Apptronik ha aperto a Austin, in Texas, Robot Park, una struttura di circa 90.000 piedi quadrati, pari a oltre 8.300 metri quadrati, progettata per raccogliere dati operativi destinati all’addestramento di robot umanoidi. Il centro nasce dalla collaborazione con Google DeepMind e riproduce ambienti simili a quelli della logistica, della produzione e della distribuzione, dove più robot possono svolgere ripetutamente attività fisiche e generare grandi quantità di dati utili allo sviluppo dei modelli AI.
La struttura non è pensata soltanto come sito dimostrativo o come impianto di test per singoli prototipi. Robot Park viene utilizzato come una vera infrastruttura di raccolta dati, nella quale i robot umanoidi eseguono compiti ripetitivi in scenari controllati ma vicini alle condizioni operative reali. Tra le attività previste rientrano il caricamento di scatole sui nastri trasportatori, la movimentazione di oggetti, la classificazione di giocattoli e altre operazioni tipiche di magazzini, linee produttive e centri logistici.
Il nuovo centro utilizza Apollo 2, la generazione più recente del robot umanoide di Apptronik. Il sistema viene proposto in due configurazioni: una bipede, destinata a muoversi in ambienti progettati per gli esseri umani, e una versione su ruote, orientata a scenari in cui sicurezza, autonomia energetica e velocità di spostamento rendono preferibile una base mobile. Entrambe le versioni sono state impiegate per oltre un anno nella piattaforma interna di raccolta dati dell’azienda.
I dati prodotti da Apollo 2 vengono utilizzati per migliorare il controllo del movimento, la capacità di percezione, la pianificazione delle azioni e la risposta del robot a oggetti, ostacoli e variazioni dell’ambiente. La collaborazione con Google DeepMind prevede inoltre l’impiego dei dati raccolti per addestrare Gemini Robotics, il modello AI dedicato alla robotica del gruppo Google. In questo modo, il centro collega direttamente l’esecuzione fisica di attività industriali allo sviluppo di modelli capaci di comprendere l’ambiente e controllare robot generalisti.
Il problema affrontato da Robot Park riguarda la scarsità di dati reali per l’addestramento dei robot umanoidi. I modelli generativi per testo e immagini possono essere addestrati su enormi quantità di contenuti presenti online, mentre un robot deve imparare azioni che richiedono percezione tridimensionale, controllo delle mani, equilibrio, forza, tempi di reazione e interazione con oggetti fisici. Questi dati non possono essere raccolti con la stessa facilità da Internet e devono essere prodotti attraverso attività reali, teleoperazione, simulazione e supervisione umana.
Apptronik utilizza quindi operatori umani e sistemi di controllo remoto per guidare o supervisionare i robot durante l’esecuzione dei compiti. Le sequenze raccolte registrano il rapporto tra percezione visiva, comandi di movimento, posizione del corpo, azioni delle mani e risultato dell’operazione. Questo materiale può essere utilizzato per addestrare modelli di imitazione, sistemi vision-language-action e componenti di controllo che permettono al robot di generalizzare compiti simili in ambienti diversi.
Robot Park sarà operativo sette giorni su sette e punta a produrre dati in modo continuo. L’idea è trattare il centro come una data factory per la robotica: un’infrastruttura nella quale il valore non deriva soltanto dal numero di robot costruiti, ma dalla quantità e qualità delle interazioni fisiche raccolte ogni giorno. Più scenari vengono eseguiti, più il sistema può osservare differenze nei materiali, nelle forme degli oggetti, negli errori di presa, nei tempi di risposta e nelle varianti delle procedure operative.
Apptronik è nata nel 2016 come spin-off dell’Human Centered Robotics Lab dell’Università del Texas e inizialmente si è concentrata sulla commercializzazione di tecnologie sviluppate per la DARPA Robotics Challenge. Dopo una prima fase dedicata a componenti robotici, l’azienda ha concentrato il proprio sviluppo su robot umanoidi generalisti. Finora ha raccolto circa un miliardo di dollari di investimenti e viene valutata intorno ai 5,5 miliardi di dollari.
Mercedes-Benz, tra gli investitori della società, sta già sperimentando Apollo nelle proprie fabbriche per attività di movimentazione di parti e utensili lungo le linee di assemblaggio. Apptronik ha dichiarato di aver prodotto alcune centinaia di unità Apollo 2, senza indicare il numero effettivamente installato presso clienti o partner. Il piano prevede di proseguire con progetti pilota durante il 2026 e di avviare produzione e distribuzione commerciale su scala più ampia dal 2027.
La scelta di sviluppare sia la versione bipede sia quella su ruote riflette una strategia di adozione graduale. I robot su ruote possono entrare prima nei flussi industriali perché richiedono meno energia per spostarsi, sono più semplici da controllare e riducono alcuni rischi legati all’equilibrio. I modelli bipedi restano però centrali nel lungo periodo, perché possono operare negli stessi spazi, corridoi, scale, postazioni e layout creati per le persone senza obbligare le aziende a modificare l’infrastruttura esistente.
Con Robot Park, Apptronik punta quindi a costruire un ciclo completo tra progettazione hardware, raccolta dati, addestramento dei modelli e sperimentazione commerciale. Il centro consente di generare dati proprietari in modo sistematico, usarli per migliorare Apollo e Gemini Robotics e trasferire poi le capacità apprese nei contesti di fabbrica, logistica e distribuzione dove i robot umanoidi dovranno operare in modo affidabile.
