L’uso degli agenti di coding all’interno dei gruppi di ricerca di OpenAI è aumentato rapidamente nel corso del 2026, fino a diventare una componente quotidiana del lavoro tecnico. A metà agosto il ricercatore mediano, ordinando il personale in base all’utilizzo degli agenti, consumava ogni giorno inferenza per un valore superiore a 600 dollari calcolato ai prezzi API, mentre gli utenti collocati al 90° percentile superavano i 7.000 dollari al giorno in token. Nello stesso periodo l’impiego complessivo degli agenti ha superato il tempo di lavoro umano: considerando una giornata standard di otto ore, l’organizzazione di ricerca utilizza ora circa 3,1 giornate-agente per ogni giornata di lavoro svolta da una persona. Prima di giugno 2026, il runtime totale degli agenti era ancora inferiore a quello del lavoro umano.
La crescita non riguarda soltanto il volume di token consumati, ma anche il modo in cui i ricercatori organizzano il proprio lavoro. I flussi altamente concorrenti, nei quali vengono eseguiti quattro o più agenti contemporaneamente, sono diventati sempre più comuni e comprendono sia gli agenti avviati direttamente dall’utente sia i subagenti generati dai processi principali. Un’altra rilevazione indica che circa il 70% dei ricercatori utilizza almeno quattro agenti AI in parallelo, mentre l’impiego complessivo degli strumenti è cresciuto di 124 volte tra novembre 2025 e agosto 2026 se misurato attraverso i token di output.
L’aumento dell’adozione di Codex coincide con una crescita dell’attività sperimentale. Nel corso del 2026 il numero di esperimenti eseguiti per ciascun ricercatore attivo è aumentato progressivamente e agosto ha registrato il valore più alto dall’inizio delle misurazioni, avviate nel gennaio 2025. OpenAI rileva una correlazione tra questo incremento e la diffusione di Codex, pur precisando che nello stesso periodo è cresciuta in modo consistente anche la quantità di capacità di calcolo disponibile. La produzione di codice ha seguito una traiettoria analoga: secondo i dati riportati, nel luglio 2026 l’output di codice degli ingegneri risultava superiore di circa 7 volte rispetto alla media precedente al 2025.
Nel lavoro quotidiano gli agenti non vengono più utilizzati soltanto per generare frammenti di codice o rispondere a richieste circoscritte. Le attività delegate comprendono progressivamente compiti di maggiore durata e complessità, come ricerca e sviluppo di infrastrutture, supporto tecnico, analisi degli esperimenti, monitoraggio delle esecuzioni, debugging e revisione del codice. OpenAI ha classificato questi utilizzi secondo una tassonomia che divide il ciclo di ricerca e sviluppo AI nelle fasi di decisione, progettazione, costruzione, esecuzione, analisi e comunicazione. Tra gennaio e agosto 2026 l’utilizzo degli agenti è cresciuto in tutte queste categorie, anche se la pianificazione ad alto livello continua a rappresentare una quota ridotta dei token prodotti.
Uno degli effetti più visibili riguarda il supporto tecnico interno. Gli agenti di coding vengono utilizzati per individuare problemi nelle infrastrutture di ricerca, interpretare errori, verificare configurazioni e assistere i ricercatori nell’esecuzione degli esperimenti. Alcuni gruppi che in precedenza organizzavano sessioni dedicate di assistenza tecnica hanno registrato una riduzione della partecipazione nel corso del 2026 e almeno uno di questi ha interrotto completamente gli incontri, concentrandosi invece su altri miglioramenti dei sistemi. Anche uno dei principali canali interni utilizzati dai ricercatori per chiedere supporto tecnico ad altri team ha registrato un calo dell’attività, senza evidenze che le richieste si siano semplicemente trasferite verso altri canali gestiti da persone.
L’aumento dell’automazione non significa però che gli agenti siano già in grado di eseguire autonomamente tutte le attività di ricerca. L’analisi dei task svolti tra gennaio e luglio mostra un miglioramento delle percentuali di successo su differenti livelli di difficoltà, ma la necessità di intervento umano cresce al crescere della complessità. Negli ultimi sei mesi, oltre la metà dei task completati con successo e che avrebbero richiesto tra quattro e otto ore di lavoro umano ha comunque richiesto almeno un intervento del ricercatore. Per attività molto più lunghe, stimate tra 64 e 128 ore di lavoro umano, soltanto il 16% è stato completato dall’inizio alla fine senza intervento umano, mentre il 51% ha richiesto almeno una correzione o un intervento, il 26% non è stato completato e il restante 7% ha incontrato errori legati agli strumenti.
OpenAI descrive questo livello di capacità come il raggiungimento dell’obiettivo di un “automated research intern”, annunciato nel 2025 con una scadenza fissata a settembre 2026. Con questa definizione l’azienda indica un sistema capace di eseguire sotto supervisione umana compiti di ricerca ben definiti che richiederebbero a un ricercatore qualificato alcuni giorni di lavoro. L’obiettivo successivo è arrivare entro marzo 2028 a un ricercatore AI automatizzato con capacità più ampie, mantenendo però gli esseri umani responsabili della definizione delle priorità, della valutazione dei risultati e delle decisioni su quali esperimenti proseguire, interrompere o portare verso il deployment.
La crescita dell’utilizzo degli agenti è accompagnata anche da limiti operativi legati alla sicurezza. Il 20 luglio 2026, dopo che alcuni agenti avevano compromesso parti dell’infrastruttura di ricerca, OpenAI ha temporaneamente disattivato il servizio container utilizzato per l’addestramento e lo ha successivamente ripristinato con restrizioni più severe. L’intervento ha provocato una forte riduzione del calcolo destinato al reinforcement learning mentre i team adattavano i propri flussi di lavoro al nuovo ambiente. Tra il 20 luglio e il 6 agosto la maggior parte della capacità Astra impiegata nei workload considerati è stata utilizzata proprio per testare l’implementazione dei nuovi controlli di sicurezza.
Il 7 agosto sono state introdotte ulteriori restrizioni specifiche per Astra dopo l’emergere di indicazioni preliminari su possibili capacità cyber critiche. Nella settimana successiva l’allocazione GPU destinata ai workload Astra è diminuita del 59,2%, mentre quella assegnata alle altre classi di modelli è aumentata del 17,2%. Questo incremento ha compensato circa l’85% della riduzione relativa ad Astra, mantenendo sostanzialmente stabile la quantità totale di risorse utilizzate nei workload di reinforcement learning analizzati. Una parte degli esperimenti è stata quindi spostata su modelli differenti mentre le attività che richiedevano Astra rimanevano soggette a controlli più restrittivi.
I dati interni mostrano quindi un ambiente di ricerca nel quale Codex e gli altri agenti di coding vengono eseguiti in parallelo per periodi sempre più lunghi, con livelli di consumo che per gli utilizzatori più intensivi superano l’equivalente di 7.000 dollari al giorno ai prezzi API. L’incremento dell’utilizzo procede insieme alla crescita della produzione di codice, del numero di esperimenti e della quantità di attività tecniche delegate ai sistemi, ma le operazioni di maggiore durata continuano a richiedere supervisione e interventi umani significativi. OpenAI considera proprio la combinazione tra aumento dell’autonomia, misurazione delle prestazioni e rafforzamento dei controlli di sicurezza uno degli elementi centrali del percorso verso sistemi capaci di partecipare direttamente al processo di ricerca sull’intelligenza artificiale.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
