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Disney ha avviato un’operazione per acquisire personale specializzato e tecnologie di Character.AI, società di chatbot basati sull’intelligenza artificiale entrata in procedura fallimentare negli Stati Uniti. Secondo la documentazione depositata il 12 ottobre 2026 presso il tribunale fallimentare del Delaware, Disney ha proposto l’assunzione ad almeno 60 dipendenti della startup, corrispondenti alla maggioranza del personale, e prevede di destinare circa 180 milioni di dollari, equivalenti a circa 2.600 miliardi di won sudcoreani, alla loro remunerazione nell’arco di tre anni. Il costo annuo complessivo del personale coinvolto è stimato in circa 60 milioni di dollari. La maggior parte dei destinatari avrebbe già accettato le proposte di assunzione. L’accordo prevede inoltre un fondo separato di 30 milioni di dollari destinato a incentivi di permanenza, con una parte dei compensi aggiuntivi programmata a uno e due anni dal completamento dell’operazione. La struttura dei pagamenti è finalizzata a garantire la continuità delle competenze tecniche acquisite e a limitare la dispersione del personale durante il trasferimento.

Parallelamente al reclutamento, Disney ha sottoscritto un accordo per acquisire una parte delle tecnologie e delle attività di Character.AI per 20 milioni di dollari. Di questa somma, circa 7,5 milioni sarebbero già stati corrisposti prima del deposito della richiesta di protezione fallimentare. L’operazione non è tuttavia definitiva, poiché necessita dell’approvazione del tribunale e utilizza una struttura negoziale denominata stalking horse, che stabilisce un’offerta iniziale di riferimento lasciando aperta la possibilità che altri soggetti presentino proposte economicamente superiori. Qualora emergessero offerte concorrenti, nel novembre 2026 potrebbe svolgersi un’asta per la vendita degli asset. Disney ha inoltre accettato che i dipendenti destinatari delle offerte di assunzione possano sostenere colloqui con altre imprese, tenendo separata la disponibilità delle persone dalle eventuali modifiche dell’operazione patrimoniale.

Character.AI ha raggiunto una base di utenti significativa attraverso chatbot capaci di simulare conversazioni con personaggi virtuali, ma ha incontrato crescenti difficoltà economiche legate ai costi dell’infrastruttura computazionale, al personale specializzato e alle controversie giudiziarie. Prima dell’avvio della procedura fallimentare, la società avrebbe registrato perdite mensili comprese tra 8 e 9 milioni di dollari. Tra i principali fattori di pressione figurano le azioni legali connesse alla sicurezza dei minori, comprese quelle avviate dopo un caso di suicidio adolescenziale emerso nel 2024. Nell’ambito della procedura prevista dal Chapter 11 statunitense, Character.AI ha richiesto l’applicazione di meccanismi di separazione delle responsabilità, indicati come clean break, per facilitare la cessione di alcuni beni senza trasferire automaticamente all’acquirente determinate passività pregresse. Secondo le valutazioni di esperti legali, tali strumenti non possono comunque essere interpretati come una garanzia generale di esclusione di qualsiasi rischio giuridico.

L’operazione si collega anche al precedente ingresso di Karandeep Anand, già amministratore delegato di Character.AI, in Disney con l’incarico di primo Chief Technology Officer della società, avvenuto alcune settimane prima delle nuove assunzioni. L’acquisizione delle competenze del personale e di una parte delle tecnologie della startup permetterebbe a Disney di rafforzare direttamente le proprie strutture dedicate all’intelligenza artificiale, pur rimanendo l’esito del trasferimento degli asset subordinato al procedimento giudiziario e all’eventuale confronto con altre offerte.

Un elemento particolarmente delicato riguarda il trattamento delle conversazioni accumulate dagli utenti di Character.AI, comprese quelle di minorenni. I procuratori generali di 40 Stati americani hanno chiesto al tribunale di introdurre adeguate garanzie per la tutela dei minori e delle informazioni personali durante la procedura fallimentare. Le autorità hanno evidenziato che gli archivi dei chatbot possono contenere dati sensibili condivisi dagli utenti durante conversazioni private, richiedendo maggiore protezione delle registrazioni, procedure efficaci di verifica dell’età e sistemi di filtraggio dei contenuti potenzialmente dannosi. La procuratrice generale dello Stato di New York, Letitia James, ha espresso preoccupazione per la possibilità che informazioni particolarmente intime comunicate dai minori possano finire nell’ambito di una vendita a un offerente terzo. La gestione dei dati personali costituisce pertanto una delle questioni ancora aperte, distinta dall’assunzione del personale e dall’acquisizione delle tecnologie concordata con Disney.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy