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Brand24 è una piattaforma di social listening e media monitoring sviluppata dall’omonima società fondata in Polonia nel 2011 da Michał Sadowski, tuttora alla guida dell’azienda, che utilizza sistemi di raccolta automatizzata e intelligenza artificiale per monitorare le citazioni di marchi, prodotti, aziende e concorrenti sulle piattaforme digitali. Secondo i dati dichiarati dal fornitore, il servizio analizza oltre 25 milioni di fonti online ed è utilizzato da più di 4.000 marchi, tra cui Samsung, Uber e Carlsberg. Il sistema consente di creare progetti di monitoraggio associando parole chiave, denominazioni commerciali e nomi di prodotti, raccogliendo le relative occorrenze da X, Facebook, Instagram, TikTok, LinkedIn, YouTube, Reddit, Quora, Medium e Twitch, oltre che da siti di informazione, blog, forum, podcast, newsletter e portali di recensioni. Ogni contenuto individuato viene organizzato in un’interfaccia centralizzata che permette di consultarne la provenienza, la portata potenziale e la classificazione del sentiment. I risultati possono essere filtrati per lingua, paese, piattaforma, diffusione stimata e valutazione del tono del messaggio, mentre gli strumenti di analisi consentono di confrontare periodi differenti e verificare la presenza del marchio nelle conversazioni online. La piattaforma affianca a queste funzioni un sistema di notifiche configurabili tramite email, browser, Slack e Microsoft Teams, con avvisi in tempo reale, a frequenza oraria o giornaliera e specifici Storm Alerts per segnalare aumenti anomali nel numero delle menzioni.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale comprende diversi strumenti dedicati all’interpretazione dei dati raccolti. AI Brand Assistant consente di interrogare i progetti attraverso un’interfaccia conversazionale, formulando richieste relative all’andamento delle citazioni, alle cause di improvvisi incrementi del volume delle conversazioni oppure alle differenze tra la percezione del proprio marchio e quella dei concorrenti. Il sistema elabora risposte testuali, riferimenti ai contenuti originali e, quando pertinente, rappresentazioni grafiche. AI Insights genera invece report settimanali che riassumono l’evoluzione del sentiment, la distribuzione degli argomenti, le variazioni della portata potenziale e le principali tendenze emerse nel periodo esaminato. AI Topics ed Events Detection raggruppano i contenuti in categorie tematiche e identificano gli eventi associati ai picchi di attenzione. L’analisi del sentiment, disponibile in tutti i piani, assegna alle menzioni etichette positive, negative o neutrali, mentre le funzionalità conversazionali e una parte rilevante della reportistica avanzata richiedono l’accesso al piano Pro o superiore. La piattaforma comprende anche strumenti per l’identificazione delle fonti più influenti, la comparazione del volume delle citazioni tra concorrenti, il calcolo della share of voice e l’esportazione dei risultati in PDF, Excel e formati infografici.

Nel 2026 Brand24 ha ampliato le proprie capacità attraverso l’integrazione di Chatbeat, introducendo nella dashboard la sezione AI Visibility, dedicata al monitoraggio della presenza dei marchi nelle risposte generate dagli assistenti intelligenti e dai motori di ricerca basati sull’AI. Il componente analizza la visibilità dei brand su nove piattaforme, comprendenti ChatGPT, Claude, Gemini, Perplexity e i risultati AI di Google, rilevando la frequenza delle menzioni, il posizionamento nelle risposte, la quota di visibilità rispetto ai concorrenti e le fonti utilizzate dai sistemi per produrre i propri risultati. Questa funzionalità è inclusa nell’offerta Enterprise, mentre per gli altri piani è generalmente disponibile come componente aggiuntivo a pagamento, con prezzo non pubblicato. Brand24 mette inoltre a disposizione un server Model Context Protocol, un’app ufficiale per ChatGPT e interfacce API, consentendo ai sistemi esterni e agli assistenti AI di interrogare i dati dei progetti senza utilizzare direttamente la dashboard. L’accesso alle API richiede un costo aggiuntivo di 149 dollari nei piani Pro e Business. La combinazione tra monitoraggio dei contenuti pubblicati dagli utenti e analisi delle risposte generate dai modelli linguistici permette di osservare separatamente la diffusione di un marchio nelle fonti tradizionali e la sua rappresentazione nei servizi di intelligenza artificiale.

Una verifica operativa della piattaforma, condotta mediante la versione di prova gratuita di quattordici giorni, ha utilizzato come oggetto di monitoraggio il sito tecnologico Unite.ai, configurando tre parole chiave: «unite.ai», «unite ai» e «uniteai». Il progetto è stato impostato senza esclusioni linguistiche e con una finestra di osservazione di trenta giorni, così da misurare la quantità di risultati recuperati automaticamente e l’incidenza dei contenuti non pertinenti. Il sistema ha inizialmente restituito 3.350 menzioni, di cui 838 provenienti dal dominio monitorato e 2.512 da fonti esterne; nelle successive elaborazioni il totale riportato è risultato prossimo a 3.450. La distribuzione dei contenuti comprendeva 1.962 citazioni provenienti da siti di informazione, 514 da blog, 372 da altri social network prevalentemente riconducibili a Bluesky, 328 da pagine web, 134 da X, 18 da podcast, 15 da contenuti video e 7 da TikTok. Nella sezione Analysis, per un intervallo di quattordici giorni, erano registrate 1.664 menzioni con una portata potenziale stimata di 3,1 milioni. Il recupero delle informazioni storiche relative ai trenta giorni precedenti è avvenuto immediatamente dopo la creazione del progetto, senza richiedere un periodo iniziale di raccolta progressiva dei dati.

La verifica manuale delle prime cinquanta menzioni, ordinate secondo il criterio di pertinenza della piattaforma, ha evidenziato 36 citazioni effettive provenienti da fonti esterne, corrispondenti al 72% del campione, sette risultati non pertinenti, cinque pagine appartenenti al sito monitorato e due duplicazioni. Tra i falsi positivi figuravano contenuti in lingua italiana relativi a un lancio automobilistico Peugeot, una ricetta di polpette di ceci, una collezione di moda, un raduno motociclistico e una trasmissione televisiva di cucina. L’origine del problema era riconducibile alla sequenza «unite ai», interpretata come parola chiave riferita al marchio anche quando compariva all’interno di espressioni italiane prive di relazione con il sito monitorato. Ulteriori risultati impropri riguardavano una trasmissione su League of Legends e una pubblicazione relativa alla collaborazione tra Salesforce e NVIDIA nell’intelligenza artificiale. Il monitoraggio ha individuato anche citazioni su siti tecnologici spagnoli e polacchi, account TikTok vietnamiti, discussioni Reddit e descrizioni di video YouTube. L’analisi ha però mostrato che due account erano responsabili di circa metà delle menzioni esterne effettive esaminate; tra questi, bigearthdata.ai su Bluesky aveva generato 196 citazioni in quattordici giorni attraverso la ripubblicazione automatica di titoli. Lo stesso contenuto pubblicato da neoteo.com risultava inoltre presente cinque volte in cinque lingue differenti, contribuendo ad aumentare il numero complessivo di occorrenze senza rappresentare altrettante conversazioni indipendenti.

La classificazione automatica del sentiment ha evidenziato ulteriori differenze tra il contenuto linguistico delle pubblicazioni e la reale percezione del marchio. Su un insieme di circa 3.450 menzioni, il sistema aveva assegnato 3.360 risultati alla categoria neutrale, pari a circa il 97%, 58 alla categoria positiva e 33 a quella negativa. La verifica di dieci menzioni per ciascuna categoria ha mostrato che soltanto una delle dieci pubblicazioni considerate positive esprimeva effettivamente un giudizio favorevole nei confronti di Unite.ai, mentre tre presentavano semplicemente un tono entusiastico riferito ad altri argomenti, una consisteva nella ripubblicazione di un titolo neutrale e cinque non erano pertinenti. Nessuna delle dieci menzioni classificate come negative conteneva una critica diretta al sito: sei riguardavano notizie negative sull’intelligenza artificiale nelle quali Unite.ai compariva come fonte, due erano risposte critiche in una discussione sulle criptovalute, una era una recensione tradotta dallo stesso sito e una proveniva da una trasmissione videoludica non pertinente. Le dieci menzioni neutrali presentavano invece etichette sostanzialmente coerenti con il tono dei contenuti, pur comprendendo anche risultati non rilevanti. Il problema riguarda quindi la distinzione tra la tonalità emotiva del testo e l’oggetto effettivo del giudizio, due variabili che il sistema di classificazione non separa sempre correttamente.

Le capacità di AI Brand Assistant sono state verificate attraverso interrogazioni relative agli argomenti maggiormente discussi, ai picchi di traffico, alle critiche rivolte al sito e alla produzione di una sintesi editoriale. Nell’analisi tematica il sistema ha individuato 371 menzioni associate alla sicurezza e alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale, 231 ai finanziamenti delle startup AI e 146 alla robotica e ai veicoli autonomi. I valori risultavano coerenti con i dati presenti nella sezione Topic Analysis, ma la loro descrizione come maggioranza delle conversazioni non era corretta, poiché le tre categorie totalizzavano 748 occorrenze, pari a poco più di un quinto del totale osservato. Per il 6 ottobre erano state individuate 189 menzioni e una settimana caratterizzata da 957 citazioni, con un incremento associato alla diffusione in più lingue di contenuti su Mistral, OpenAI e Anthropic. Il picco assoluto si era verificato il 7 ottobre, con 208 menzioni. L’assistente ha inoltre stimato una portata complessiva prossima a sette milioni per l’intero periodo di osservazione, valore risultato coerente con la somma dei dati giornalieri. Le risposte sono state generate rapidamente, accompagnate da grafici e collegamenti ai contenuti utilizzati per l’analisi.

Un limite specifico è emerso nell’interpretazione di una pubblicazione su X relativa ad Apache Spark. AI Brand Assistant aveva identificato il contenuto come una critica all’accuratezza tecnica di Unite.ai, mentre il messaggio si limitava a riportare un’osservazione sul funzionamento parallelo della modalità locale di Spark. L’interpretazione errata è stata successivamente utilizzata dal sistema per formulare una raccomandazione editoriale che suggeriva di introdurre ulteriori procedure di verifica tecnica, partendo quindi da una criticità non dimostrata. Diversamente, il report settimanale AI Insights relativo al periodo dal 16 al 22 ottobre ha individuato autonomamente la concentrazione delle citazioni sull’account bigearthdata.ai, il contributo dei falsi positivi generati da contenuti in lingua italiana e una pubblicazione effettivamente positiva proveniente da un’autrice. La reportistica automatica ha così mostrato una maggiore capacità di riconoscere alcune anomalie statistiche rispetto alle semplici etichette di sentiment, pur richiedendo la verifica delle conclusioni prima del loro impiego in comunicazioni aziendali o documenti destinati all’esterno.

Sul piano commerciale, Brand24 offre una prova gratuita di quattordici giorni senza richiesta di carta di credito e una garanzia di rimborso di trenta giorni per i piani a pagamento. Il piano Individual consente di monitorare tre parole chiave e fino a 2.000 menzioni mensili, con aggiornamento dei risultati ogni dodici ore anziché in tempo reale. Il livello Team amplia le possibilità di monitoraggio, mentre le funzioni AI più articolate si concentrano nel piano Pro e nei livelli superiori. Il volume di dati rilevato nel test, superiore a 3.000 menzioni mensili, non sarebbe compatibile con la soglia del piano Individual. La piattaforma non comprende strumenti per programmare o pubblicare direttamente contenuti sui social network, distinguendosi dai sistemi che associano il monitoraggio alle attività operative di gestione dei canali. Tra le alternative disponibili, Hootsuite integra funzionalità di pubblicazione, interazione e analisi social, rafforzate dall’acquisizione di Talkwalker nel 2024, sebbene alcune capacità avanzate e l’accesso a tredici mesi di dati storici siano riservati all’offerta Enterprise. Brandwatch, appartenente a Cision, dichiara una copertura superiore a cento milioni di fonti e offre strumenti di ricerca booleana, archivi storici e analisi tramite Iris AI, con prezzi definiti attraverso preventivi commerciali. Sprout Social concentra invece pubblicazione, gestione delle conversazioni e analisi in un unico ambiente, proponendo il social listening come componente aggiuntivo a pagamento con classificazione AI delle conversazioni e avvisi sui cambiamenti improvvisi.

I risultati del monitoraggio evidenziano che Brand24 può raccogliere citazioni difficilmente individuabili mediante ricerche manuali e identificare la diffusione internazionale dei contenuti, ma i valori aggregati richiedono una configurazione accurata delle parole chiave e dei criteri di esclusione. La piattaforma permette di separare contenuti proprietari e menzioni esterne mediante filtri dedicati, escludere lingue e termini non pertinenti e disattivare fonti responsabili di ripubblicazioni automatiche. Tali operazioni incidono direttamente sul conteggio delle citazioni, sulla portata stimata, sulle valutazioni del sentiment e sulla share of voice. Il monitoraggio può quindi essere utilizzato da agenzie di comunicazione, team marketing, aziende SaaS, operatori commerciali e servizi di assistenza clienti per individuare recensioni, richieste e riferimenti al marchio, mentre l’impiego dei risultati nelle analisi quantitative richiede controlli sulla pertinenza effettiva delle menzioni e sulla distinzione tra giudizi rivolti al marchio e semplici contenuti che lo citano. Le notifiche automatiche, pur previste dalla piattaforma, non sono state oggetto della prova operativa descritta.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).

Di Fantasy