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Anthropic ha modificato nuovamente la propria politica sull’utilizzo di Claude tramite piattaforme esterne e framework agentici di terze parti, riaprendo l’accesso a strumenti come OpenClaw dopo le forti limitazioni introdotte ad aprile 2026. La decisione rappresenta un cambio di rotta importante per l’ecosistema degli AI agent autonomi, che nelle ultime settimane aveva subito forti tensioni a causa del blocco dell’utilizzo delle sottoscrizioni Claude all’interno di harness e ambienti esterni.

La nuova impostazione non ripristina però il modello precedente. Anthropic ha infatti introdotto un sistema separato di crediti dedicati specificamente all’uso agentico e programmatico attraverso software esterni. In pratica, gli utenti dei piani Claude Pro, Max e Team potranno nuovamente collegare il proprio abbonamento a piattaforme come OpenClaw, ma i consumi effettuati dagli agenti verranno conteggiati all’interno di una quota distinta rispetto all’utilizzo tradizionale della chat Claude.

Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, il nuovo modello entrerà pienamente in vigore dal 15 giugno 2026 e prevede soglie mensili differenziate in base al piano sottoscritto. I crediti dedicati agli agenti esterni avranno un valore economico fisso mensile e, una volta esauriti, l’utente dovrà passare alla tariffazione API standard basata sul consumo tokenizzato. Questo approccio consente ad Anthropic di mantenere il supporto agli ecosistemi agentici senza sostenere i costi estremamente elevati generati dai workload autonomi continui.

La questione nasce dal rapido aumento dell’utilizzo di framework come OpenClaw, che consentono agli utenti di trasformare Claude in un agente operativo persistente capace di eseguire codice, utilizzare strumenti locali, accedere a filesystem, interagire con servizi esterni e automatizzare attività complesse in modo continuativo. A differenza dell’uso umano tradizionale di una chat AI, questi sistemi possono generare un numero enorme di richieste consecutive, saturando rapidamente le risorse computazionali disponibili.

Ad aprile Anthropic aveva quindi deciso di interrompere la copertura degli abbonamenti consumer per gli strumenti di terze parti, obbligando gli utenti a utilizzare API a consumo oppure pacchetti extra usage dedicati. La scelta aveva generato forti proteste nella community open source e tra gli sviluppatori di agenti AI autonomi, soprattutto perché OpenClaw era diventato in pochi mesi uno dei framework agentici più diffusi nel panorama AI internazionale.

La nuova soluzione tenta di bilanciare due esigenze contrapposte: da un lato mantenere aperto l’ecosistema degli agenti AI, dall’altro controllare il costo infrastrutturale derivante da utilizzi estremamente intensivi. Anthropic sta infatti affrontando la stessa problematica che coinvolge l’intero settore generative AI: gli agenti autonomi consumano molte più risorse rispetto alle normali interazioni conversazionali, rendendo sempre meno sostenibili i modelli “illimitati” basati su semplici abbonamenti flat.

La vicenda evidenzia anche quanto gli agenti AI stiano diventando centrali nel mercato. OpenClaw non viene più considerato soltanto un progetto sperimentale open source, ma un’infrastruttura agentica capace di orchestrare modelli linguistici, strumenti di sistema, servizi cloud e automazioni persistenti. Diversi studi pubblicati negli ultimi mesi hanno inoltre evidenziato sia le potenzialità operative sia le criticità di sicurezza associate a questi sistemi, soprattutto quando gli agenti dispongono di accesso locale completo a file, terminali e servizi sensibili.

Di Fantasy