Manus ha lanciato Manus 2.0, una revisione ampia della propria piattaforma agentica che introduce una nuova architettura, nuove capacità operative e prodotti dedicati sia al lavoro professionale sia all’uso personale. Alla base c’è Cascade, nuova versione dell’agent harness sviluppato internamente, progettato per mantenere inizialmente leggero ogni progetto e attivare capacità specializzate soltanto quando diventano necessarie, facendo convivere all’interno dello stesso contesto documenti, pagine web, video, automazioni e altri output. In una configurazione testata dall’azienda, Cascade ha utilizzato il 23,2% di token in meno, completato le attività in un tempo inferiore del 28,2% e ridotto del 32% il costo di esecuzione rispetto all’architettura precedente. Manus 2.0 introduce inoltre Cloud Computer, un ambiente dedicato che può rimanere operativo anche quando il dispositivo dell’utente è spento e che permette di ospitare applicazioni, server e processi persistenti, oltre a nuove Automations capaci di avviarsi non soltanto in base a una pianificazione temporale ma anche in risposta a eventi provenienti dai servizi collegati. La piattaforma comprende anche Manus Studio, orientato alla creazione professionale, e mantiene tutti questi elementi nello stesso progetto invece di suddividerli in strumenti separati.
Un altro elemento centrale è l’estensione di Computer Use al desktop personale. In una sessione esplicitamente autorizzata, Manus può lavorare all’interno di un proprio spazio visibile sul computer dell’utente, utilizzando file, browser e applicazioni approvate, mentre l’attività può essere osservata e controllata anche da smartphone. L’esempio fornito dall’azienda riguarda la possibilità di chiedere da remoto all’agente di trovare sul computer una presentazione aggiornata e inviarla, senza dover utilizzare manualmente un’app di remote desktop; allo stesso modo, Manus può testare un’applicazione mentre l’utente svolge altre attività o continuare a operare quando la persona si allontana dalla macchina. L’obiettivo è trasformare il computer locale in una risorsa che l’agente può utilizzare quando serve, mantenendo però l’accesso limitato alla sessione connessa e alle risorse approvate. Manus 2.0 è già disponibile attraverso web, desktop e mobile e rappresenta quindi un’estensione dell’agente dalla semplice esecuzione di singoli task verso progetti persistenti nei quali infrastruttura cloud, automazioni, strumenti creativi e computer dell’utente possono essere coordinati nello stesso workflow.
Parallelamente Manus ha presentato Cue, un’applicazione autonoma costruita sulla stessa infrastruttura ma destinata alla creazione e gestione di agenti personali. Ogni agente Cue può disporre di una propria identità operativa composta da indirizzo email, numero di telefono, wallet e computer, elementi che gli permettono di inviare messaggi, effettuare pagamenti entro il budget stabilito dall’utente e portare avanti attività sulla propria macchina; gli agenti possono inoltre rispondere alle chiamate e lasciare successivamente un riepilogo nell’app. Più agenti possono essere inseriti nella stessa chat di gruppo e suddividersi automaticamente il lavoro verso un obiettivo comune, per esempio affidando a uno la ricerca di una location, a un secondo la selezione di candidati e a un terzo la preparazione di una presentazione, mentre la direzione generale e la decisione finale restano all’utente. Cue può anche interagire con servizi fisici: Manus cita il caso di un ristorante nel quale la scansione di un QR code permette all’agente di effettuare un ordine o mantenere il posto in coda. L’app è disponibile in early access gratuitamente tramite codice di invito su web, desktop e mobile, mentre la versione iOS arriverà dopo la revisione dell’App Store; il codice iniziale MEETCUE è stato distribuito a un numero limitato di utenti e chi ottiene l’accesso riceve ulteriori inviti da condividere.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
