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L’annuncio di Databricks riguardo al suo nuovo database serverless, denominato Lakebase, è un cambio di paradigma che promette di ridurre i tempi di creazione delle applicazioni da mesi a pochi giorni, eliminando le barriere infrastrutturali che storicamente hanno rallentato i team di ingegneri e data scientist.

Per anni, lo sviluppo di applicazioni basate sui dati è stato frenato dalla complessità della gestione dell’infrastruttura. Gli sviluppatori dovevano preoccuparsi di configurare cluster, gestire la scalabilità dei server e ottimizzare le prestazioni dei database prima ancora di poter scrivere una singola riga di codice applicativo. Databricks, con il lancio della tecnologia serverless applicata ai database, rimuove completamente questo strato di complessità.

L’approccio serverless permette ai team di concentrarsi esclusivamente sulla logica del prodotto. La piattaforma si occupa automaticamente dell’allocazione delle risorse, scalando verso l’alto o verso il basso in base al carico di lavoro effettivo. Questo significa che una startup o una grande impresa possono avviare un progetto al mattino e avere un prototipo funzionante entro sera, senza dover attendere le consuete settimane dedicate al provisioning dei sistemi.

Il vero valore aggiunto di questa accelerazione risiede nella preparazione delle aziende alla prossima ondata tecnologica: l’IA agentica. A differenza dei chatbot tradizionali che rispondono a domande, gli “agenti” IA sono progettati per compiere azioni, interagire con altri sistemi e prendere decisioni autonome per risolvere compiti complessi. Tali agenti necessitano di un accesso ai dati estremamente rapido, sicuro e, soprattutto, flessibile.

Il database Lakebase è stato progettato proprio per fungere da spina dorsale per questi agenti. Grazie all’integrazione nativa con l’architettura Lakehouse di Databricks, il sistema consente agli sviluppatori di alimentare i modelli di intelligenza artificiale con dati aziendali sempre aggiornati, minimizzando la latenza. Questo permette di creare applicazioni che non solo “conoscono” il contesto aziendale, ma possono agire su di esso in tempo reale, trasformando i processi operativi interni ed esterni.

Un tassello fondamentale di questa strategia è stata la recente acquisizione di Neon da parte di Databricks, un’operazione valutata circa un miliardo di dollari. Neon è nota per aver sviluppato una versione serverless di PostgreSQL, uno dei database più popolari e amati al mondo. Integrando questa tecnologia, Databricks offre agli sviluppatori un ambiente familiare e standardizzato, rendendo l’adozione della nuova piattaforma immediata per chiunque abbia già familiarità con il linguaggio SQL.

Questa scelta strategica colma il divario tra il mondo dei “Big Data” e quello delle applicazioni transazionali tradizionali. In passato, le aziende dovevano spesso mantenere sistemi separati per l’analisi dei dati e per le operazioni delle app; oggi, grazie a Lakebase, queste due anime convergono in un’unica infrastruttura unificata, semplificando la governance e riducendo drasticamente i costi di gestione.

Di Fantasy