modello remoto possa continuare a svolgere il proprio compito senza accedere ai dati protetti. Quando il sistema decide che una richiesta può comunque utilizzare il cloud, i valori sensibili individuati vengono sostituiti con placeholder prima della trasmissione e reinseriti successivamente quando la risposta ritorna al dispositivo.

Il classificatore utilizzato per questo meccanismo è PII-Tracer, un encoder bidirezionale da 0,6 miliardi di parametri derivato da un backbone Qwen3 e progettato per individuare intervalli di testo contenenti informazioni personali identificabili. Il modello segnala le porzioni di testo potenzialmente sensibili, mentre è l’applicazione a stabilire la policy di routing da applicare. Perplexity ha sviluppato parallelamente PII-TRACE, un benchmark composto da 13.148 conversazioni sintetiche tra utenti e assistenti distribuite su 13 lingue, progettato per valutare se un sistema riesca a individuare tutte le occorrenze dello stesso identificatore anche quando compaiono più volte o in turni differenti della conversazione.

Nei test interni condotti su 12 sistemi, PII-Tracer ha ottenuto il valore più alto di character F1 e presenta il vantaggio di poter elaborare completamente in locale testo non ancora sottoposto a filtraggio, evitando di dover inviare preventivamente il contenuto a un modello proprietario remoto per stabilire se contenga dati sensibili. Perplexity ha già pubblicato il modello su Hugging Face e ha annunciato l’intenzione di rendere disponibili apertamente sia PII-Tracer sia PII-TRACE. Il classificatore PII impiegato per decidere quando un workload debba essere spostato sul modello locale viene quindi distribuito come componente open source del sistema Hybrid Compute.

Perplexity indica Hybrid Compute soprattutto per attività professionali che richiedono contemporaneamente accesso a informazioni pubbliche e trattamento di materiale riservato. Un team di investimento può, per esempio, confrontare documentazione confidenziale relativa a un’operazione con filing pubblici disponibili online, lasciando i documenti privati sul Mac; un’agenzia pubblicitaria può confrontare creatività non ancora pubblicate con ricerche effettuate sul web senza trasferire gli asset sotto embargo; uno studio legale può utilizzare il cloud per ricercare giurisprudenza e mantenere invece sul dispositivo l’analisi o la sintesi di documentazione coperta da privilegio legale.

Gli abbonati Perplexity Enterprise dispongono inoltre di controlli amministrativi centralizzati. Gli amministratori possono definire a livello organizzativo quali categorie di informazioni debbano rimanere obbligatoriamente sul Mac, quali possano essere oscurate prima dell’utilizzo del cloud e quali richiedano l’approvazione dell’utente prima di lasciare il dispositivo. Il sistema permette anche di effettuare audit sugli eventi nei quali informazioni vengono trasferite fuori dal Mac, fornendo alle organizzazioni un ulteriore livello di controllo sulla gestione dei dati nei workflow agentici.

Hybrid Compute estende il percorso avviato da Perplexity nell’aprile 2026 con Personal Computer, una funzione che consentiva a Perplexity Computer di interagire con file e strumenti presenti direttamente su un Mac e che era stata inizialmente distribuita agli abbonati Max. Con la nuova versione dell’applicazione, questa capacità viene ampliata introducendo un modello locale compatto e una separazione automatica tra elaborazione sul dispositivo e nel cloud. Il risultato è un’architettura nella quale ricerca, pianificazione e ragionamento avanzato possono continuare a utilizzare modelli remoti, mentre file privati, credenziali e altre informazioni sensibili possono essere elaborati all’interno della macchina prima che il privacy gate decida se e in quale forma sia possibile trasferire parte del contesto al cloud.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy