La tecnologia legata all’intelligenza artificiale continua a espandersi oltre i confini tradizionali dell’automazione e dell’analisi testuale: sta emergendo con forza un settore che va oltre il semplice riconoscimento dei comandi, per abbracciare ciò che da sempre definisce l’esperienza umana più autentica e sfuggente, ovvero l’emozione. Ed è in questo contesto che HiStranger, una realtà sudcoreana nello spazio dell’Emotion AI, ha annunciato la sua partecipazione al CES 2026 con una visione ambiziosa, presentando Emotion AI non più come una semplice applicazione di nicchia, ma come una piattaforma dati trasversale in grado di servire moltissime industrie diverse.
Questa evoluzione segna un momento cruciale non solo per HiStranger come azienda, ma per l’intero paradigma dell’intelligenza artificiale applicata alle emozioni umane. Mentre molti espositori di CES si concentrano su ciò che la tecnologia può fare in termini di prestazioni o automazione, HiStranger solleva una domanda più profonda: come la tecnologia fa sentire le persone? La piattaforma proprietaria presentata dall’azienda, conosciuta come Insight Flow, è progettata per catturare e analizzare segnali fisiologici e comportamentali in tempo reale — tra cui segnali come la frequenza cardiaca (PPG), le onde cerebrali (EEG) e l’espressione facciale (FER) — sintetizzandoli in dati emozionali concreti e oggettivi. Questa capacità non è un semplice strumento di misurazione, ma un tentativo di quantificare ciò che spesso sfugge alle metriche tradizionali: l’esperienza emotiva autentica di una persona.
La strategia di HiStranger al CES 2026 riflette l’intenzione di spingere l’uso dell’Emotion AI molto oltre il settore dei media o della creazione di contenuti, dove la compagnia aveva inizialmente trovato terreno fertile. Qui infatti, l’analisi emotiva ha già dimostrato il suo valore nel comprendere l’impatto di un film o di uno spettacolo, analizzando come il pubblico reagisce a specifiche scene o momenti narrativi. Tuttavia, l’azienda sta ora mostrando come questa tecnologia possa diventare una piattaforma dati fondamentale per settori che vanno dalla pubblicità alla mobilità, dall’elettronica di consumo fino ai sistemi interattivi basati su AI e smart device. In altre parole, l’emozione come dimensione di input e di output diventa una componente chiave per comprendere e modellare l’esperienza umana attraverso mondi digitali e fisici.
Questa espansione è resa possibile dal concetto di dataset cross-domain costruito da HiStranger, ovvero un insieme di dati emotivi che non si limita a uno specifico contesto o industria, ma che può essere applicato trasversalmente a molteplici scenari dove l’emozione influisce su performance, esperienza utente o decisioni. La costruzione di un tale dataset richiede una struttura tecnologica capace di raccogliere, anonimizzare, standardizzare e analizzare dati sensibili con un’attenzione fondamentale alla privacy. In questo senso, l’approccio di HiStranger non si limita alla creazione di algoritmi sofisticati, ma tocca anche aspetti etici e metodologici importanti, come la qualità dei dati raccolti e la protezione delle informazioni individuali.
La presentazione di Insight Flow al CES 2026 include anche dimostrazioni live e l’introduzione di nuove applicazioni, tra cui una soluzione di advertising A/B testing potenziata dall’Emotion AI, pensata per offrire alle aziende una comprensione più profonda di come gli spettatori reagiscono a vari elementi pubblicitari in tempo reale. Questo esempio non solo evidenzia la versatilità della piattaforma, ma anche il tipo di impatto che l’analisi emotiva può avere in un mondo dove i messaggi di marketing, i prodotti e i servizi sono sempre più personalizzati e orientati all’esperienza.
La partecipazione di HiStranger al CES rappresenta anche un traguardo nella sua espansione globale. Dopo aver collaborato con studi cinematografici in Corea e aver attirato l’attenzione dell’industria di Hollywood, l’azienda ora punta a consolidare il suo ruolo come partner tecnologico nei confronti di realtà internazionali che vedono nel dato emotivo una risorsa strategica. Questo spostamento dal mondo dei media a un insieme molto più ampio di applicazioni industriali suggerisce che la tecnologia dell’emozione non è più confinata a specifici usi specialistici, ma sta diventando un layer fondamentale nei sistemi che devono comprendere, adattarsi e rispondere alle esigenze umane in modi sempre più sofisticati.
