Al CES 2026 di Las Vegas, evento globale in cui innovazione e tecnologia si incontrano ogni anno per anticipare il futuro dell’industria, Universal Robots e Robotiq hanno catturato l’attenzione del pubblico con una dimostrazione concreta di come l’automazione avanzata possa trasformare processi tradizionali come la pallettizzazione, una fase cruciale della logistica industriale. Questa soluzione non è stata presentata in modo isolato, ma in stretta collaborazione con Siemens, gigante dell’automazione industriale, che ha portato in scena anche il suo nuovo software Digital Twin Composer, creando un ponte tra mondo digitale e mondo fisico che offre una visione suggestiva e allo stesso tempo molto pragmatica di ciò che potrebbe diventare la produzione del futuro.
La proposta messa in mostra utilizza la cella di pallettizzazione PAL Ready di Robotiq insieme al braccio robotico UR20 di Universal Robots, un modello della serie UR progettato per carichi pesanti e applicazioni industriali impegnative. L’elemento di forte novità consiste nell’integrazione di questi componenti con l’hardware di automazione di Siemens e il suo software di gemelli digitali, che permette di visualizzare in tempo reale una simulazione fotorealistica della cella di pallettizzazione affiancata alla macchina operativa vera e propria. I visitatori dello stand hanno così potuto osservare in diretta come l’ambiente digitale e quello fisico si rispecchiano e interagiscono, con dati raccolti tramite il sistema Industrial Edge di Siemens che alimentano l’Insights Hub Copilot, offrendo informazioni dettagliate sul comportamento della cella e sulle performance operative.
L’idea alla base di questa collaborazione non è semplicemente mostrare un robot che impila scatole su pallet, quanto piuttosto illustrare in modo tangibile come l’uso combinato di robotica collaborativa, gemelli digitali e intelligenza industriale possa aprire nuove possibilità per produttori e operatori logistici. La soluzione dimostra che la pallettizzazione, spesso vista come un’attività ripetitiva e poco strategica, può essere resa molto più efficiente grazie all’analisi in tempo reale dei dati di processo e alla possibilità di ottimizzare dinamicamente aspetti come la performance delle ventose e dei gripper che afferrano gli oggetti. In pratica, mentre il robot fisico svolge il suo compito, il modello digitale simula e valuta continuamente il processo, suggerendo adattamenti e potenziali miglioramenti.
Chi ha assistito alla dimostrazione ha potuto apprezzare come questa integrazione tra realtà fisica e simulazione digitale sia accompagnata da strumenti avanzati che aiutano a comprendere non solo cosa succede in una cella di assemblaggio automatizzata, ma anche perché accade. Le tecnologie di gemello digitale consentono infatti di anticipare comportamenti, verificare impostazioni e prevedere esiti prima che una modifica venga applicata nel mondo reale, riducendo tempi di fermo, errori e costi associati a trial and error sul campo. Questo approccio è particolarmente utile per produttori che operano in settori dove ogni interruzione o inefficienza può avere un impatto economico significativo, dato che la pallettizzazione riguarda direttamente la preparazione delle merci per la spedizione e la logistica.
Per Universal Robots, noto per la sua gamma di cobot collaborativi venduti in centinaia di migliaia di unità nel mondo, questa collaborazione rappresenta un passo avanti nella dimostrazione di come la robotica possa integrarsi non solo nei processi isolati, ma in un ecosistema più ampio dove software e automazione si uniscono. L’uso del robot UR20, capace di gestire carichi considerevoli rispetto ai modelli più leggeri della serie UR, sottolinea l’interesse verso applicazioni industriali complesse e impegnative, dove la precisione, l’affidabilità e l’interoperabilità sono requisiti fondamentali.
Da parte sua, Robotiq porta la esperienza specifica nelle soluzioni di end-of-arm tooling, ovvero gli strumenti che si montano sulla fine del braccio robotico per afferrare, spostare o manipolare oggetti. La cella PAL Ready è stata progettata pensando proprio alla flessibilità e alla facilità di integrazione con diverse tipologie di robot, rendendo possibile l’adattamento a varie linee di produzione e materiali. La combinazione con la tecnologia di Siemens amplia ulteriormente questo potenziale, perché non solo la macchina lavora efficacemente, ma lo fa con una supervisione digitale che è sempre aggiornata e ricca di insight.
L’evento ha anche incluso una collaborazione con la Society of Manufacturing Engineers, permettendo agli spettatori di vedere i robot in azione in altri contesti espositivi. Questo tipo di visibilità aiuta a comprendere come la robotica collaborativa stia diventando sempre più parte integrante delle strategie di automazione industriale, non più confinata a nicchie di alto livello ma pronta per una diffusione più ampia grazie anche alle interfacce intuitive e alla capacità di integrarsi con software di simulazione complessi.
