SpaceX sta modificando il proprio approccio alla costruzione dei data center destinati ai carichi di intelligenza artificiale, passando da una strategia concentrata soprattutto sulla rapidità di messa in funzione a un modello che prevede una maggiore attenzione alla stabilità operativa. La revisione riguarda in particolare i progetti in Tennessee e Mississippi, dove l’azienda sta ripensando l’architettura delle infrastrutture di alimentazione e raffreddamento, introducendo sistemi di backup completi prima dell’avvio e aumentando i test eseguiti prima dell’entrata in produzione.
L’impostazione precedente derivava in larga parte dall’esperienza maturata da xAI nella costruzione di Colossus, il data center da 100.000 GPU realizzato in 122 giorni. Dopo l’acquisizione di xAI da parte di SpaceX all’inizio del 2026, l’azienda aveva continuato a privilegiare una modalità di espansione molto rapida, basata sull’acquisizione accelerata delle GPU e sull’attivazione dei cluster non appena fossero disponibili risorse minime sufficienti per iniziare l’operatività.
Questo approccio ha però mostrato alcuni limiti. Nei primi data center la ridondanza dei sistemi elettrici e di raffreddamento non era sempre completa, creando situazioni nelle quali il guasto di un singolo componente avrebbe potuto fermare un intero cluster. In alcuni casi venivano attivati prima i sistemi essenziali e solo successivamente venivano aggiunte le infrastrutture di backup, mantenendo quindi per un certo periodo una configurazione meno resiliente rispetto a quella definitiva.
La nuova strategia prevede invece che i sistemi di alimentazione e raffreddamento ridondanti siano installati prima dell’avvio operativo del data center. SpaceX intende inoltre rafforzare le procedure di collaudo e ridurre progressivamente la dipendenza da soluzioni temporanee, tra cui le decine di turbine a gas e le apparecchiature provvisorie utilizzate per sostenere rapidamente i carichi di calcolo nelle prime fasi di espansione.
Il cambiamento riguarda anche l’organizzazione interna. Nelle ultime settimane più di dieci persone coinvolte nella guida dei progetti data center avrebbero lasciato l’azienda, mentre SpaceX ha iniziato a trasferire verso questa attività ingegneri provenienti dai programmi razzi e Starlink. Oltre 1.300 ingegneri dell’azienda si sarebbero offerti volontariamente per contribuire ai lavori e più di 300 avrebbero già partecipato ai progetti data center nel corso dell’ultimo mese.
La revisione è collegata anche a recenti problemi operativi. Nel grande data center di Memphis, in Tennessee, una linea elettrica è stata danneggiata durante lavori di costruzione, causando un’interruzione dell’alimentazione che avrebbe avuto conseguenze su parte dei servizi Grok e sui clienti che utilizzano la capacità di calcolo dell’infrastruttura. Elon Musk ha dichiarato su X che sono in corso azioni correttive per evitare il ripetersi di episodi simili.
SpaceX non intende comunque abbandonare la rapidità di espansione. La differenza è che la velocità non rappresenta più l’unico criterio dominante nella progettazione dei nuovi impianti. Questo cambiamento assume particolare importanza ora che l’infrastruttura AI dell’azienda viene utilizzata non soltanto internamente, ma anche per fornire capacità di calcolo a clienti esterni come Anthropic e Google, aumentando quindi la necessità di garantire continuità e affidabilità del servizio.
L’evoluzione dei progetti in Tennessee e Mississippi indica quindi un passaggio da un modello in cui i cluster venivano portati online nel minor tempo possibile a una progettazione più vicina agli standard tradizionali dei grandi data center, con ridondanza preventiva, test più estesi e maggiore attenzione alla resilienza dell’infrastruttura elettrica e termica. SpaceX continua a puntare su una crescita rapida della capacità di calcolo AI, ma con un bilanciamento più marcato tra velocità di costruzione e stabilità operativa.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
