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La storia dell’animazione digitale sta per voltare una delle sue pagine più significative e longeve. Dopo oltre un quarto di secolo di onorato servizio, Adobe ha ufficialmente annunciato l’intenzione di ritirare Adobe Animate, lo storico software che per intere generazioni di creativi ha rappresentato la porta d’accesso al mondo del movimento vettoriale e dell’interattività sul web. Questa decisione non segna soltanto la fine di un prodotto tecnico, ma simboleggia un cambio di paradigma epocale per l’intera azienda di San Jose, che ha deciso di convogliare ogni risorsa ed energia verso lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Le radici di questo programma affondano profondamente nell’identità stessa di Internet. Nato originariamente come FutureSplash Animator e divenuto celebre in tutto il mondo con il nome di Macromedia Flash, il software è stato per anni il cuore pulsante del web creativo, permettendo la nascita di giochi, cartoni animati e interfacce dinamiche in un’epoca in cui la larghezza di banda era un lusso per pochi. Nonostante il rebranding in Adobe Animate avvenuto nel 2016 per distanziarsi dal declino della tecnologia Flash Player, lo strumento era rimasto un punto di riferimento per l’animazione 2D tradizionale, amato per la sua semplicità e per la flessibilità del suo disegno vettoriale.

Tuttavia, il panorama tecnologico contemporaneo corre a una velocità che non permette più di guardare al passato con nostalgia. La crescita esponenziale dei modelli generativi, come la famiglia Firefly di Adobe, ha ridefinito radicalmente le aspettative degli utenti e le necessità del mercato. Oggi la creazione di contenuti non passa più necessariamente attraverso il posizionamento manuale di ogni singolo fotogramma o la gestione complessa delle interpolazioni di movimento. Il futuro immaginato da Adobe è un ecosistema dove l’idea creativa viene assistita e amplificata da algoritmi capaci di generare scene, animare personaggi e sincronizzare audio in pochi istanti, riducendo drasticamente i tempi di produzione che un tempo richiedevano settimane di lavoro certosino.

La dismissione di Animate si inserisce quindi in una visione aziendale più ampia, che punta a integrare capacità di animazione intelligente direttamente all’interno di piattaforme più moderne e accessibili, come Adobe Express o le nuove versioni di After Effects potenziate dall’IA. L’obiettivo dichiarato è quello di risolvere le barriere tecniche che spesso scoraggiano i nuovi creativi, permettendo a chiunque, anche senza competenze tecniche verticali, di dare vita alle proprie visioni. In questa nuova era, il focus si sposta dal controllo del singolo pixel alla gestione del contesto e del prompt, dove l’intelligenza artificiale diventa il braccio destro che esegue il lavoro pesante, lasciando all’artista il ruolo fondamentale di regista e curatore del gusto estetico.

Sebbene la notizia possa lasciare un velo di malinconia tra i professionisti che hanno costruito la propria carriera su questo software, la transizione appare inevitabile e necessaria. Adobe sta scommettendo tutto sulla convinzione che l’intelligenza artificiale non sarà un semplice accessorio, ma il nucleo centrale di ogni processo creativo futuro. Abbandonare le vecchie infrastrutture legacy permette all’azienda di non disperdere forze e di concentrarsi sulla creazione di strumenti che possano competere in un mercato dove la velocità di esecuzione e la qualità generativa sono diventate le nuove unità di misura del successo professionale.

Di Fantasy