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Negli ultimi giorni, una serie di indizi tecnici emersi dalle infrastrutture cloud ha alimentato con forza l’ipotesi che Anthropic stia per rilasciare Claude Sonnet 5.0, il successore di una delle famiglie di modelli più apprezzate dagli sviluppatori per l’equilibrio tra prestazioni e costi. Tutto ha avuto inizio con la diffusione sui social media di alcuni messaggi di errore apparentemente banali, che però nascondevano dettagli rivelatori. Alcuni utenti, tentando di interrogare le API tramite la piattaforma Vertex AI di Google Cloud, si sono imbattuti in un errore di risorsa non trovata che riportava una stringa di identificazione specifica legata proprio a una nuova versione di Sonnet datata febbraio 2026.

Questo tipo di fuga di notizie involontaria non è nuovo nel settore. Spesso, durante le fasi finali di test e integrazione nei database dei grandi fornitori cloud, i nomi dei modelli non ancora ufficializzati compaiono nei registri di sistema. Il fatto che il riferimento temporale sia così preciso suggerisce che l’endpoint del modello sia già stato registrato o sia in fase di valutazione interna. A differenza di un errore generico, la presenza di un percorso di progetto interno associato a un nome di versione standard indica che il catalogo del software è già presente nei database, in attesa solo di essere attivato per il pubblico. Molti osservatori esperti del settore sono convinti che questi segnali anticipino un lancio estremamente vicino, forse questione di giorni o di pochissime settimane.

Le indiscrezioni non si fermano però alla sola esistenza del modello, ma toccano specifiche tecniche che, se confermate, segnerebbero un salto generazionale notevole. Si parla di una finestra di contesto capace di gestire oltre un milione di token, un volume di dati enorme che permetterebbe di analizzare interi archivi di documenti o codici sorgente complessi in un’unica sessione. Inoltre, i primi dati trapelati sui benchmark descrivono un modello capace di superare i record stabiliti dalle versioni precedenti, come Claude Opus 4.5, specialmente in ambiti critici come lo sviluppo software. Si parla di un’accuratezza nell’ordine dell’ottanta per cento su test specializzati nella risoluzione di bug reali, il tutto a un costo che rimarrebbe competitivo e paragonabile a quello delle versioni intermedie attuali, rendendo la potenza di calcolo di alto livello molto più accessibile per le aziende.

In questo scenario, la competizione tra i grandi attori del mercato si sta facendo serrata e quasi simbolica, come dimostrano i nomi in codice che circolano tra gli addetti ai lavori. Tra le comunità di sviluppatori si sta diffondendo il motto secondo cui il progetto Fennec supererà Snowbunny, termini che identificano rispettivamente le prossime iterazioni di Claude e di Gemini. Questo suggerisce una percezione diffusa secondo cui Anthropic potrebbe mantenere o addirittura incrementare il proprio vantaggio tecnologico rispetto a Google nella corsa ai modelli di prossima generazione. Tuttavia, la risposta dei concorrenti non si farà attendere. Anche Google starebbe lavorando freneticamente al successore dei suoi modelli attuali, mentre OpenAI si prepara a scendere in campo con un nuovo aggiornamento della linea GPT, noto internamente come Garlic.

Ciò che emerge chiaramente da questo fermento è che il mese di febbraio 2026 potrebbe passare alla storia come il momento della grande competizione tra i modelli di frontiera. Non si tratta più soltanto di una gara a chi possiede il modello più grande, ma di una sfida sull’efficienza, sulla capacità di ragionamento logico e sulla facilità di integrazione nei processi produttivi reali. Se Claude Sonnet 5.0 dovesse effettivamente debuttare con le caratteristiche ipotizzate, stabilirebbe un nuovo standard per l’intero settore, costringendo i rivali a rispondere con innovazioni altrettanto radicali. Per gli utenti e gli sviluppatori, questo si traduce in strumenti sempre più sofisticati e veloci, capaci di trasformare radicalmente il modo in cui interagiamo con la tecnologia e costruiamo il software di domani.

Di Fantasy