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Oracle ha presentato AI Security Mesh, una piattaforma gestita per la verifica della sicurezza informatica che integra modelli OpenAI specializzati nella cybersecurity con strumenti di analisi, infrastrutture di test e procedure di controllo sviluppate da Oracle. Il servizio è progettato per individuare vulnerabilità in applicazioni e sistemi prima che possano essere sfruttate da soggetti ostili, operando su infrastrutture locali, ambienti Oracle Cloud Infrastructure e piattaforme cloud di altri fornitori. L’architettura utilizza modelli avanzati capaci di ragionare sul comportamento delle applicazioni e sulle possibili concatenazioni tra diverse debolezze di sicurezza, affiancandoli a strumenti che permettono di verificare concretamente se un percorso di attacco sia riproducibile. L’esecuzione delle verifiche è subordinata alle autorizzazioni del cliente e avviene entro un perimetro concordato, con salvaguardie operative destinate a ridurre il rischio di interruzioni dei servizi.

Il processo inizia con una ricognizione automatizzata dei sistemi e delle relative connessioni, effettuata utilizzando il contesto tecnico e i livelli di accesso autorizzati dall’organizzazione. La piattaforma costruisce una rappresentazione dell’ambiente e prepara un piano di test da sottoporre all’approvazione dei responsabili. Successivamente, agenti AI specializzati analizzano il comportamento delle applicazioni, individuano potenziali vulnerabilità e verificano come queste potrebbero essere utilizzate per raggiungere informazioni o funzionalità protette. Un agente separato ripete le verifiche per distinguere le vulnerabilità effettivamente sfruttabili dai risultati non confermati. Le criticità vengono quindi ordinate in base alla loro rilevanza, mentre strumenti di programmazione assistita possono predisporre modifiche al codice che rimangono soggette all’approvazione dei team tecnici. Dopo l’applicazione delle correzioni, AI Security Mesh esegue ulteriori controlli per accertare sia l’eliminazione del problema sia la continuità delle funzionalità applicative.

I risultati delle verifiche e le informazioni acquisite dagli agenti vengono conservati in una base di conoscenza privata dell’organizzazione, permettendo alle analisi successive di utilizzare le dipendenze e le caratteristiche dell’ambiente già identificate. Oracle affianca a questo sistema OCI Identity Assurance, una tecnologia integrata nei servizi di gestione delle identità che utilizza verifiche biometriche per confermare l’identità e la presenza della persona responsabile di operazioni sensibili. Tra le applicazioni figurano l’approvazione di pagamenti, la modifica di autorizzazioni e la verifica dell’identità dei dipendenti durante assunzione e accesso continuativo ai sistemi aziendali. Il sistema combina controlli sui documenti d’identità e verifiche biometriche successive, con l’obiettivo di riconoscere tentativi di impersonificazione e trasferimenti non autorizzati degli account.

La protezione viene completata da OCI Zero Trust Packet Routing, una tecnologia introdotta nel 2024 e integrata direttamente nell’infrastruttura di rete Oracle. Il servizio applica regole di accesso indipendenti dal comportamento delle applicazioni e degli agenti AI, definendo attraverso policy leggibili quali risorse possono comunicare e quali percorsi possono raggiungere informazioni sensibili. Una comunicazione deve risultare autorizzata sia dalle policy di instradamento Zero Trust sia dai controlli di rete esistenti, mantenendo le restrizioni anche quando la configurazione infrastrutturale cambia. Questa impostazione permette di limitare lo spostamento laterale di un workload compromesso e di bloccare percorsi non autorizzati di estrazione dei dati. Oracle ha sviluppato la tecnologia sulla base di una specifica aperta e ne rende disponibile un’implementazione di riferimento open source, favorendo l’interoperabilità con altre infrastrutture.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).

Di Fantasy