OpenAI sta testando in ChatGPT una nuova funzione denominata Writing Style, progettata per apprendere le abitudini di scrittura dell’utente e generare testi che ne riproducano tono, lessico e modalità espressive. Il sistema non si limiterebbe quindi a seguire istruzioni esplicite sullo stile, ma utilizzerebbe testi realmente scritti dall’utente come materiale di riferimento per ricostruirne quella che viene definita la “user’s voice”, cioè una sorta di impronta personale applicabile alla generazione di nuovi contenuti. Tra le fonti utilizzabili rientrerebbero documenti, email e messaggi, con la possibilità di collegare a ChatGPT dati conservati in applicazioni esterne.
Analizzando questi materiali, ChatGPT potrebbe individuare caratteristiche ricorrenti come le espressioni preferite, il livello di sintesi o di dettaglio normalmente utilizzato, la struttura delle frasi, il vocabolario e altri schemi linguistici ripetuti. Queste informazioni diventerebbero quindi riferimenti per la produzione di nuovi testi, evitando all’utente di dover specificare ogni volta attraverso il prompt richieste come un tono più professionale, più informale oppure una formulazione più sintetica. La differenza rispetto alla normale personalizzazione tramite istruzioni consiste proprio nell’utilizzo diretto dei testi precedentemente prodotti dall’utente come base dalla quale dedurre autonomamente lo stile.
La funzione risulta attualmente disponibile soltanto in fase di test per un gruppo limitato di utenti e non costituisce ancora una funzionalità distribuita pubblicamente a tutti gli account ChatGPT. Gli utenti inclusi nella sperimentazione possono trovare una voce dedicata alla scrittura all’interno della sezione Personalisation delle impostazioni. L’impiego di più sorgenti, come email, documenti e conversazioni provenienti da applicazioni di messaggistica, dovrebbe permettere al sistema di costruire una rappresentazione dello stile più completa rispetto a quella ottenibile fornendo manualmente uno o due esempi all’interno di un singolo prompt.
Non sono invece ancora stati resi noti tutti i dettagli relativi alle integrazioni previste. In particolare, non è stato specificato quali servizi esterni potranno essere collegati, secondo quali modalità verranno elaborati e conservati i dati utilizzati come riferimento e quanto finemente l’utente potrà decidere quali contenuti mettere a disposizione dell’analisi dello stile. Questi aspetti assumono un ruolo rilevante proprio perché la funzione prevede l’accesso a materiali personali provenienti da più applicazioni, anziché l’impiego di semplici esempi inseriti manualmente durante una conversazione.
Funzioni per definire o richiamare specifici stili di scrittura sono già presenti anche in altri assistenti AI, come Claude di Anthropic, che consente di impostare uno stile desiderato oppure di fornire riferimenti da seguire. La caratteristica specifica della sperimentazione di ChatGPT consiste però nella possibilità di analizzare direttamente testi effettivamente prodotti dall’utente e provenienti da differenti fonti collegate, utilizzandoli congiuntamente per ricostruire le sue abitudini linguistiche. Se introdotta stabilmente, Writing Style potrebbe essere utilizzata per preparare risposte email, messaggi, documenti di lavoro e report mantenendo le espressioni e il tono normalmente adottati dall’utente, con l’obiettivo di ridurre le formulazioni standardizzate tipicamente riconoscibili nei testi generati dall’intelligenza artificiale.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
