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La robotica autonoma sta iniziando a trasformare concretamente il settore delle energie rinnovabili, in particolare la costruzione di grandi impianti fotovoltaici utility-scale. Secondo quanto riportato da AI Times, un robot sviluppato da Maximo è stato utilizzato per completare l’installazione di un impianto solare da 100 MW presso il sito AES Bellefield, dimostrando che l’automazione robotica può raggiungere velocità operative superiori rispetto alle squadre umane tradizionali. L’esperienza rappresenta uno dei primi esempi su larga scala di utilizzo sistematico di robot autonomi nella costruzione di infrastrutture energetiche.

Il sistema Maximo è progettato per automatizzare una delle fasi più ripetitive e labor-intensive della costruzione di parchi fotovoltaici: l’installazione dei moduli solari sulle strutture di supporto. Questa attività richiede normalmente un grande numero di operatori che lavorano in sequenza lungo file molto estese, spesso in ambienti difficili e con condizioni climatiche variabili. L’introduzione di un robot autonomo consente di standardizzare il processo, ridurre la variabilità operativa e aumentare la produttività complessiva del cantiere.

Secondo le informazioni disponibili, il robot è stato in grado di completare l’installazione dei moduli a una velocità fino a due volte superiore rispetto al lavoro umano. Questo incremento di produttività deriva da diversi fattori tecnici. Il sistema robotico può operare con movimenti altamente ripetitivi senza cali di prestazioni, mantiene una precisione costante nell’allineamento dei pannelli e riduce i tempi morti legati alla coordinazione tra operatori. Inoltre, la capacità di lavorare in modo continuativo per lunghi periodi permette di comprimere i tempi di costruzione dell’intero impianto.

La piattaforma Maximo integra sensori di visione e sistemi di navigazione autonoma per muoversi lungo le file di strutture fotovoltaiche. Il robot preleva i moduli, li posiziona e li fissa con precisione, replicando il lavoro che normalmente richiederebbe più operatori. L’automazione di questa fase riduce anche i rischi ergonomici per il personale, poiché l’installazione manuale dei pannelli comporta movimenti ripetitivi e il sollevamento di carichi.

L’utilizzo del robot nel progetto AES Bellefield evidenzia un cambiamento più ampio nella costruzione di infrastrutture energetiche. Gli impianti fotovoltaici di nuova generazione raggiungono dimensioni molto estese, spesso centinaia di megawatt, e la loro realizzazione richiede tempi rapidi per ridurre i costi finanziari e accelerare la messa in esercizio. In questo contesto, l’automazione diventa uno strumento strategico per aumentare la velocità di deployment e migliorare la scalabilità dei progetti.

Un altro aspetto rilevante riguarda la standardizzazione della qualità. L’installazione robotica consente di mantenere parametri costanti di posizionamento e fissaggio dei moduli, riducendo il rischio di errori umani e migliorando l’uniformità dell’impianto. Questo può tradursi in una maggiore affidabilità nel lungo periodo e in una riduzione delle attività di manutenzione. La precisione costante diventa particolarmente importante nei grandi impianti, dove anche piccoli disallineamenti possono accumularsi su migliaia di pannelli.

L’esperienza in essere, quindi, dimostra inoltre che la robotica non è più limitata alla fase operativa degli impianti, ma entra anche nella costruzione. Tradizionalmente, l’automazione nel settore energetico si concentrava su monitoraggio, manutenzione e ottimizzazione della produzione. L’introduzione di robot nella fase di installazione amplia il perimetro dell’automazione, trasformando l’intero ciclo di vita delle infrastrutture rinnovabili.

Di Fantasy