Nelle ultime settimane, Comune di Sassari ha avviato una nuova strategia tecnologica per affrontare un problema antico e persistente del suo territorio: l’abbandono di rifiuti nei quartieri periferici, nelle campagne circostanti e perfino in alcune aree urbane. Il fenomeno, che spesso lascia cumuli di sacchi, mobili vecchi e materiali ingombranti abbandonati ai margini delle strade o nei campi, è da tempo causa di degrado ambientale e danno economico per la comunità locale. Per contrastarlo con maggiore efficacia, le istituzioni cittadine hanno deciso di sfruttare strumenti di intelligenza artificiale integrati a sistemi di sorveglianza avanzata, in una tappa significativa per la gestione ambientale urbana.
L’iniziativa, presentata ufficialmente alla stampa e illustrata in conferenza dal sindaco Giuseppe Mascia insieme all’assessore all’Ambiente Pierluigi Salis e al comandante della polizia locale Gianni Serra, prevede l’installazione di 66 fototrappole di ultima generazione. Questi dispositivi non si limitano a riprendere in modo tradizionale le aree più vulnerabili, ma sono dotati di un software basato su intelligenza artificiale in grado non solo di registrare immagini, ma anche di analizzare in tempo reale i comportamenti e le tipologie di rifiuti depositati illegalmente, con l’obiettivo di identificare i trasgressori e di raccogliere dati utili alle indagini ambientali.
Dietro questa scelta non c’è una semplice ambizione tecnologica, ma la constatazione che fino al 2025 le violazioni delle norme sulla gestione dei rifiuti sono state numerose: con la precedente strumentazione, gli agenti avevano già accertato 420 casi di abbandono non consentito, di cui diversi con rilevanza penale e molte attività investigative avviate su delega dell’autorità giudiziaria. Le immagini raccolte dalle nuove fototrappole con AI saranno utilizzate anche per rafforzare le contestazioni, integrando le attività di controllo quotidiano svolte dalla polizia locale e rispondendo così alla difficoltà storica di collegare comportamenti incivili a responsabili identificabili.
L’idea alla base del progetto è quella di rendere il monitoraggio del territorio più dinamico e reattivo rispetto alle esigenze reali della città. Le fototrappole non saranno collocate in modo permanente in un’unica zona, ma saranno spostate periodicamente per seguire le segnalazioni dei cittadini e le indicazioni che emergono dalle perlustrazioni quotidiane delle forze dell’ordine. Questo approccio, pensato per massimizzare la copertura delle aree critiche e sorprendere chi tenta di abbandonare rifiuti in luoghi non autorizzati, riflette una nuova filosofia di controllo del territorio, meno statica e più adattiva.
L’uso di tecnologia AI in questo campo segue una tendenza crescente in molte città italiane che vedono nella sorveglianza intelligente uno strumento per migliorare l’efficacia delle politiche ambientali. Città come Torino, Bari e Palmanova hanno già adottato o stanno valutando soluzioni simili, utilizzando sistemi di videosorveglianza avanzata che, grazie a algoritmi di analisi delle immagini, permettono di identificare in modo più rapido e preciso gli episodi di abbandono illecito, alleggerendo parte del lavoro di monitoraggio continuo da parte degli operatori umani.
Il progetto sassarese è strettamente collegato anche al Progetto Lavoras 2026, avviato il primo dicembre 2025 e finanziato con fondi regionali, che già aveva previsto una mappatura sistematica dei siti di abbandono su tutto il territorio comunale. Grazie a questo lavoro, decine di siti degradati sono stati identificati e registrati in una banca dati digitale, costituendo una base informativa che ora potrà essere ulteriormente arricchita dalle immagini e dai dati raccolti dalle nuove fototrappole intelligenti.
L’adozione di questi strumenti non è vista solo come una forma di repressione, ma anche come un modo per educare alla responsabilità civile, dando ai cittadini l’impressione concreta che lo spazio pubblico sia sorvegliato e che gli abusi non restino impuniti. Sebbene la tecnologia di per sé non possa eliminare del tutto le cattive abitudini, il fatto che sia in grado di documentare in modo efficiente e legalmente utilizzabile le violazioni rappresenta un progresso significativo rispetto alle sole forze in campo manuali, tradizionali telecamere o controlli sporadici.
