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Helix ha annunciato che la propria piattaforma GenoSphere ha superato i 500.000 record clinico-genomici collegati, raggiungendo una dimensione che la società definisce tra le più estese attualmente disponibili per la ricerca biomedica basata su dati real-world. Il dataset integra informazioni provenienti dal sequenziamento genomico Exome+ con dati clinici longitudinali raccolti attraverso una rete di 16 sistemi sanitari partner.

L’infrastruttura combina oltre tredici anni medi di cartelle cliniche elettroniche e circa otto anni di dati amministrativi e assicurativi associati agli stessi individui. Questo approccio consente di collegare direttamente varianti genetiche, diagnosi, prescrizioni, procedure mediche, ricoveri e outcome clinici, creando una base informativa multimodale utilizzabile per studi di medicina di precisione, farmacogenomica e identificazione di biomarcatori.

A differenza dei tradizionali database genomici, che spesso contengono esclusivamente informazioni di sequenziamento, GenoSphere è progettato per correlare il patrimonio genetico dei pazienti con la loro storia clinica completa. La presenza di dati longitudinali permette di osservare l’evoluzione delle patologie nel tempo, valutare la risposta ai trattamenti e identificare relazioni tra specifiche varianti genetiche e manifestazioni cliniche che emergono solo dopo anni di osservazione.

Contestualmente all’espansione del dataset, Helix ha introdotto Cohort Builder, il primo componente della propria suite di strumenti AI dedicati alla ricerca biomedica. La piattaforma è stata progettata per consentire la costruzione e l’analisi di coorti clinico-genomiche attraverso interazioni in linguaggio naturale, eliminando gran parte della complessità normalmente associata all’interrogazione di grandi archivi sanitari.

Dal punto di vista operativo, Cohort Builder agisce come un livello di accesso intelligente al data warehouse GenoSphere. I ricercatori possono definire popolazioni di studio combinando criteri genetici, fenotipici e clinici senza dover sviluppare query SQL, pipeline ETL o workflow bioinformatici dedicati. Il sistema è in grado di identificare gruppi di pazienti caratterizzati da specifiche varianti genetiche, particolari diagnosi, trattamenti ricevuti o risultati clinici osservati nel tempo, generando automaticamente analisi preliminari e statistiche descrittive.

L’architettura è stata pensata per accelerare una delle fasi più onerose della ricerca traslazionale: la selezione delle popolazioni di studio. Nelle attività tradizionali, la preparazione di una coorte può richiedere settimane di lavoro tra data scientist, bioinformatici e specialisti dei sistemi informativi sanitari. Attraverso l’integrazione di modelli AI, Helix punta a ridurre questo processo a pochi minuti, consentendo ai ricercatori di esplorare rapidamente ipotesi scientifiche e validare potenziali correlazioni tra genotipo e fenotipo.

Le prime applicazioni dichiarate riguardano aree terapeutiche ad alta disponibilità di dati, tra cui malattie cardiometaboliche, neurologiche e autoimmuni. In questi contesti la possibilità di interrogare simultaneamente informazioni genomiche e cliniche longitudinali può facilitare l’identificazione di nuovi target terapeutici, la stratificazione dei pazienti e la scoperta di biomarcatori utilizzabili nello sviluppo di farmaci.

Secondo Helix, GenoSphere ha raddoppiato le proprie dimensioni in ciascuno degli ultimi due anni e dovrebbe superare il milione di record clinico-genomici collegati entro i prossimi diciotto mesi. L’evoluzione della piattaforma evidenzia una tendenza crescente nel settore della ricerca biomedica: l’utilizzo di sistemi AI non soltanto per l’analisi dei dati, ma anche come interfaccia operativa per accedere, organizzare e sfruttare grandi archivi clinici e genomici integrati.

Di Fantasy