Immagine AI

Nonostante l’intelligenza artificiale sia il termine più discusso degli ultimi anni, esiste una profonda discrepanza tra ciò che la gente pensa di fare con il proprio telefono e ciò che accade realmente sotto la scocca. I dati diffusi dal colosso coreano mostrano una realtà sorprendente: circa l’80% dei proprietari di dispositivi compatibili ha già interagito con le funzioni AI e oltre due terzi le utilizza con regolarità. Negli Stati Uniti la penetrazione è ancora più marcata, raggiungendo il 90% degli utenti Galaxy. Eppure, quando si chiede alle persone se utilizzino attivamente l’AI nella loro quotidianità, le risposte dipingono un quadro di inconsapevolezza.

Un’indagine condotta da Talker Research su un campione di 2.000 adulti ha evidenziato questo scollamento percettivo. Solo il 38% degli intervistati ritiene di usare “effettivamente” l’intelligenza artificiale, mentre circa la metà è convinta di non utilizzarla affatto sul proprio cellulare. Questa confusione nasce dal fatto che molte delle funzioni che oggi consideriamo standard o banali sono, in realtà, alimentate da complessi algoritmi di apprendimento automatico. L’AI non si manifesta sempre attraverso una chat testuale complessa, ma lavora “dietro le quinte” per ottimizzare gesti semplici.

Le funzioni quotidiane più permeate dall’intelligenza artificiale spaziano dalla gestione degli avvisi meteo alla protezione dalle chiamate indesiderate, passando per la calibrazione automatica della fotocamera e la regolazione intelligente della luminosità del display. Anche la fotografia notturna, una delle caratteristiche più apprezzate degli smartphone moderni, deve la sua efficacia ai processi di calcolo che migliorano i dettagli in condizioni di scarsa luce. Un utente su cinque utilizza regolarmente la modalità notturna o guarda presentazioni video generate automaticamente dal sistema, spesso senza associarle al concetto di intelligenza artificiale.

Oltre a questi automatismi invisibili, Samsung sottolinea che gli strumenti più espliciti della Galaxy AI — come la funzione di ricerca avanzata, la traduzione in tempo reale, la sintesi dei testi e l’editing generativo delle immagini — stanno registrando tassi di adozione elevatissimi per scopi di produttività. La strategia dell’azienda è chiara: rendere l’intelligenza artificiale non un accessorio opzionale, ma uno strato fondamentale dell’esperienza utente che semplifica la vita senza richiedere uno sforzo di apprendimento.

Guardando al futuro prossimo, Samsung non intende rallentare. L’obiettivo dichiarato è quello di raddoppiare la base installata di dispositivi dotati di queste tecnologie, puntando a raggiungere 800 milioni di unità complessive entro la fine dell’anno. La sfida successiva sarà trasformare questa intelligenza silenziosa in un’esperienza “conversazionale” e ancora più personalizzata, dove lo smartphone non si limiterà a rispondere a comandi specifici, ma diventerà un partner capace di anticipare le necessità dell’utente in modo contestuale, rendendo quella che oggi è un’innovazione invisibile un pilastro fondamentale e riconosciuto della vita digitale.

Di Fantasy