Al CES 2026 di Las Vegas, la fiera della tecnologia più prestigiosa e influente al mondo, tra le novità esposte da colossi globali e startup innovative ce n’era una che ha attirato l’attenzione non solo degli addetti ai lavori ma anche del pubblico internazionale: RoBee, il robot umanoide cognitivo progettato e realizzato da Oversonic Robotics, un’azienda italiana con sede in Brianza. Questo robot non è un semplice prototipo futuristico da vetrina, ma un’autentica macchina operativa, pensata per affiancare gli esseri umani in ambienti complessi come le fabbriche di semiconduttori e persino negli ambiti sanitari.

La particolarità di RoBee risiede nel fatto che, a differenza dei modelli tradizionali di automazione industriale, non è vincolato a un singolo compito ripetitivo. Equipaggiato con sensori avanzati, telecamere e capacità cognitive, questo robot percepisce l’ambiente circostante, elabora informazioni in tempo reale e prende decisioni autonome su come muoversi e interagire con operatori umani e oggetti fisici nello spazio. Questa combinazione di mobilità, percezione e intelligenza è alla base della definizione di “umanoide cognitivo”: non una macchina che esegue istruzioni predefinite, ma un alleato adattivo e collaborativo in un contesto produttivo.

L’attenzione di STMicroelectronics, un gigante nel settore dei semiconduttori, ha confermato l’importanza di questo sviluppo. A dicembre precedente al CES, infatti, le due realtà hanno siglato un accordo per l’introduzione di robot RoBee personalizzati all’interno degli stabilimenti del gruppo globale, con l’obiettivo di supportare processi produttivi e logistici in Europa, Asia e Nordafrica. Nel cuore della produzione di chip, dove precisione micrometrica, pulizia degli ambienti e continuità operativa sono requisiti inderogabili, RoBee è stato scelto proprio per la sua versatilità. Non si trattava più di un esperimento accademico, ma di una soluzione concreta già operativa in alcune fasi produttive, come nella fabbrica ST di Malta dove cura la fase di packaging avanzato e controllo finale dei semiconduttori prima che lascino l’impianto.

La presenza di RoBee negli spazi espositivi del CES non si limitava però alla sfera industriale. Al padiglione di Intel, un’altra delle grandi aziende partner dell’iniziativa, era infatti esposta una variante del robot destinata all’area sanitaria e riabilitativa. Quella versione, battezzata Serie M, è concepita per lavorare in ospedali, centri di riabilitazione e strutture assistenziali, offrendo supporto nella gestione di pazienti e attività di routine. Questo allineamento tra industria e sanità mostra la visione più ampia di Oversonic: una robotica umanoide adattabile a più contesti e capace di portare benefici concreti in settori con esigenze molto diverse.

Parlare con RoBee, anche solo per un momento, è un’esperienza che mette in luce quanto la robotica cognitiva stia superando la frontieristica immagine dei robot come “macchine senza pensiero”. Questo umanoide, alto circa quanto una persona, si muove con un equilibrio naturale, interpreta comandi vocali, risponde con voce sintetica e gesti, e può dialogare con gli operatori. Il suo sviluppo prende forma proprio dalla volontà di lavorare “fianco a fianco” con l’essere umano, un concetto che evolve l’idea stessa di automazione: da strumento che sostituisce il lavoro umano a partner in processi complessi che richiedono cooperazione e adattamento continuo.

L’azienda guidata da Fabio Puglia (Presidente) e Paolo Denti (AD) ha messo in evidenza più volte come la vera sfida non sia più costruire dimostratori tecnologici emozionanti, ma trasformare robot come RoBee in prodotti affidabili, certificati e pronti per l’uso quotidiano. Il fatto che RoBee sia l’unico robot umanoide ad aver ottenuto le certificazioni necessarie per operare sia in contesti industriali sia in ambito sanitario lo rende un caso di eccellenza nel panorama mondiale della robotica avanzata. Nel 2024, la società è stata inclusa nel rapporto Tech Trends di CB Insights tra i 13 principali attori mondiali nel campo della robotica umanoide per l’industria, confermando così la sua rilevanza globale.

Il CES di Las Vegas ha mostrato quest’anno una marea di umanoidi capaci di mimare gesti umani, camminare ed esibirsi in piccole performance, ma la presenza di RoBee ha avuto un peso particolare: non era lì per intrattenere, ma per dimostrare che una robotica avanzata e cognitivamente autonoma può già integrarsi nella vita produttiva e assistenziale reali. Dal desiderio di affiancare l’uomo nei compiti più gravosi e ripetitivi, alla possibilità di rispondere agilmente a situazioni impreviste, questo robot rappresenta una tappa significativa nella storia dell’innovazione italiana e mette in luce quanto il nostro paese possa competere con grandi realtà internazionali anche in settori ad alta tecnologia.

In un mondo dove automazione e intelligenza artificiale sono sempre più centrali nello sviluppo industriale e nei servizi alla persona, RoBee non è solo un robot esposto in una fiera: è un simbolo di come la robotica umanoide stia evolvendo da oggetto di curiosità a partner concreto nella trasformazione dei luoghi di lavoro e delle comunità.

Di Fantasy