Sourcetable ha presentato un nuovo benchmark dedicato all’automazione dei fogli di calcolo con AI, ottenendo un risultato pieno nei test proposti e posizionandosi davanti a Microsoft Copilot e Google Sheets. Il dato più rilevante non riguarda soltanto il punteggio finale, ma il tipo di competizione che si sta aprendo nel mercato degli spreadsheet: non più semplici assistenti capaci di suggerire formule o riassumere tabelle, ma sistemi in grado di eseguire operazioni complete su dati, struttura del foglio, analisi e visualizzazione.
Nel test, Sourcetable dichiara di aver completato 24 prove su 24, mentre Microsoft Copilot avrebbe raggiunto 19 risultati corretti e Google Sheets 17. Il benchmark misura attività pratiche legate all’uso quotidiano dei fogli di calcolo, come generazione di formule, manipolazione dei dati, creazione di grafici, analisi tabellare e costruzione di output strutturati a partire da istruzioni in linguaggio naturale. È una differenza importante rispetto ai classici test sui modelli linguistici, perché qui il valore non dipende solo dalla qualità della risposta testuale, ma dalla capacità del sistema di intervenire correttamente dentro un ambiente operativo.
La posizione di Sourcetable è particolare perché la piattaforma nasce come spreadsheet AI-native, non come estensione aggiunta a un foglio di calcolo tradizionale. Questo significa che l’interfaccia, il motore di analisi e l’assistente conversazionale sono progettati fin dall’inizio per lavorare insieme. L’utente può caricare dati, chiedere trasformazioni, generare report, costruire grafici, usare formule, interrogare database e combinare funzioni tipiche del foglio di calcolo con strumenti più vicini a Python, SQL e data analysis.
Copilot e Google Sheets partono invece da un contesto diverso. Sono integrati in ecosistemi molto più grandi, rispettivamente Microsoft 365 e Google Workspace, dove l’AI deve convivere con interfacce consolidate, logiche di compatibilità, vincoli enterprise e milioni di utenti abituati a flussi di lavoro tradizionali. Questo garantisce vantaggi enormi in termini di distribuzione, governance e integrazione aziendale, ma può rendere più complessa la trasformazione del foglio di calcolo in un ambiente realmente agentico.
Il confronto evidenzia una tendenza più ampia: l’AI applicata agli spreadsheet sta diventando un campo competitivo autonomo. I fogli di calcolo restano uno degli strumenti più usati nelle aziende per budgeting, forecasting, reportistica, operations, vendite, marketing, analisi finanziaria e gestione di dati non strutturati. Automatizzare queste attività significa intervenire direttamente su uno strato critico del lavoro d’ufficio, dove errori di formula, riferimenti sbagliati, dati duplicati e grafici non aggiornati possono avere conseguenze operative concrete.
Il punto tecnico più delicato è l’affidabilità. Uno spreadsheet AI non deve soltanto generare una formula plausibile, ma deve capire il contesto del file, individuare le tabelle corrette, riconoscere relazioni tra fogli diversi, preservare la struttura esistente e produrre risultati verificabili. Nei casi più complessi, il sistema deve anche sapere quando usare una formula, quando creare una pivot, quando eseguire codice, quando produrre una visualizzazione e quando chiedere chiarimenti. Questa combinazione di ragionamento, manipolazione dei dati e controllo dell’interfaccia rende gli spreadsheet una delle aree più difficili per gli agenti AI.
Il risultato comunicato da Sourcetable va quindi letto come un segnale di posizionamento tecnico e commerciale. Le piattaforme AI-native stanno cercando di dimostrare che un prodotto progettato attorno all’automazione può essere più efficace, in specifici task, rispetto agli assistenti aggiunti a strumenti già esistenti. Per Microsoft e Google, la sfida non è soltanto migliorare i modelli, ma rendere Copilot e Gemini più capaci di agire sul foglio con precisione, coerenza e controllo.
Per le aziende, la questione sarà sempre meno legata alla presenza generica dell’AI dentro Excel o Sheets e sempre più alla qualità del risultato operativo. Un assistente utile deve ridurre davvero il lavoro manuale, evitare errori, accelerare l’analisi e produrre output riutilizzabili. In questo senso, il benchmark di Sourcetable mette in evidenza una direzione chiara: il prossimo salto negli strumenti di produttività non sarà avere una chat accanto al foglio di calcolo, ma trasformare il foglio stesso in un ambiente intelligente, capace di comprendere i dati e completare attività complesse con un livello di affidabilità verificabile.
