L’avanzamento esponenziale dell’Intelligenza Artificiale generativa, reso popolare da piattaforme come ChatGPT e DALL-E, ha trasformato il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Fino a poco tempo fa, l’utilizzo di questi strumenti era quasi esclusivamente vincolato al cloud, ovvero a server remoti gestiti dalle grandi aziende tecnologiche. Oggi, tuttavia, si sta consolidando una tendenza rivoluzionaria che promette maggiore autonomia, sicurezza e personalizzazione: la possibilità di installare un modello di intelligenza artificiale direttamente sul proprio computer domestico.

Questa transizione dall’AI basata sul cloud a quella locale non è solo una curiosità per gli appassionati di tecnologia, ma rappresenta un’opzione concreta per chiunque desideri esercitare un controllo totale sui propri dati e sul funzionamento del modello stesso. Il principale e ineludibile vantaggio dell’Intelligenza Artificiale locale risiede nella privacy e nella sicurezza. Quando si utilizza un modello sul proprio PC, i dati, le richieste e le interazioni rimangono confinati nel dispositivo. Non vengono inviati a server esterni per l’elaborazione o per scopi di addestramento, eliminando di fatto le preoccupazioni legate alla condivisione di informazioni sensibili o proprietarie con terze parti.

Ma a chi conviene effettivamente compiere questo passo e quali sono le implicazioni pratiche dell’installazione? Dal punto di vista della procedura, installare un modello di AI generativa sul proprio sistema non è più un’impresa riservata a ingegneri e programmatori, pur richiedendo un minimo di competenza tecnica. L’obiettivo è eseguire modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), come quelli derivati da progetti open source come LLaMA o Alpaca, che sono versioni ottimizzate di AI conversazionali, sul proprio hardware.

Per riuscirci, sono nati strumenti che semplificano enormemente il processo. Piattaforme come Ollama o LM Studio fungono da interfaccia intuitiva e gestore per l’installazione e l’esecuzione di vari modelli. Questi software permettono all’utente di selezionare un modello di proprio interesse, spesso tramite un’interfaccia di “scoperta” che scansiona repository come Hugging Face e di installarlo con pochi clic. Ollama, in particolare, è apprezzato per la sua semplicità e la capacità di funzionare anche su sistemi meno potenti, mentre LM Studio offre un’interfaccia grafica completa per la personalizzazione dei modelli e dei parametri di interazione.

In alcuni casi, la procedura più avanzata per l’installazione di modelli specifici come Alpaca può richiedere l’uso di software ausiliari come Docker (per l’automazione del deployment), Git (per il controllo di versione) e un’interfaccia come Serge. Sebbene questa strada sia più complessa, essa garantisce il massimo livello di controllo e personalizzazione per gli utenti più esperti.

Per quanto riguarda i requisiti hardware, sebbene i modelli più recenti stiano diventando sempre più efficienti, l’Intelligenza Artificiale rimane un’attività estremamente esigente in termini di risorse. Una memoria RAM abbondante, una CPU veloce e, soprattutto, una scheda grafica (GPU) con molta memoria VRAM dedicata, sono elementi che migliorano drasticamente le prestazioni, riducendo i tempi di risposta dell’AI da minuti a pochi secondi. Tuttavia, la democratizzazione dei modelli ha portato allo sviluppo di versioni quantizzate e ottimizzate che possono funzionare anche su PC meno potenti, sebbene con prestazioni ridotte.

Questa tecnologia è particolarmente vantaggiosa per diverse categorie di utenti. Gli appassionati di tecnologia e i ricercatori traggono beneficio dalla possibilità di sperimentare con modelli open source senza restrizioni. Scrittori, giornalisti e creatori di contenuti possono utilizzare l’AI locale come assistente personale per la generazione di testi, ricerche o brainstorming, sapendo che i loro contenuti rimangono privati. Infine, i piccoli imprenditori e i professionisti che trattano dati sensibili, come avvocati o commercialisti, possono sfruttare la potenza dell’AI per analisi interne o bozze di documenti, garantendo che nessuna informazione proprietaria lasci l’ambiente di lavoro sicuro.

Di Fantasy