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Meta sta facendo un uso sempre più esteso dell’infrastruttura cloud di Microsoft per sostenere le proprie attività di intelligenza artificiale, affiancando alle risorse interne una quantità significativa di capacità di calcolo e modelli disponibili attraverso Azure. L’azienda sarebbe diventata uno dei principali clienti della piattaforma cloud di Microsoft per l’utilizzo di servizi AI, con una spesa annuale nell’ordine di centinaia di milioni di dollari. Le due società non hanno reso pubblici i dettagli economici dell’accordo, ma una fonte citata nella ricostruzione riferisce che Meta elabora ogni settimana attraverso Azure trilioni di token legati a workload di intelligenza artificiale.

L’utilizzo di Azure non è legato soltanto alla necessità di aumentare temporaneamente la capacità computazionale disponibile. Meta impiega la piattaforma anche per accedere a modelli sviluppati da altre aziende e confrontarne prestazioni, costi e caratteristiche con quelle dei propri sistemi. Microsoft Foundry mette infatti a disposizione modelli provenienti da diversi fornitori, consentendo agli sviluppatori Meta di utilizzare anche tecnologie di OpenAI per attività di valutazione, sviluppo software e confronto con i modelli proprietari dell’azienda.

Meta sta quindi adottando un approccio nel quale lo sviluppo interno non esclude l’impiego di tecnologie esterne. Il CTO Andrew Bosworth ha spiegato recentemente che l’azienda combina la costruzione dei propri modelli con il noleggio di modelli sviluppati da altri fornitori, scegliendo di volta in volta le soluzioni più adatte in funzione di prestazioni e costi. Questa strategia permette a Meta di utilizzare capacità disponibili immediatamente sul mercato mentre continua a investire nello sviluppo della propria infrastruttura AI e delle proprie famiglie di modelli.

Per Microsoft, clienti di queste dimensioni rappresentano una componente importante della crescita dei servizi AI basati su Azure. Foundry aveva raggiunto circa 100.000 clienti nel luglio 2026, ma una parte rilevante dell’utilizzo intensivo della piattaforma continua a provenire da altre società tecnologiche piuttosto che da imprese appartenenti a comparti industriali tradizionali. Tra i clienti più importanti vengono indicati, oltre a Meta, ByteDance, Adobe, Perplexity e Sierra.

Questa configurazione crea una rete sempre più stretta di rapporti tra società che, pur essendo concorrenti in diversi segmenti del mercato AI, utilizzano reciprocamente infrastrutture, modelli e servizi. Un produttore di modelli può dipendere dal cloud di un’altra azienda per il calcolo necessario all’addestramento o all’inferenza, mentre il fornitore cloud può generare ricavi proprio grazie all’utilizzo dei modelli sviluppati dai propri partner o concorrenti. Il risultato è una struttura industriale nella quale una parte crescente dei ricavi AI viene generata attraverso rapporti commerciali interni allo stesso gruppo ristretto di grandi aziende tecnologiche.

Il caso Microsoft evidenzia in modo particolare questa concentrazione. OpenAI avrebbe rappresentato circa il 70% dei ricavi AI complessivi di Microsoft nell’ultimo esercizio fiscale, creando una forte dipendenza economica da un singolo cliente e partner. L’aumento dell’utilizzo di Azure da parte di Meta e di altre grandi società tecnologiche contribuisce quindi anche a diversificare la base clienti dei servizi AI di Microsoft, pur mantenendo il mercato fortemente concentrato all’interno del settore tecnologico.

Meta, parallelamente, sta cercando di ridurre nel tempo la propria dipendenza dai servizi AI esterni. L’azienda continua a espandere infrastrutture di calcolo proprietarie e modelli sviluppati internamente, con l’obiettivo di aumentare la quantità di workload che possono essere gestiti direttamente. L’utilizzo di Azure rimane però funzionale soprattutto nelle fasi in cui è necessario accedere rapidamente a risorse aggiuntive oppure confrontare più modelli senza dover costruire internamente ogni componente della piattaforma.

La società sta inoltre valutando la creazione di una propria attività API attraverso la quale offrire ad altri sviluppatori accesso a modelli di terze parti. Una piattaforma di questo tipo porterebbe Meta a operare in un segmento simile a quello già occupato da Microsoft Foundry, trasformando progressivamente l’azienda da semplice utilizzatore di servizi esterni anche in possibile concorrente nella distribuzione e nell’intermediazione dell’accesso ai modelli AI.

Il rapporto tra Meta e Microsoft mostra quindi come l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale stia diventando sempre meno separata tra aziende concorrenti. Meta continua a sviluppare modelli e data center propri, ma nello stesso tempo acquista grandi quantità di capacità di calcolo da Microsoft e utilizza modelli disponibili attraverso Foundry. Microsoft, dal canto suo, fornisce infrastruttura a Meta mentre continua a sostenere OpenAI e a costruire una piattaforma capace di distribuire modelli sviluppati da più aziende.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy