Nel credito d’imposta ZES Unica per il 2026, troviamo l’introduzione di strumenti basati su intelligenza artificiale all’interno del processo di gestione, controllo e assegnazione dell’agevolazione. Non si tratta di una modifica marginale, ma di un cambiamento strutturale che incide sia sulla fase di accesso sia su quella di verifica degli investimenti.
La misura fiscale resta, nella sua architettura, una delle più rilevanti politiche di incentivo agli investimenti produttivi nel Mezzogiorno. Il credito d’imposta ZES Unica, esteso dalla legge di bilancio 2026 anche agli anni successivi, consente alle imprese di recuperare una quota significativa delle spese sostenute per beni strumentali, nuovi impianti o ampliamenti produttivi localizzati nelle aree agevolate. La logica economica è chiara: ridurre il costo effettivo dell’investimento per rendere più attrattivi territori caratterizzati da ritardi infrastrutturali o minore competitività.
Nel 2026, tuttavia, il funzionamento operativo del credito introduce un livello di complessità maggiore, legato proprio all’integrazione di sistemi digitali avanzati. Il processo di accesso all’incentivo non è più limitato alla semplice presentazione di una domanda, ma si articola in un sistema strutturato di comunicazioni telematiche, controlli incrociati e validazioni successive. Le imprese devono dichiarare in una prima fase gli investimenti effettuati o programmati e successivamente confermare quelli effettivamente realizzati attraverso una comunicazione integrativa, pena la perdita del beneficio.
È in questo flusso che interviene l’intelligenza artificiale: l’adozione di sistemi automatizzati consente all’amministrazione di analizzare in tempo reale grandi volumi di dati relativi agli investimenti dichiarati, confrontandoli con informazioni fiscali, contabili e territoriali. L’obiettivo non è solo velocizzare le procedure, ma soprattutto ridurre il rischio di errori e frodi, che negli anni precedenti hanno rappresentato una criticità significativa nella gestione dei crediti d’imposta.
L’integrazione dell’AI si traduce in un modello di controllo predittivo. Gli algoritmi non si limitano a verificare la correttezza formale delle comunicazioni, ma individuano anomalie e incoerenze tra i dati dichiarati e quelli disponibili nelle banche dati pubbliche. Ad esempio, un investimento dichiarato in un determinato sito produttivo può essere confrontato con dati catastali, fatturazione elettronica, flussi finanziari e altre informazioni amministrative, generando indicatori di rischio che orientano le verifiche successive.
Questa evoluzione modifica profondamente il rapporto tra impresa e incentivo fiscale. In passato, il controllo avveniva prevalentemente ex post, con verifiche a campione o a seguito di segnalazioni. Nel nuovo modello, invece, l’analisi avviene già in fase di richiesta e continua durante l’intero ciclo dell’investimento. Si passa quindi da un sistema dichiarativo a un sistema basato su monitoraggio continuo, in cui la coerenza dei dati diventa un requisito imprescindibile.
Il credito mantiene le sue caratteristiche economiche di forte incentivo. Le percentuali di agevolazione possono raggiungere livelli molto elevati, variabili in funzione della dimensione dell’impresa e della regione, con valori che arrivano fino al 60-70% per le piccole imprese nelle aree più svantaggiate. Questo rende la misura particolarmente attrattiva per progetti di investimento rilevanti, che devono però rispettare requisiti stringenti in termini di dimensione, localizzazione e permanenza nel territorio per un periodo minimo di anni.
Un altro aspetto tecnico evidenziato riguarda la natura degli investimenti ammissibili. Il credito si applica a progetti qualificabili come “investimenti iniziali”, secondo la normativa europea sugli aiuti di Stato, che includono la creazione di nuove unità produttive, l’ampliamento di strutture esistenti o la trasformazione dei processi produttivi. Questo vincolo è rilevante perché esclude interventi meramente sostitutivi o non strutturali, orientando la misura verso operazioni con impatto economico duraturo.
L’introduzione dell’intelligenza artificiale incide anche sulla gestione finanziaria del credito. Una volta riconosciuto, il beneficio è utilizzabile in compensazione tramite modello F24, ma solo dopo una serie di validazioni che certificano l’effettiva realizzazione degli investimenti e la correttezza della documentazione. In questo passaggio, i sistemi automatizzati svolgono un ruolo chiave nel verificare la corrispondenza tra fatture elettroniche, certificazioni e dati dichiarati.
