Immagine AI

OpenAI ha rilasciato in beta pubblica Agents API, una nuova interfaccia destinata agli sviluppatori che consente di utilizzare attraverso una singola API il sistema di orchestrazione e l’infrastruttura alla base di Codex. L’obiettivo è semplificare la costruzione di agenti AI capaci di lavorare per periodi prolungati, eseguire codice, manipolare file, utilizzare strumenti esterni e suddividere attività complesse tra più sotto-agenti senza costringere gli sviluppatori a realizzare autonomamente tutti i meccanismi necessari per coordinare questi processi.

La nuova API nasce dall’esperienza accumulata da OpenAI con Codex e ChatGPT Work, che secondo la società hanno complessivamente superato i 25 milioni di utenti. L’utilizzo di agenti in ambienti reali ha evidenziato la necessità di un livello software intermedio, spesso definito harness, capace di gestire in modo stabile sessioni lunghe, contesto, chiamate agli strumenti, ambienti di esecuzione e coordinamento tra differenti componenti. Agents API rende disponibile questo livello direttamente agli sviluppatori, separando la logica specifica dell’applicazione dall’infrastruttura necessaria a mantenerla operativa.

Gli sviluppatori possono scegliere dove far eseguire le attività dell’agente. OpenAI mette a disposizione sandbox gestite direttamente dalla propria infrastruttura, ma è possibile utilizzare anche ambienti proprietari oppure servizi forniti da partner come Blacksmith, Cloudflare, Daytona, DigitalOcean, E2B, Modal, Oracle, Runloop e Vercel. Nelle sandbox ospitate da OpenAI possono essere configurati file, pacchetti software, skill e plugin, consentendo agli agenti di eseguire codice, elaborare documenti e produrre risultati all’interno di ambienti controllati.

Uno degli aspetti principali riguarda la gestione automatica del contesto nelle attività di lunga durata. Quando una sessione si avvicina al limite massimo della finestra contestuale, Agents API può comprimere automaticamente le informazioni precedenti mantenendo quelle considerate più importanti. In questo modo un agente può continuare a lavorare attraverso più finestre di contesto successive senza richiedere allo sviluppatore l’implementazione manuale di sistemi di riassunto, compressione o trasferimento dello stato tra una fase e l’altra.

La piattaforma introduce anche strumenti specifici per ridurre il costo e la complessità delle chiamate agli strumenti. Attraverso Tool Search, l’agente può caricare soltanto le definizioni degli strumenti che risultano necessarie in un determinato momento, invece di mantenere disponibili contemporaneamente tutte le possibili integrazioni. Sono inoltre supportate chiamate programmatiche che consentono di eseguire più attività in parallelo e successivamente filtrare, combinare o rielaborare i risultati direttamente tramite codice. Agents API supporta inoltre MCP, funzioni personalizzate e ricerca web.

Per le attività più complesse è disponibile un’architettura multi-agente. Il sistema può suddividere un problema in più sotto-attività e assegnarle a differenti sub-agent, ciascuno dotato di un proprio contesto indipendente. I risultati vengono successivamente raccolti dall’agente principale, permettendo di parallelizzare operazioni come ricerca, analisi, programmazione e trattamento di grandi quantità di informazioni senza riempire un’unica finestra contestuale con l’intera attività.

Alla base di Agents API si trova il Codex harness, che OpenAI ha reso open source. La società continuerà a gestirne e aggiornarne l’implementazione, distribuendo versioni compatibili con i nuovi modelli. Questo approccio dovrebbe ridurre la necessità per gli sviluppatori di modificare profondamente la propria infrastruttura ogni volta che OpenAI rilascia una nuova generazione di modelli o introduce cambiamenti nel modo in cui vengono gestiti strumenti e sessioni agentiche.

Agents API è disponibile in beta pubblica per tutti gli sviluppatori e non prevede al momento un costo aggiuntivo specifico per l’utilizzo dell’API. Rimangono invece applicabili i costi relativi ai token consumati dai modelli e agli strumenti utilizzati durante l’esecuzione. Nella configurazione attuale, tuttavia, il trattamento dei dati viene effettuato esclusivamente negli Stati Uniti e non è supportata la modalità Zero Data Retention, che consentirebbe di eliminare i dati immediatamente dopo l’elaborazione.

Con Agents API OpenAI sposta quindi una parte importante dello sviluppo degli agenti dal livello applicativo a quello dell’infrastruttura gestita. Lo sviluppatore continua a definire obiettivi, strumenti e logica del proprio agente, mentre la piattaforma si occupa di aspetti come orchestrazione, continuità delle sessioni, compressione del contesto, coordinamento tra sotto-agenti e gestione degli ambienti di esecuzione, cioè proprio le componenti che diventano più difficili da mantenere quando un agente deve lavorare autonomamente per tempi prolungati.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy