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Huawei e Qualcomm hanno siglato un ampio accordo pluriennale di licenza brevettuale che comprende licenze incrociate sui rispettivi portafogli di proprietà intellettuale in diversi settori tecnologici, tra cui 5G, computing, intelligenza artificiale e networking, affiancate dall’acquisto da parte di Qualcomm di alcuni brevetti statunitensi detenuti da Huawei nelle aree del computing, dell’AI, delle reti e di altre tecnologie. L’operazione sarà completata dopo l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari e viene impostata dalle due società secondo principi di tutela della proprietà intellettuale e pratiche di licensing eque, ragionevoli e non discriminatorie, secondo il modello FRAND utilizzato in particolare per i brevetti essenziali agli standard. L’accordo ha quindi due componenti distinte ma complementari: da una parte consente a ciascuna società di utilizzare, secondo le condizioni previste, tecnologie brevettate appartenenti all’altra in una gamma ampia di ambiti strategici; dall’altra comporta il trasferimento diretto a Qualcomm di una selezione di brevetti Huawei registrati negli Stati Uniti. I termini economici dell’operazione e l’elenco dettagliato dei brevetti coinvolti non sono stati resi pubblici.

Huawei colloca l’accordo nel quadro degli investimenti effettuati per decenni nella ricerca e sviluppo fondamentale, in particolare nelle comunicazioni mobili e nelle tecnologie ICT. Alan Fan, Chief Intellectual Property Officer della società, ha richiamato il contributo di Huawei alla definizione degli standard 4G e 5G e, tra gli esempi, le tecnologie di trasmissione del segnale basate sui polar code, utilizzate per avvicinare le prestazioni ai limiti fisici teorici dei sistemi di comunicazione. Huawei considera l’accordo una conferma del valore della propria proprietà intellettuale e, contemporaneamente, un riconoscimento del contributo tecnologico fondamentale fornito da Qualcomm allo sviluppo delle moderne comunicazioni wireless. Il portafoglio brevettuale Huawei si è ampliato progressivamente insieme agli investimenti in ricerca: alla fine del 2025 la società dichiarava più di 165.000 brevetti concessi e ancora attivi e oltre 260 accordi di licenza brevettuale sottoscritti nel corso degli ultimi vent’anni con importanti imprese ICT statunitensi, europee, giapponesi e sudcoreane. Una parte delle tecnologie Huawei viene inoltre concessa in licenza a 55 società appartenenti alla Fortune Global 500, comprese importanti aziende tecnologiche statunitensi, attraverso il pagamento di royalty.

Dal lato Qualcomm, John Han, Executive Vice President e General Manager di Qualcomm Technology Licensing, ha sottolineato come gli investimenti dell’azienda nelle tecnologie wireless fondamentali abbiano contribuito allo sviluppo delle successive generazioni delle comunicazioni mobili e come il nuovo accordo rappresenti un ulteriore riconoscimento della posizione di Qualcomm nel 5G e del proprio programma di licensing dei brevetti essenziali agli standard, i cosiddetti SEP. Qualcomm dichiara attualmente più di 200 accordi di licenza relativi al 5G e un portafoglio complessivo superiore a 200.000 brevetti concessi o in fase di registrazione distribuiti in oltre 100 Paesi e giurisdizioni, con proprietà intellettuale che non riguarda soltanto le tecnologie cellulari 3G, 4G e 5G ma anche radiofrequenza, localizzazione, piattaforme di elaborazione, compressione video, imaging, computer vision, voce, audio, Wi-Fi e intelligenza artificiale. Complessivamente, attraverso più di 300 accordi di licenza, Qualcomm stima che oltre 23 miliardi di dispositivi abbiano utilizzato tecnologie coperte dai propri brevetti. Il nuovo accordo con Huawei estende quindi il rapporto tra due portafogli brevettuali particolarmente ampi proprio in aree nelle quali connettività, capacità di calcolo e AI stanno progressivamente convergendo all’interno delle stesse piattaforme hardware e di rete.

I rapporti di licensing tra Huawei e Qualcomm hanno una storia precedente significativa. Nel luglio 2020 le due società avevano raggiunto un accordo transattivo che aveva chiuso una controversia brevettuale e avevano contestualmente firmato un nuovo accordo globale di licenza a lungo termine, comprendente anche una cross-license che attribuiva a Qualcomm diritti su determinati brevetti Huawei e copriva le vendite effettuate a partire dal 1° gennaio 2020. Qualcomm aveva allora stimato circa 1,8 miliardi di dollari di ricavi collegati agli importi dovuti da Huawei nell’ambito della transazione, oltre alle somme già versate attraverso due precedenti accordi temporanei e alle royalty relative ai trimestri di marzo e giugno 2020 previste dal nuovo contratto globale. Nel terzo trimestre dell’anno fiscale 2019 Qualcomm aveva già contabilizzato 150 milioni di dollari di ricavi nel segmento Qualcomm Technology Licensing derivanti da uno degli accordi temporanei con Huawei. Il nuovo contratto annunciato nel 2026 si inserisce dunque in una relazione di licensing consolidata ma ne amplia espressamente il perimetro a tecnologie come AI, computing e networking, oltre al 5G, aggiungendo anche l’acquisizione diretta di brevetti statunitensi Huawei da parte di Qualcomm.

L’intesa arriva inoltre poche settimane dopo un altro accordo brevettuale sottoscritto da Huawei. Il 26 agosto 2026 l’azienda cinese aveva annunciato con HP un accordo globale pluriennale di cross-licensing comprendente anche una licenza concessa a HP per alcuni brevetti Huawei relativi al Wi-Fi. In quell’occasione Huawei aveva presentato il licensing come uno degli strumenti attraverso i quali rendere disponibili al resto dell’industria le tecnologie sviluppate internamente, soprattutto quelle collegate agli standard. Nel caso Qualcomm la portata è però più ampia, perché coinvolge contemporaneamente comunicazioni mobili, calcolo, reti e intelligenza artificiale e prevede, oltre alla concessione reciproca dei diritti d’uso, anche una compravendita di proprietà intellettuale negli Stati Uniti. La conclusione effettiva della transazione resta subordinata alle approvazioni regolamentari richieste.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy