GoPro ha firmato un accordo definitivo di fusione con Starman Optical, società specializzata in componenti ottici e fotonici, con l’obiettivo di ampliare la propria attività oltre il mercato delle action cam e costruire una presenza nei settori delle infrastrutture AI e della difesa. L’operazione nasce in una fase di forte difficoltà per il business storico dell’azienda, penalizzato nel tempo dal miglioramento delle fotocamere integrate negli smartphone e da una contrazione significativa delle vendite. La combinazione con Starman Optical permetterà invece a GoPro di entrare in un’area tecnologica legata direttamente alla crescita dei data center per intelligenza artificiale, dove l’aumento del numero di GPU e server rende sempre più importante la disponibilità di collegamenti ottici ad alta velocità.
Starman Optical produce transceiver ottici e componenti capaci di convertire segnali elettrici in segnali luminosi e successivamente riconvertirli in forma elettrica. Questi dispositivi costituiscono una componente essenziale delle reti ad alta capacità utilizzate per collegare server e acceleratori all’interno dei data center AI, dove la quantità di dati trasferita tra GPU, rack e sistemi di storage rende progressivamente meno efficienti le sole connessioni elettriche tradizionali. L’integrazione con Starman consente quindi a GoPro di affiancare alle proprie competenze nel campo dell’imaging una tecnologia destinata direttamente alle infrastrutture ottiche per elaborazione ad alte prestazioni.
Nicholas Woodman, fondatore e CEO di GoPro, ha indicato come obiettivo dell’operazione la creazione di un’azienda statunitense focalizzata su imaging e tecnologie ottiche con applicazioni nei settori consumer, commerciale e della difesa. Il progetto prevede di combinare il marchio GoPro e le competenze maturate nella progettazione di sistemi di acquisizione video con le tecnologie ottiche di Starman, orientando parte della nuova capacità industriale verso infrastrutture AI e applicazioni collegate alla sicurezza nazionale.
In base ai termini dell’accordo, gli azionisti GoPro riceveranno complessivamente 285 milioni di dollari in contanti, equivalenti a 1,14 dollari per azione. Il valore riconosciuto rappresenta un premio di circa il 30% rispetto al prezzo di chiusura registrato il giorno precedente all’annuncio della fusione. Al completamento dell’operazione verranno inoltre rimborsati integralmente circa 92 milioni di dollari di debito della società. Le azioni GoPro continueranno a essere quotate al Nasdaq anche dopo la conclusione della transazione.
I consigli di amministrazione delle due società hanno già approvato l’accordo, mentre il completamento resta subordinato all’autorizzazione delle autorità competenti e all’approvazione degli azionisti GoPro. La chiusura dell’operazione è prevista entro la fine dell’anno. L’annuncio ha avuto un effetto immediato sul titolo: le azioni GoPro hanno chiuso la seduta con un rialzo di circa il 40%, mentre durante le contrattazioni l’incremento ha raggiunto temporaneamente circa l’80%.
Il titolo era già stato interessato da una fase di forte volatilità dopo che Mark Fischbach, conosciuto online come Markiplier, aveva acquisito una partecipazione dell’8,5% in GoPro diventandone il maggiore azionista. BlackRock risulta invece titolare di una quota pari al 6,4%. L’ingresso di nuovi azionisti rilevanti e l’annuncio della fusione arrivano dopo un periodo particolarmente complesso per una società che nel 2014 era arrivata sul mercato con un’IPO a 38 dollari per azione e aveva raggiunto una valutazione vicina ai 12 miliardi di dollari.
Nel decennio successivo il valore delle azioni GoPro è diminuito di circa il 99%, fino a scendere recentemente intorno a 0,60 dollari per titolo. La progressiva diffusione di smartphone dotati di fotocamere sempre più avanzate ha ridotto una parte della domanda per dispositivi video dedicati, comprimendo il principale mercato dell’azienda. Il deterioramento dei risultati finanziari ha quindi accelerato la ricerca di nuovi settori nei quali utilizzare le competenze sviluppate nel campo dell’imaging, della miniaturizzazione hardware e dei sistemi ottici.
Nel secondo trimestre GoPro ha registrato ricavi pari a 105 milioni di dollari, in diminuzione del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La perdita netta è invece salita a 51 milioni di dollari, con un incremento del 210%. Già nel mese di maggio la società aveva dichiarato di essere impegnata nella valutazione di differenti alternative strategiche, includendo tra queste anche la possibilità di una vendita a un’azienda operante nel comparto della difesa.
Starman Optical intende utilizzare la fusione anche per ampliare negli Stati Uniti la produzione dei componenti ottici necessari ai settori AI e difesa. Charles Thebele, CEO della società, ha sottolineato come tecnologie ottiche e di imaging avanzate siano sempre più importanti per infrastrutture AI, sicurezza nazionale ed economia, mentre una parte consistente dell’hardware necessario continua a essere prodotta al di fuori degli Stati Uniti. Il piano industriale prevede quindi di rafforzare la capacità produttiva domestica per componenti fotonici considerati strategici.
La fusione non comporta comunque l’abbandono del tradizionale business GoPro. L’azienda prevede di continuare a supportare fotocamere, servizi in abbonamento e piattaforme cloud, affiancando progressivamente a queste attività nuove linee legate a ottica, infrastrutture AI e difesa. Il cambiamento assume quindi la forma di una diversificazione del portafoglio più che di una sostituzione completa del business consumer, con l’obiettivo di utilizzare tecnologie e competenze esistenti all’interno di mercati caratterizzati da una domanda infrastrutturale in forte espansione.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
