BrainCo, società cinese specializzata in neurotecnologie e interfacce cervello-computer, sta sviluppando un dispositivo indossabile progettato per intervenire sulla regolazione dell’appetito attraverso la stimolazione cerebrale. Il progetto è stato illustrato all’inizio di novembre 2026 da Nyx He, founding partner dell’azienda, durante Bloomberg Tech London, come una possibile alternativa tecnologica ai trattamenti farmacologici per la gestione dell’obesità basati sugli agonisti del recettore GLP-1. L’obiettivo dichiarato consiste nel realizzare un sistema capace di influenzare i meccanismi neurologici associati alla percezione della fame, utilizzando stimoli applicati attraverso un dispositivo elettronico anziché mediante la somministrazione di un principio attivo. BrainCo ha indicato un orizzonte di sviluppo commerciale compreso tra due e tre anni, con una prima introduzione prevista sul mercato cinese e una possibile successiva espansione negli Stati Uniti. Il prodotto si trova ancora nella fase di sviluppo e non è stato presentato come trattamento medico già disponibile o clinicamente validato.
Il progetto si inserisce nelle attività di BrainCo dedicate alle interfacce cervello-computer, tecnologie che permettono di acquisire segnali dell’attività cerebrale o di interagire con il sistema nervoso attraverso dispositivi elettronici. Nel caso del nuovo sistema per il controllo dell’appetito, l’approccio descritto prevede l’utilizzo della stimolazione cerebrale come mezzo per influenzare i processi coinvolti nell’assunzione di cibo. Nyx He ha utilizzato l’espressione GLP-1 elettronico per descrivere il risultato che l’azienda intende raggiungere, richiamando la funzione di riduzione dell’appetito associata ai farmaci appartenenti a questa classe. L’analogia riguarda tuttavia l’obiettivo terapeutico e non implica che il dispositivo riproduca il meccanismo molecolare dei medicinali GLP-1, che agiscono attraverso specifici recettori e modificano diversi processi fisiologici, comprendenti sazietà, secrezione insulinica e motilità gastrica. Una tecnologia di stimolazione nervosa dovrebbe pertanto essere valutata in relazione ai propri meccanismi d’azione e alla capacità di produrre risultati clinici misurabili.
La società non ha ancora reso pubblici dettagli tecnici sufficienti per identificare con precisione il metodo di stimolazione previsto, i parametri elettrici utilizzati, le aree cerebrali interessate o le modalità di adattamento del trattamento alle caratteristiche dei singoli utilizzatori. Non sono stati inoltre presentati risultati di sperimentazioni cliniche controllate che permettano di quantificare l’effetto sulla riduzione dell’appetito, sulle variazioni del peso corporeo o sulla durata degli eventuali benefici. La definizione di dispositivo indossabile indica l’intenzione di utilizzare un sistema esterno, ma non consente da sola di stabilire quale tecnologia neuroelettronica verrà adottata nella configurazione definitiva. Rimangono quindi da verificare gli aspetti relativi alla sicurezza dell’utilizzo continuativo, alla riproducibilità della risposta fisiologica e agli eventuali effetti indesiderati, oltre ai requisiti regolatori applicabili prima di una commercializzazione come dispositivo medico.
BrainCo opera nel settore delle interfacce cervello-computer, un ambito nel quale sono attive anche società che sviluppano sistemi impiantabili, tra cui Neuralink. Il progetto dedicato all’appetito rappresenta una possibile estensione delle neurotecnologie verso un’applicazione differente rispetto ai sistemi destinati al controllo di dispositivi o all’assistenza delle persone con disabilità motorie. La strategia commerciale comunicata prevede di valutare inizialmente l’introduzione del prodotto in Cina, rimandando a una fase successiva l’eventuale accesso al mercato statunitense. L’effettiva possibilità di proporre il dispositivo come alternativa ai trattamenti farmacologici dipenderà però dalla dimostrazione di efficacia e sicurezza attraverso studi appropriati, nonché dall’ottenimento delle autorizzazioni sanitarie richieste. Allo stato attuale, il progetto deve essere considerato una tecnologia in sviluppo, con un obiettivo terapeutico dichiarato ma senza dati pubblici sufficienti per confrontarne le prestazioni con quelle dei farmaci antiobesità già approvati.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
