Microsoft sta ampliando l’uso dei propri modelli AI interni, denominati MAI, all’interno delle applicazioni di produttività più utilizzate, a partire da Excel e Outlook. La scelta segna un passaggio rilevante nella strategia dell’azienda: continuare a utilizzare modelli esterni quando necessario, ma spostare una parte crescente dei carichi AI su sistemi proprietari, più controllabili dal punto di vista tecnico, economico e operativo.
Il punto centrale riguarda i costi di esecuzione dell’intelligenza artificiale su larga scala. Applicazioni come Excel, Word, Outlook, Teams e GitHub Copilot generano volumi molto elevati di prompt, completamenti, riepiloghi, analisi testuali e richieste contestuali. Ogni interazione basata su modelli avanzati produce consumo di token, uso di infrastruttura cloud e dipendenza da politiche di prezzo definite anche da fornitori terzi. Portare una parte di questi flussi sui modelli MAI consente a Microsoft di ottimizzare la spesa, ma anche di calibrare meglio le prestazioni in base ai singoli casi d’uso.
In Excel, l’impiego di modelli proprietari può riguardare attività come interpretazione di formule, generazione di analisi, spiegazione di dati tabellari, automazione di passaggi ripetitivi e supporto alla costruzione di fogli complessi. In Outlook, invece, l’AI può intervenire nella sintesi delle email, nella classificazione dei messaggi, nella scrittura assistita, nell’estrazione di informazioni operative e nella gestione delle priorità. Sono compiti frequenti, ripetibili e ad alto volume, dove non sempre è indispensabile ricorrere al modello più potente disponibile: spesso conta di più avere una risposta veloce, coerente, economica e integrata nel prodotto.
Questa evoluzione non implica necessariamente una rottura con OpenAI o Anthropic, ma introduce una logica più modulare. I modelli esterni possono continuare a essere usati per attività più complesse o generaliste, mentre i modelli MAI possono coprire funzioni verticali, ottimizzate per la produttività aziendale e per l’esecuzione su scala. È una forma di instradamento intelligente dei carichi AI: il sistema sceglie quale modello usare in base al costo, alla latenza, alla complessità della richiesta e al livello di qualità richiesto.
La strategia è coerente con quanto sta avvenendo in tutto il mercato enterprise. Dopo una prima fase dominata dall’integrazione rapida dell’AI generativa nei prodotti, le grandi aziende tecnologiche stanno passando a una fase di ottimizzazione industriale. Non basta più avere funzioni AI visibili all’utente: serve renderle sostenibili economicamente, governabili a livello infrastrutturale e scalabili su milioni di utenti. Per Microsoft, i modelli MAI diventano quindi uno strumento per rafforzare il controllo sull’intera catena del valore, dal cloud al software applicativo.
La direzione è chiara: l’AI nei prodotti Office non sarà più basata su un’unica famiglia di modelli, ma su un ecosistema ibrido, in cui modelli proprietari e modelli di partner esterni vengono combinati in modo selettivo. Questo permette a Microsoft di mantenere la qualità delle funzioni Copilot, ridurre i costi operativi e costruire una maggiore autonomia tecnologica nei servizi che rappresentano il cuore della produttività aziendale.
