Quando Kawasaki ha svelato per la prima volta il suo robot-cavallo Corleo come concept futuristico, pochi avrebbero scommesso che quel progetto potesse davvero trasformarsi in un prodotto reale da vedere su terreni accidentati nel mondo reale. E invece, a distanza di qualche mese dalla prima comparsa del prototipo e dei rendering, l’azienda giapponese ha annunciato che il progetto è stato portato avanti con serietà e decisione, tanto da creare una divisione interna dedicata, il Safe Adventure Business Development Team, e definire obiettivi concreti per la sua produzione e introduzione sul mercato.

Corleo non è una moto tradizionale né un robot industriale da catena di montaggio, ma un veicolo quadrupede robotico alimentato a idrogeno, pensato per affrontare terreni impervi e offrire una nuova forma di mobilità off-road. Questa strana fusione tra tecnologia motociclistica e robotica avanzata nasce da un’idea ambiziosa: combinare le competenze di Kawasaki nell’ingegneria dei veicoli con sistemi robotici in grado di muoversi su sentieri rocciosi, pendii ripidi e terreni che sarebbero proibitivi per un veicolo a ruote. Il progetto sta rapidamente superando la sua fase concettuale, con un percorso di sviluppo che prevede una dimostrazione operativa già per l’Expo 2030 a Riyadh e una prima possibile commercializzazione per il pubblico entro il 2035.

Osservare un robot-cavallo come Corleo nella pratica è un’esperienza che sfida le nostre idee consolidate di mobilità. Invece di affidarsi a ruote o cingoli, questo veicolo utilizza quattro zampe indipendenti dotate di sistemi di assorbimento degli urti, che permettono di distribuire il peso dinamicamente e adattarsi alle superfici irregolari. Non ci sono manubri né redini: la guida avviene traducendo i movimenti del corpo dell’utente in comandi di controllo, un po’ come nell’equitazione. Spostando il peso in avanti, indietro o lateralmente, il pilota comunica con la macchina, creando una sensazione di controllo intuitiva che ricorda l’interazione con un animale piuttosto che con un motoveicolo tradizionale.

Gran parte delle potenzialità di Corleo deriva dall’uso di intelligenza artificiale e sensori avanzati, che analizzano in tempo reale il terreno e regolano la postura e i movimenti delle zampe per mantenere equilibrio e trazione. Rocce, fango, neve o acqua non vengono superati semplicemente in modo passivo, ma interpretati e “letti” dal sistema di guida, così da adattare costantemente il comportamento del veicolo alle condizioni fisiche dell’ambiente. Questo approccio permette a Corleo di mantenere stabilità e sicurezza anche dove mezzi convenzionali potrebbero facilmente perdere aderenza o rimanere bloccati.

Dal punto di vista energetico, Kawasaki ha scelto una soluzione coerente con le sue strategie di sostenibilità: Corleo è alimentato da idrogeno tramite un motore da 150 cc, che non muove direttamente le gambe ma genera elettricità per alimentare i sistemi di trazione. Le bombole di idrogeno stoccate nella parte posteriore consentono un funzionamento a basse emissioni, con livelli di rumore ridotti rispetto ai veicoli tradizionali, caratteristica importante soprattutto in contesti naturali e turistici. L’uso dell’idrogeno si allinea con l’impegno dell’azienda nell’esplorare combustibili alternativi per la mobilità moderna.

L’approccio di Kawasaki a Corleo non si limita alla sola realizzazione del veicolo fisico. Parallelamente allo sviluppo hardware è in corso la creazione di un simulatore di guida, previsto per il 2027, che utilizza modelli 3D e dati di movimento reali per replicare l’esperienza di controllo e di movimento del robot. Questo simulatore non è solo uno strumento promozionale, ma un mezzo per testare l’interesse del pubblico, affinare i sistemi di controllo e persino esplorare opportunità nel mondo del gaming e degli e-sports, creando così un ecosistema digitale intorno al progetto.

L’idea di un robot-cavallo potrebbe sembrare bizzarra o futuristica, ma la visione di Kawasaki va oltre l’effetto scenico: l’azienda immagina Corleo come un mezzo di mobilità personale capace di superare i limiti di ruote e cingoli, aprendo nuove possibilità per l’esplorazione, l’avventura e forse anche applicazioni professionali in contesti difficili da raggiungere. Il semplice fatto che un produttore globale con un lungo passato nell’ingegneria di moto e veicoli stia investendo risorse concrete in un progetto di questo tipo segnala che la frontiera della mobilità sta cambiando radicalmente.

Ci sono ancora molte incognite, come prezzi, volumi produttivi e mercati di destinazione, ma la tabella di marcia definita da Kawasaki indica chiaramente che Corleo non è più solo un esercizio di stile. È un progetto ambizioso che mette insieme robotica, mobilità e sostenibilità energetica, con il potenziale di ridefinire ciò che intendiamo per veicolo personale fuoristrada nel corso del prossimo decennio.

Di Fantasy