Opera ha introdotto WebAI, una tecnologia che permette di eseguire modelli di intelligenza artificiale direttamente all’interno del browser, utilizzando le risorse computazionali del dispositivo anziché affidare l’elaborazione a infrastrutture cloud esterne. La funzionalità viene distribuita inizialmente attraverso una versione sperimentale facoltativa di Opera One, mentre l’estensione a Opera GX e Opera Neon è prevista successivamente. WebAI si basa su una proposta di standard web sostenuta, secondo Opera, anche da aziende come Google e Microsoft, finalizzata a consentire a siti e componenti aggiuntivi di accedere alle capacità di inferenza dei modelli disponibili attraverso il browser. L’implementazione sviluppata da Opera è indipendente da uno specifico fornitore e supporta modelli a pesi aperti, includendo Google Gemma e, sui computer Mac compatibili, il modello di base on-device di Apple. Gli utenti possono utilizzare queste risorse per generare contenuti testuali, classificare informazioni e individuare relazioni semantiche fra elementi differenti, senza dover trasferire i dati trattati a servizi remoti. L’iniziativa amplia un percorso avviato nell’aprile 2024, quando Opera aveva introdotto nella propria versione per sviluppatori il supporto sperimentale a circa 150 varianti di modelli linguistici appartenenti a una cinquantina di famiglie, fra cui Llama, Vicuna, Gemma e Mixtral. Tali modelli richiedevano generalmente fra 2 e 10 GB di spazio locale e affiancavano Aria, l’assistente AI online già integrato nel browser.
L’architettura di WebAI incorpora un motore di inferenza locale attraverso il quale applicazioni web ed estensioni possono utilizzare modelli disponibili sul computer senza installare software dedicato, configurare server locali o ottenere chiavi API. L’attivazione è volontaria e avviene dalle impostazioni del browser: prima dell’abilitazione non viene scaricato alcun modello, mentre l’utente conserva la possibilità di disattivare successivamente il servizio e controllare attraverso autorizzazioni specifiche quali siti possano accedere all’intelligenza artificiale locale. L’infrastruttura può utilizzare sia i modelli distribuiti attraverso il motore di Opera sia quelli compatibili già presenti sul dispositivo. Per gli sviluppatori, il sistema introduce le API Prompt, Decision e Semantic Embeddings, rispettivamente destinate alla generazione linguistica, alla classificazione e alla rappresentazione delle relazioni semantiche. Sono inoltre previste interfacce Summarizer, Writer, Rewriter, Translator e Proofreader per sintetizzare documenti, produrre e rielaborare testi, effettuare traduzioni e correggere contenuti. Questo approccio consente di realizzare funzionalità AI senza dover necessariamente mantenere un’infrastruttura di inferenza proprietaria o sostenere costi per ogni richiesta elaborata da un provider esterno. Opera indica fra gli utilizzi possibili l’organizzazione automatica delle schede, il riconoscimento dei titoli sensazionalistici e l’individuazione di annunci professionali pertinenti, con elaborazione sul dispositivo e senza abbonamenti a servizi AI esterni.
Per documentare le possibilità offerte agli sviluppatori, Opera ha pubblicato sei estensioni sperimentali che utilizzano le nuove interfacce e non costituiscono funzionalità standard del browser. Project Lens analizza i paragrafi di una pagina e li evidenzia in funzione della loro rilevanza rispetto a un progetto indicato dall’utente, mentre Got It? genera brevi questionari per verificare la comprensione del contenuto appena letto. Questionable Intelligence formula domande su una pagina e rappresenta graficamente le proprie valutazioni; Semantic Art converte le relazioni semantiche fra frasi in una composizione visiva animata; RecordIn Alchemy trasforma un testo in un post per social media con uno stile volutamente enfatico; C·I·A·O utilizza due personaggi ASCII a forma di gatto per improvvisare dialoghi su argomenti richiesti dall’utente. La prima distribuzione di WebAI è compatibile con Windows a 64 bit su processori Intel e AMD e con i Mac dotati di Apple silicon, mentre restano esclusi i Mac Intel, Linux e Windows su architettura Arm. L’abilitazione comporta il download di un modello compatibile e le prestazioni dipendono dalle caratteristiche hardware del dispositivo. Opera prevede di estendere progressivamente la disponibilità a ulteriori modelli aperti ottimizzati per differenti configurazioni.
Contestualmente a WebAI, Opera ha presentato HTML-in-Canvas, una funzionalità sperimentale della piattaforma web che consente di incorporare pagine HTML realmente interattive all’interno di scene bidimensionali e tridimensionali. A differenza della rappresentazione tradizionale di contenuti web come semplici pixel all’interno di un canvas, questa soluzione mantiene utilizzabili pulsanti, menu, campi di testo e altri elementi interattivi, che possono essere collocati e movimentati nello spazio grafico attraverso tecnologie HTML e CSS. Il progetto, sviluppato apertamente e implementato in Chromium, è destinato in particolare alle interfacce dei videogiochi, comprese schermate di inventario, negozi virtuali, impostazioni e sistemi di comunicazione. Rimangono applicabili le regole di sicurezza same-origin, che impediscono di incorporare indiscriminatamente contenuti appartenenti a siti esterni. Opera ha predisposto dimostrazioni come Webpage Bulldozer, Gamer Room e HTML Ninja, oltre a otto esempi di effetti grafici, e consente l’attivazione della funzionalità attraverso un’impostazione Early Bird. Le due iniziative introducono quindi strumenti distinti: WebAI porta l’inferenza dei modelli sul dispositivo dell’utente, mentre HTML-in-Canvas amplia le possibilità di integrare interfacce web funzionali in ambienti grafici interattivi.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
