1X ha presentato una nuova mano robotica per NEO, il proprio robot umanoide, progettata per superare uno dei limiti più importanti della robotica generalista: la manipolazione fine degli oggetti. La novità non riguarda solo la capacità di afferrare, ma la possibilità di percepire contatto, pressione, scivolamento, posizione e caratteristiche fisiche degli oggetti mentre il robot li manipola.

La mano di NEO ha 25 gradi di libertà complessivi, distribuiti tra 22 gradi di libertà nelle dita e nel palmo e 3 gradi di libertà nel polso. Questa configurazione avvicina il sistema alla complessità funzionale di una mano umana, permettendo movimenti più articolati rispetto ai tradizionali gripper a due dita, che sono efficaci per prendere, spostare o rilasciare oggetti, ma molto meno adatti a compiti domestici, manuali o adattivi.

Il cuore tecnico del sistema è l’azionamento a tendini con basso rapporto di riduzione. Nei robot tradizionali, attuatori e riduttori molto rigidi permettono controllo e forza, ma riducono la sensibilità alle forze esterne. Questo rende difficile capire se un oggetto sta scivolando, se è fragile, se si sta deformando o se il contatto con una persona richiede una risposta più morbida. 1X ha scelto invece una struttura che permette alla mano di muoversi e, nello stesso tempo, di rilevare le forze che arrivano dall’esterno.

Per questo l’azienda descrive il sistema come una mano “read-write”. La parte “write” è l’azione: muovere le dita, afferrare, ruotare, spingere, tirare, inserire, stringere o rilasciare un oggetto. La parte “read” è la percezione tattile: misurare pressione, taglio, scivolamento e posizione del contatto per capire come l’oggetto sta reagendo. Questo passaggio è fondamentale perché un umanoide utile in casa o in ambienti reali non può basarsi solo sulla vista. Deve anche sentire ciò che sta toccando.

I sensori tattili ad alta risoluzione integrati nelle dita misurano non solo la pressione, ma anche le forze di taglio. Questo permette alla mano di riconoscere quando un oggetto inizia a scivolare e di correggere immediatamente la presa. È una capacità essenziale per oggetti trasparenti, deformabili, lucidi o difficili da interpretare con una telecamera. Un bicchiere, un cavo, un grappolo d’uva, un tessuto o un contenitore morbido non possono essere gestiti in modo affidabile solo con visione artificiale.

La capacità tattile cambia anche il modo in cui il robot può apprendere. Una mano sensibile non si limita a eseguire una traiettoria predefinita, ma raccoglie dati fisici mentre interagisce con il mondo. Può distinguere durezza, peso, consistenza, attrito e stabilità dell’oggetto attraverso il contatto. Per un sistema AI embodied, questi dati sono molto più ricchi di una semplice immagine, perché collegano percezione, azione e risultato fisico.

Le attività mostrate da 1X indicano proprio questa direzione. NEO può assemblare mattoncini LEGO, raccogliere viti e monete, sostituire una lampadina, usare un cacciavite, collegare un cavo USB-C, afferrare un bicchiere da vino, classificare uva per colore, versare tè da una teiera, chiudere la zip di una giacca, prendere un oggetto di origami e riprodurre gesti della lingua dei segni. Sono esempi molto diversi tra loro, ma hanno un punto comune: richiedono coordinazione tra visione, tatto, forza e controllo fine delle dita.

La sicurezza è un altro elemento tecnico rilevante. La mano è progettata in modo che le dita possano cedere naturalmente quando subiscono un impatto esterno, riducendo il rischio in caso di contatto con persone o oggetti. Questo aspetto è decisivo per un umanoide destinato a operare in ambienti domestici, dove il robot non lavora separato dagli esseri umani dietro una barriera industriale, ma nello stesso spazio fisico.

La nuova mano di NEO ha anche grado IP68 di resistenza ad acqua e polvere e usa materiali compatibili con il contatto alimentare. Questo significa che può essere utilizzata in condizioni più vicine alla vita quotidiana, inclusi ambienti umidi o attività legate alla cucina. 1X indica anche la possibilità che il robot si lavi autonomamente le mani, un dettaglio apparentemente semplice ma importante per un umanoide che deve manipolare oggetti domestici, alimenti o superfici condivise.

La parte di affidabilità è stata affrontata con test di durata su larga scala. I componenti principali sono stati sottoposti a milioni di cicli di prova, mentre il polso ha superato oltre 2 milioni di cicli sotto carico elevato. Per una mano robotica, la durata meccanica è cruciale perché ogni attività quotidiana produce un numero enorme di micro-movimenti, contatti, urti e correzioni. Una mano sofisticata ma fragile non sarebbe utilizzabile in un prodotto domestico o commerciale.

Il tema produttivo è forse uno degli aspetti più concreti dell’annuncio. 1X dichiara di aver già costruito una linea dedicata, prodotto centinaia di mani per NEO e sviluppato un sistema di produzione verticalmente integrato, con tutti i componenti realizzati internamente. L’obiettivo dichiarato è arrivare fino a 10.000 mani robotiche prodotte nel 2026. Questo dato è importante perché la robotica umanoide non deve solo dimostrare prototipi avanzati, ma costruire componenti ripetibili, testabili e producibili su scala.

La mano diventa quindi un nodo centrale nella strategia di 1X. L’azienda sostiene che, nel settore degli umanoidi, il limite non sia più soltanto l’intelligenza artificiale, ma l’hardware che impedisce all’AI di agire davvero nel mondo. Un modello può pianificare una sequenza di azioni, ma se la mano del robot non riesce a percepire lo scivolamento, dosare la forza, ruotare un oggetto o adattarsi a una superficie irregolare, l’intera capacità dell’agente resta bloccata.

Il passaggio dai gripper semplici a una mano tattile multifunzionale modifica quindi anche il tipo di dati che il robot può raccogliere. Ogni presa, errore, scivolamento, contatto e correzione diventa un segnale utile per addestrare sistemi di controllo più robusti. Più mani vengono prodotte e usate, più l’azienda può accumulare dati reali di manipolazione, che sono tra i più difficili da ottenere nella robotica umanoide.

La nuova mano di NEO mostra una direzione chiara: gli umanoidi domestici e generalisti non possono essere costruiti solo attorno a modelli di visione, linguaggio e pianificazione. Devono avere estremità capaci di percepire il mondo fisico con precisione e di reagire in tempo reale. In questo senso, la mano tattile di 1X non è un semplice componente meccanico, ma un’interfaccia tra AI e realtà fisica.

Se 1X riuscirà davvero a produrre fino a 10.000 unità nel 2026, il valore non sarà solo nella disponibilità commerciale del componente, ma nella possibilità di trasformare la manipolazione robotica da dimostrazione di laboratorio a processo industriale ripetibile. Per gli umanoidi, la differenza tra “vedere” un oggetto e “saperlo usare” passa proprio da qui: una mano capace di leggere il contatto, scrivere azioni nel mondo e adattarsi continuamente a ciò che sente.

Di ihal