TomTom ha annunciato il lancio di Orbis Lane Model Maps, una nuova evoluzione nella tecnologia di mappatura che porta l’intelligenza delle mappe a un livello di dettaglio ancora più fine: quello della corsia stradale. Tradizionalmente, le mappe digitali ad alta definizione (HD) si sono concentrate sulla rappresentazione accurata delle strade, degli incroci e delle caratteristiche principali della rete viaria. Tuttavia, per applicazioni come i sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) e la guida automatizzata, conoscere esattamente la geometria, la connettività e le marcature di ogni singola corsia può fare la differenza tra un’esperienza sicura e una percettivamente più incerta. Con Orbis Lane Model Maps, TomTom ha realizzato una soluzione che integra questi dettagli di corsia su scala urbana reale, rendendo disponibili informazioni critiche su vasta scala e con aggiornamenti frequenti.
La particolarità di Orbis Lane Model Maps risiede nella sua capacità di coniugare ricchezza di contenuto e scalabilità. Utilizzando un approccio basato su una “data factory” potenziata dall’intelligenza artificiale, TomTom è in grado di produrre mappe con precisione di corsia per tutte le strade di un territorio esteso in modo efficiente e continuo. Questo implica che non solo le autovetture dotate di sensori avanzati possono accedere a dati di alta qualità, ma anche che tali dati sono aggiornati man mano che le condizioni della rete stradale cambiano, superando i limiti delle mappe HD convenzionali che spesso risultano costose da aggiornare e lente nei refresh. In Germania, ad esempio, le mappe a livello di corsia sono già disponibili, e TomTom sta rapidamente espandendo la copertura ad altri Paesi per rispondere alle richieste dei suoi clienti.
Questo nuovo livello di dettaglio ha implicazioni significative per chi sviluppa sistemi di guida assistita e completamente automatica. Nel contesto dell’ADAS e dei veicoli autonomi, comprendere con precisione dove si trovano le corsie, come si collegano tra loro e quali marcature sono presenti non è un semplice vantaggio tecnologico: è una questione di sicurezza e affidabilità. Le auto dotate di sistemi TomTom Orbis possono combinare questi dati impiegati nel “lato mappa” con le informazioni raccolte dai propri sensori — telecamere, radar e lidar — per ottenere una visione più completa e accurata della scena stradale. In momenti critici, come cambi di corsia, svolte in aree urbane complesse o percorsi di deviazione dinamica, questa maggiore precisione può aiutare i sistemi di guida efficiente a prendere decisioni più informate e tempestive.
Dietro a Orbis Lane Model Maps c’è anche la più ampia strategia di TomTom di ridefinire il modo in cui le mappe vengono costruite e impiegate. La piattaforma Orbis Maps, su cui si basa questa nuova offerta, integra dati proprietari e fonti open, combinando osservazioni derivate da sensori, contributi di comunità come OpenStreetMap e informazioni di partner in un’unica base dati coerente e interoperabile. Questo approccio non solo favorisce una copertura globale sempre più estesa — già oltre 235 Paesi e territori secondo le fonti aziendali — ma consente anche di mantenere le mappe fresche e aggiornate in tempi rapidi, sfruttando l’automazione e l’AI per validare e standardizzare i dati.
La transizione verso una mappatura più dettagliata e dinamica non è solo una questione tecnica, ma rappresenta un passo cruciale verso future applicazioni della mobilità, dove la navigazione e l’automazione si intrecciano sempre di più. Le mappe di livello di corsia di Orbis non sono destinate esclusivamente alle case automobilistiche o ai produttori di sistemi avanzati di guida, ma offrono anche potenzialità per una vasta gamma di settori, dalla logistica intelligente all’urbanistica digitale, fino alle soluzioni di trasporto connesse. In un’epoca in cui la guida autonoma e le infrastrutture intelligenti richiedono dati sempre più precisi e affidabili, l’approccio di TomTom con Orbis Lane Model Maps sembra rispondere a una necessità crescente: avere mappe che non solo descrivono dove andare, ma mostrano come e con quale dettaglio ogni elemento del percorso è strutturato.
