Microsoft sta procedendo alla progressiva conclusione di alcuni contratti di noleggio di risorse computazionali per l’intelligenza artificiale stipulati con Oracle, scegliendo di non rinnovare gli accordi relativi a infrastrutture che non rispondono più alle proprie esigenze tecniche. La decisione riguarda capacità di elaborazione acquisite attraverso Oracle Cloud Infrastructure (OCI) nell’ambito di una collaborazione avviata nel 2023, quando la rapida crescita della domanda di sistemi AI aveva determinato una disponibilità limitata di acceleratori e server ad alte prestazioni. In quella fase Microsoft aveva scelto di utilizzare anche le infrastrutture di un concorrente diretto nel mercato cloud per sostenere le funzionalità di ricerca basate sull’intelligenza artificiale integrate in Bing. Secondo le informazioni diffuse il 6 novembre 2026, la società ha progressivamente ridotto negli ultimi mesi la quantità di risorse Oracle utilizzate e ha deciso di non procedere al rinnovo dei contratti in scadenza. La notizia ha avuto effetti immediati sul mercato finanziario, con una flessione intraday del titolo Oracle arrivata temporaneamente a circa il 3%.
La motivazione principale della revisione contrattuale riguarda le caratteristiche delle GPU Nvidia installate nei server messi a disposizione da Oracle. Gli acceleratori utilizzati nei sistemi interessati dagli accordi appartengono a generazioni precedenti e, secondo le informazioni disponibili, non risultano più adeguati alle specifiche tecniche e alle modalità di elaborazione richieste attualmente da Microsoft. La progressiva evoluzione dei modelli AI e delle infrastrutture destinate alla loro esecuzione modifica infatti le caratteristiche dell’hardware richiesto, rendendo rilevanti parametri come le prestazioni computazionali, la capacità della memoria degli acceleratori, l’efficienza nell’elaborazione e l’integrazione con le architetture software impiegate nei data center. La decisione comunicata non riguarda quindi una semplice diminuzione del fabbisogno di calcolo, ma una revisione dell’idoneità delle risorse precedentemente acquisite rispetto alle configurazioni attuali. Microsoft aveva utilizzato Oracle proprio per superare una fase di scarsità di infrastrutture disponibili, ma l’evoluzione dei requisiti dei propri sistemi ha modificato le condizioni che avevano reso conveniente il ricorso a quelle specifiche capacità esterne.
Oracle ha tuttavia precisato che la domanda di infrastrutture AI rimane elevata anche per gli acceleratori appartenenti a generazioni meno recenti. Nel settembre 2026 la società aveva comunicato di avere rinnovato un contratto relativo al noleggio di GPU con quattro anni di anzianità, ottenendo un incremento del prezzo del 20% rispetto alle condizioni precedenti. Il dato indica che l’utilizzabilità commerciale degli acceleratori dipende dalle necessità del singolo cliente e dal tipo di elaborazioni previste, senza che una determinata generazione hardware diventi necessariamente inutilizzabile in tutti i contesti. Le GPU meno recenti possono continuare a trovare impiego in applicazioni compatibili con le rispettive caratteristiche, mentre altre attività possono richiedere soluzioni differenti. La cessazione dei contratti Microsoft rappresenta pertanto una valutazione specifica delle infrastrutture Oracle rispetto alle esigenze dell’azienda, e non dimostra una riduzione generalizzata della domanda di capacità computazionale destinata all’intelligenza artificiale.
La revisione dei rapporti con Oracle si inserisce in una più ampia valutazione delle collaborazioni tra Microsoft e i fornitori esterni di infrastrutture AI. Nei giorni precedenti era emersa anche la decisione di non procedere con un ulteriore accordo per l’acquisizione di capacità computazionale presso un data center realizzato in Texas dalla società britannica Nscale, operatore specializzato nella fornitura di infrastrutture cloud per applicazioni di intelligenza artificiale. In questo caso il problema non riguardava le caratteristiche degli acceleratori, ma i ritardi nelle autorizzazioni necessarie al collegamento dell’impianto alla rete elettrica. Le difficoltà di connessione avrebbero impedito di rendere disponibile la capacità computazionale aggiuntiva entro i tempi richiesti da Microsoft, inducendo la società a non proseguire con la nuova operazione. Gli accordi già esistenti con Nscale rimangono invece in vigore, distinguendo la rinuncia all’espansione della capacità contrattualizzata dalla conclusione di rapporti precedentemente avviati.
I due casi evidenziano condizioni differenti nella gestione delle infrastrutture esterne. Nel rapporto con Oracle, la principale criticità è costituita dall’inadeguatezza tecnica delle GPU installate rispetto alle necessità operative del cliente. Nel progetto Nscale, il fattore determinante è rappresentato dall’impossibilità di garantire la disponibilità dell’infrastruttura entro la finestra temporale prevista, a causa dei ritardi relativi all’alimentazione elettrica. Entrambe le decisioni riguardano quindi il rapporto tra caratteristiche dell’offerta, tempi di disponibilità e requisiti delle applicazioni AI, senza indicare necessariamente un ridimensionamento degli investimenti complessivi di Microsoft nel settore. La società continua a utilizzare una combinazione di data center di proprietà, infrastrutture in locazione e capacità fornite da operatori esterni, adattando le decisioni di approvvigionamento alla domanda dei clienti e alle caratteristiche tecniche richieste. Microsoft non ha rilasciato commenti specifici sulla conclusione dei contratti Oracle, mantenendo la posizione secondo cui gli investimenti infrastrutturali vengono modulati in funzione delle necessità operative e delle risorse disponibili.
La progressiva interruzione dei contratti con Oracle mette in evidenza il ruolo assunto dalla compatibilità tecnologica e dalle condizioni di fornitura nella gestione della capacità computazionale per l’intelligenza artificiale. L’accesso a un elevato numero di acceleratori non costituisce di per sé una garanzia di adeguatezza per tutte le applicazioni, così come la disponibilità fisica dei server non coincide necessariamente con la possibilità di metterli in esercizio entro i tempi previsti. Nel caso Microsoft, la selezione delle infrastrutture esterne viene effettuata considerando sia le specifiche hardware sia le condizioni di attivazione e disponibilità dei sistemi, mentre prosegue il ricorso a un modello di approvvigionamento che combina differenti tipologie di impianti e fornitori. Le modifiche contrattuali annunciate riguardano quindi singole componenti della capacità acquisita e riflettono l’evoluzione dei requisiti tecnici e operativi delle infrastrutture AI utilizzate dall’azienda.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
