La causa intentata da Elon Musk contro OpenAI è stata respinta da una giuria federale della California, segnando una vittoria legale significativa per l’azienda guidata da Sam Altman e rimuovendo uno dei principali ostacoli legati alla futura quotazione pubblica della società.

La decisione è arrivata presso il tribunale federale di Oakland, dove la giuria ha stabilito all’unanimità che l’azione legale di Musk fosse stata presentata oltre i termini previsti dalla legge californiana. Il punto centrale del procedimento non ha riguardato direttamente il merito delle accuse, ma la prescrizione temporale relativa alle contestazioni avanzate dall’imprenditore contro la trasformazione di OpenAI da organizzazione non profit a struttura con finalità commerciali.

Secondo il verdetto, Musk era già consapevole tra il 2017 e l’inizio del 2021 della progressiva evoluzione societaria di OpenAI e delle relative modifiche strategiche. In California, le contestazioni per presunta violazione di obblighi fiduciari o accordi legati a organizzazioni benefiche devono essere presentate entro tre anni. Poiché la denuncia formale è stata depositata solo nell’agosto 2024, la giuria ha concluso che i termini fossero ormai scaduti.

La deliberazione si sarebbe conclusa in meno di due ore, evidenziando come il tema della prescrizione sia stato considerato sufficientemente chiaro dal punto di vista giuridico. La giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers ha confermato il verdetto e disposto il rigetto della causa, sottolineando che le prove a sostegno della decisione della giuria risultavano consistenti e che un eventuale ricorso avrebbe incontrato notevoli difficoltà proprio a causa della scadenza dei termini legali.

Il team legale di Musk ha comunque annunciato l’intenzione di proseguire il contenzioso in appello. L’avvocato Mark Toberoff ha sostenuto che la sentenza includerebbe anche questioni giuridiche sostanziali oltre alla sola prescrizione, mentre Musk stesso ha definito la decisione una semplice “formalità procedurale”, dichiarando pubblicamente di voler ricorrere presso la Corte d’Appello del Nono Circuito.

Dal lato opposto, OpenAI ha interpretato il verdetto come una conferma della legittimità del proprio percorso societario. Il legale Bill Savitt ha accusato Musk di aver utilizzato il procedimento come strumento per ostacolare un concorrente nel settore dell’intelligenza artificiale avanzata, sostenendo che le accuse presentate non riflettessero la realtà operativa dell’azienda.

La decisione assume un peso particolarmente rilevante anche sul piano finanziario. Diversi analisti ritengono infatti che la chiusura di questo contenzioso possa accelerare il percorso verso una possibile IPO di OpenAI. Secondo le valutazioni circolate negli ambienti finanziari statunitensi, l’azienda potrebbe puntare a una valorizzazione estremamente elevata, sostenuta dalla crescita del mercato dell’intelligenza artificiale generativa e dalla forte domanda di infrastrutture AI a livello globale.

Per OpenAI, la rimozione di un rischio legale di questa portata rappresenta soprattutto un elemento di stabilizzazione nei confronti di investitori, partner industriali e autorità regolatorie, in un momento in cui il settore AI sta attraversando una fase di forte espansione ma anche di crescente scrutinio normativo e competitivo.

Di Fantasy