La crescita dell’advertising all’interno di ChatGPT sta creando un nuovo segmento del mercato martech dedicato all’analisi competitiva delle inserzioni AI-native. In questo contesto, Adthena ha annunciato una piattaforma progettata specificamente per monitorare il nuovo ecosistema pubblicitario di ChatGPT, introducendo strumenti di intelligence competitiva dedicati agli annunci visualizzati nelle conversazioni AI.
Dal punto di vista tecnico, il progetto rappresenta una trasformazione importante del concetto stesso di search advertising intelligence. Per oltre vent’anni il mercato della search intelligence si è concentrato principalmente su Google Ads e motori di ricerca tradizionali, analizzando keyword, CPC, copy degli annunci e posizionamenti SERP. L’arrivo degli annunci dentro interfacce conversazionali AI modifica radicalmente questo paradigma, perché gli annunci non vengono più attivati soltanto da keyword statiche ma da contesti linguistici dinamici generati durante il dialogo con il modello.
Secondo le informazioni pubbliche diffuse da Adthena, la nuova piattaforma monitora oltre 300.000 prompt giornalieri per tracciare quali brand compaiono nelle risposte sponsorizzate di ChatGPT, quali richieste attivano gli annunci e come si distribuisce la presenza pubblicitaria tra concorrenti differenti.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il concetto di “whole-market visibility”, cioè la possibilità di osservare non soltanto le proprie campagne ma l’intero panorama competitivo. Nei sistemi pubblicitari tradizionali, le piattaforme native mostrano principalmente dati relativi agli annunci del singolo inserzionista. Adthena cerca invece di ricostruire una visione trasversale del mercato pubblicitario dentro ChatGPT, identificando competitor, copy utilizzati, tipologie di prompt che attivano inserzioni e variazioni settimanali della presenza pubblicitaria.
Questo tipo di intelligence diventa particolarmente importante perché il funzionamento degli annunci conversazionali differisce molto dalla pubblicità search classica. Nei motori di ricerca tradizionali, l’utente inserisce query relativamente brevi e gli annunci vengono attivati tramite keyword bidding. Dentro ChatGPT, invece, gli utenti formulano richieste molto più lunghe, contestuali e articolate. Gli annunci devono quindi essere associati non solo a keyword, ma anche a intenzioni semantiche, contesto conversazionale e fase del processo decisionale dell’utente.
Adthena descrive il sistema come una piattaforma di “ChatGPT Ads Intelligence”, cioè uno strato analitico costruito sopra il nuovo ecosistema advertising di OpenAI. Tra le funzionalità pubbliche compaiono monitoraggio della share of voice, rilevamento di nuovi competitor, analisi dei messaggi pubblicitari e identificazione di “greenfield prompts”, cioè prompt sui quali nessun concorrente sta ancora facendo advertising.
L’evoluzione del mercato è strettamente collegata al rollout progressivo degli annunci in ChatGPT iniziato nel 2026. OpenAI sta introducendo il sistema pubblicitario in modo graduale, inizialmente tramite programmi pilota e successivamente attraverso un Ads Manager self-service ancora in fase beta in alcuni paesi selezionati.
Dal punto di vista economico, il settore considera ChatGPT Ads uno dei nuovi canali advertising più strategici degli ultimi anni. Diversi report indicano CPM significativamente superiori rispetto a Meta e livelli di engagement potenzialmente molto elevati, soprattutto perché gli utenti interagiscono con il modello durante attività informative o decisionali ad alta intenzione.
Questa trasformazione sta modificando anche il concetto di search marketing. Gli inserzionisti non competono più soltanto per comparire sopra una lista di link, ma cercano di inserirsi dentro una conversazione AI che sintetizza informazioni, suggerisce prodotti e guida l’utente durante il processo decisionale. Di conseguenza, l’ottimizzazione degli annunci richiede nuovi modelli di analisi semantica e comprensione dell’intento conversazionale.
Adthena sta cercando di posizionarsi proprio in questa nuova categoria di strumenti. Storicamente l’azienda ha sviluppato piattaforme di search intelligence basate su AI per monitorare Google Ads e paid search tradizionale. Ora sta estendendo la stessa logica ai sistemi di advertising conversazionale basati su LLM.
Il progetto riflette anche una trasformazione più ampia dell’intero ecosistema pubblicitario digitale. Negli ultimi mesi stanno emergendo nuove piattaforme dedicate esclusivamente all’analisi delle interfacce AI-driven, perché gli ambienti conversazionali introducono dinamiche completamente differenti rispetto ai motori di ricerca classici. Gli inserzionisti devono comprendere non solo quali keyword funzionano, ma anche quali tipi di domande, formulazioni linguistiche e contesti semantici aumentano la probabilità di comparsa degli annunci.
L’evoluzione della pubblicità dentro modelli AI apre però anche nuove questioni regolatorie e operative. Sistemi come ChatGPT combinano caratteristiche dei motori di ricerca, delle piattaforme di contenuti e degli assistenti conversazionali, creando nuove aree grigie dal punto di vista normativo e della trasparenza pubblicitaria. Alcune analisi recenti suggeriscono infatti che piattaforme AI conversazionali potrebbero essere soggette a obblighi regolatori simili a quelli dei very large online platforms e dei motori di ricerca tradizionali.
