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Hewlett Packard Enterprise ha annunciato il 7 ottobre 2026 i primi quattro server della nuova generazione HPE ProLiant Gen13 equipaggiati con processori AMD EPYC di sesta generazione, ampliando la propria offerta hardware destinata all’intelligenza artificiale, all’elaborazione dei dati e ai carichi di lavoro aziendali ad alte prestazioni. La nuova famiglia comprende i modelli ProLiant DL585a Gen13, ProLiant DL525 Gen13, ProLiant XD245 e ProLiant XD285, sviluppati per rispondere a esigenze differenti in termini di capacità di calcolo, densità, accelerazione grafica e gestione delle infrastrutture. Secondo HPE, i sistemi sono stati progettati per sostenere la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale agentica e dell’inferenza, affiancando applicazioni tradizionali come virtualizzazione, simulazione scientifica, analisi finanziaria e modellazione ingegneristica. L’adozione dei processori AMD EPYC di nuova generazione permette di aumentare le risorse disponibili per server, mentre le piattaforme integrano tecnologie di memoria e interconnessione avanzate per ridurre i limiti che possono emergere durante l’elaborazione di dataset di grandi dimensioni. L’annuncio rappresenta un ampliamento della strategia di HPE nel settore delle infrastrutture AI, dove la capacità di eseguire modelli e applicazioni complesse dipende sempre più dall’equilibrio tra processori, acceleratori, memoria, trasferimento dei dati e sistemi di gestione.

Il ProLiant DL585a Gen13 è il modello maggiormente orientato ai carichi di lavoro che richiedono accelerazione grafica. Il server può ospitare fino a otto GPU PCIe a doppio slot e due processori AMD EPYC di sesta generazione, utilizzando collegamenti PCI Express Gen6 per aumentare la larghezza di banda disponibile tra i componenti. Questa configurazione è destinata ad applicazioni nelle quali la capacità di calcolo parallelo degli acceleratori rappresenta una risorsa essenziale, come l’inferenza di modelli linguistici di grandi dimensioni, l’elaborazione di pipeline di intelligenza artificiale e alcune operazioni di adattamento dei modelli. HPE indica tra gli scenari di utilizzo anche i sistemi di retrieval-augmented generation, nei quali un modello linguistico viene collegato a fonti informative esterne, e le architetture agentiche capaci di coordinare strumenti e processi. In questi contesti, il throughput dei token può dipendere non soltanto dalle prestazioni delle GPU, ma anche dalla rapidità con cui i dati vengono trasferiti e preparati per l’elaborazione. La disponibilità di interconnessioni ad alta velocità e risorse CPU adeguate permette quindi di ridurre il rischio che gli acceleratori rimangano inutilizzati a causa di colli di bottiglia presenti in altre parti dell’infrastruttura.

Il ProLiant DL525 Gen13 adotta invece un’architettura compatta a singolo processore, realizzata nel formato rack 1U. Il sistema utilizza una CPU AMD EPYC di sesta generazione con un massimo dichiarato di 256 core e supporta un sottosistema di memoria a sedici canali, compatibile con tecnologie DDR5 e MRDIMM ad alte prestazioni. La connettività PCIe Gen6 amplia le possibilità di collegamento con periferiche e dispositivi di archiviazione ad alta velocità. Questo modello è destinato soprattutto ai carichi di lavoro caratterizzati da un’elevata richiesta di elaborazione general purpose e movimentazione dei dati, nei quali non è necessariamente indispensabile installare un grande numero di GPU. HPE indica tra le applicazioni possibili l’analisi delle frodi, l’elaborazione delle informazioni finanziarie di mercato, la modellazione dei rischi, la determinazione dei prezzi, l’automazione della progettazione elettronica e le simulazioni. L’elevato numero di core permette di distribuire il lavoro tra numerose unità di elaborazione, mentre la larghezza di banda della memoria assume un ruolo importante quando i processi devono accedere frequentemente a grandi quantità di dati.

I modelli ProLiant XD245 e XD285 sono stati sviluppati per ambienti di calcolo ad alta densità e adottano caratteristiche coerenti con gli standard dell’Open Compute Project. Il ProLiant XD245 utilizza una configurazione a quattro nodi collocati in una singola Open Rack Unit e un sistema di raffreddamento diretto a liquido, supportando complessivamente fino a otto processori AMD EPYC di sesta generazione. L’architettura mira a concentrare una notevole capacità di calcolo in uno spazio ridotto, caratteristica particolarmente rilevante nei data center dedicati al calcolo scientifico e alle elaborazioni intensive. Il ProLiant XD285 utilizza invece un’organizzazione a due nodi in due Open Rack Unit, con raffreddamento ad aria, offrendo un’alternativa per infrastrutture che non dispongono di sistemi di raffreddamento a liquido oppure preferiscono soluzioni tradizionali. Entrambi i modelli sono destinati ad applicazioni CPU-intensive, tra cui ingegneria assistita dal computer, simulazioni fisiche, ricerca scientifica, modellazione climatica e meteorologica e analisi finanziaria avanzata.

La scelta di introdurre configurazioni differenti riflette la crescente eterogeneità dei carichi di lavoro associati all’intelligenza artificiale. L’addestramento di grandi modelli neurali richiede spesso infrastrutture fortemente orientate alle GPU, mentre alcune fasi di preparazione dei dati, indicizzazione, orchestrazione degli agenti e simulazione possono sfruttare soprattutto processori general purpose e sottosistemi di memoria ad alta velocità. Anche l’inferenza presenta esigenze variabili in funzione della dimensione del modello, del numero di richieste simultanee e dei requisiti di latenza. Una piattaforma destinata a servire molti utenti può privilegiare throughput e densità degli acceleratori, mentre un sistema aziendale dedicato a operazioni specifiche potrebbe richiedere maggiore flessibilità e un rapporto differente tra risorse CPU e GPU. Con ProLiant Gen13, HPE intende offrire configurazioni capaci di coprire una parte ampia di queste esigenze, consentendo alle imprese di selezionare infrastrutture differenti a seconda delle applicazioni.

Un ruolo importante viene attribuito anche alla sicurezza e alla gestione operativa. La nuova generazione integra HPE Integrated Lights-Out 8, comunemente abbreviato iLO 8, e funzionalità avanzate di HPE Compute Ops Management, progettate per semplificare le attività di amministrazione e protezione delle infrastrutture. Le funzionalità annunciate comprendono meccanismi di cifratura automatica, controlli più rigorosi per le operazioni critiche e capacità predisposte per affrontare l’evoluzione delle minacce informatiche, comprese quelle collegate alla futura diffusione delle tecnologie quantistiche. La protezione dei server assume un’importanza crescente negli ambienti AI, dove infrastrutture condivise possono elaborare dati aziendali sensibili, modelli proprietari e informazioni provenienti da numerosi sistemi. La sicurezza deve quindi riguardare non soltanto il sistema operativo e le applicazioni, ma anche il firmware, la gestione remota, le configurazioni hardware e l’intero ciclo di vita delle apparecchiature.

La gestione centralizzata rappresenta un ulteriore aspetto della strategia HPE. Nei data center moderni, il numero di server può crescere rapidamente e comprendere configurazioni molto diverse, rendendo particolarmente onerose le operazioni di aggiornamento, monitoraggio e manutenzione. Strumenti come Compute Ops Management puntano a offrire maggiore visibilità sullo stato delle risorse e a semplificare le attività ripetitive di amministrazione. Questa impostazione risulta importante anche per l’intelligenza artificiale agentica, che può generare carichi di lavoro dinamici e variabili in funzione delle attività svolte. Il passaggio da un sistema AI che risponde a singole richieste a un insieme di agenti capaci di coordinare processi prolungati può modificare la distribuzione delle risorse nel tempo, richiedendo infrastrutture capaci di sostenere picchi di elaborazione, accessi simultanei ai dati e differenti livelli di priorità.

L’annuncio dei quattro server costituisce la prima fase di un ampliamento della famiglia ProLiant Gen13, che HPE intende estendere successivamente ad altri carichi aziendali, infrastrutture edge, ambienti virtualizzati, database e applicazioni AI. La disponibilità commerciale dei modelli seguirà un calendario progressivo e le caratteristiche annunciate rappresentano le configurazioni previste, non necessariamente sistemi già acquistabili in tutte le regioni. Il valore della nuova generazione dovrà essere valutato attraverso le prestazioni effettive nelle applicazioni, il consumo energetico, il costo complessivo di gestione e la capacità di integrare acceleratori e dispositivi di archiviazione. Con l’introduzione dei processori AMD EPYC di sesta generazione, delle connessioni PCIe Gen6 e di architetture differenziate per densità e raffreddamento, Hewlett Packard Enterprise propone un aggiornamento significativo delle proprie infrastrutture di calcolo, cercando di rispondere contemporaneamente alla crescita dell’intelligenza artificiale e alle esigenze più tradizionali dei sistemi informativi aziendali.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy