OpenAI e Anthropic stanno accelerando la loro espansione internazionale con due strategie differenti ma complementari: da un lato la costruzione di infrastrutture locali dedicate all’AI applicata nei sistemi pubblici e industriali, dall’altro il rafforzamento della presenza commerciale e enterprise nei principali hub economici europei.
OpenAI ha annunciato l’apertura del suo primo “Applied AI Lab” al di fuori degli Stati Uniti, scegliendo Singapore come base strategica per il Sud-est asiatico. L’iniziativa nasce da una partnership pluriennale con il governo singaporiano nell’ambito del programma “OpenAI for Singapore”, e rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alle classiche sedi internazionali focalizzate principalmente su vendite o supporto commerciale.
Il nuovo centro sarà infatti dedicato alla ricerca applicata e all’implementazione operativa dei modelli AI in contesti reali. L’obiettivo dichiarato è integrare modelli frontier all’interno delle istituzioni pubbliche e delle aziende locali, sviluppando casi d’uso concreti legati a produttività, istruzione, servizi governativi e trasformazione digitale enterprise.
Una delle caratteristiche più rilevanti del progetto è la forte presenza di figure tecniche operative. OpenAI prevede infatti di trasferire a Singapore numerosi Forward Deployed Engineers (FDE), cioè ingegneri specializzati nell’integrazione diretta dei modelli AI all’interno dei sistemi enterprise e governativi. Questo approccio riflette una tendenza crescente del settore: il valore competitivo non deriva più soltanto dal modello linguistico, ma dalla capacità di adattarlo rapidamente ai workflow reali dei clienti.
Parallelamente, OpenAI punta anche allo sviluppo di talenti locali e alla creazione di infrastrutture AI regionali. Nei prossimi anni l’azienda prevede di espandere il team locale fino a circa 200 dipendenti e di investire oltre 235 milioni di dollari nel progetto. Una parte delle attività sarà dedicata anche a missioni pubbliche specifiche, tra cui strumenti AI per il supporto all’apprendimento delle lingue native del Sud-est asiatico sviluppati in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione di Singapore.
La scelta di Singapore non è casuale. Il Paese è considerato uno degli hub strategici più importanti dell’Asia per infrastrutture cloud, finanza, semiconduttori e regolamentazione tecnologica. Inoltre, il governo singaporiano sta investendo massicciamente nella costruzione di un ecosistema AI nazionale capace di attrarre talenti, aziende frontier e ricerca avanzata.
Quasi in parallelo, Anthropic ha annunciato l’apertura di una nuova sede a Milan, rafforzando la propria presenza europea dopo le aperture di Londra, Parigi e Monaco di Baviera. A differenza dell’approccio adottato da OpenAI a Singapore, la strategia di Anthropic appare fortemente orientata al mercato enterprise B2B europeo.
Secondo l’azienda, la crescita nella regione EMEA è stata estremamente rapida: il fatturato ricorrente annuo nell’area sarebbe aumentato di oltre nove volte rispetto all’anno precedente, mentre il numero di grandi clienti enterprise sarebbe cresciuto di oltre dieci volte. Questo sta spingendo Anthropic a costruire una presenza più capillare direttamente nei principali poli industriali europei.
La scelta di Milano riflette precisamente questa strategia. La città viene considerata uno snodo centrale per settori come finanza, manifattura avanzata, design industriale e beni di consumo, tutti ambiti in cui le aziende stanno iniziando a integrare massicciamente agenti AI, automazione documentale, coding assistant e sistemi di reasoning enterprise.
Anthropic punta in particolare a consolidare l’adozione di Claude nelle grandi aziende europee, soprattutto nei workflow regolamentati dove sicurezza, governance e controllo dell’AI rappresentano elementi fondamentali. Negli ultimi mesi l’azienda ha infatti investito molto sul posizionamento enterprise dei propri modelli, enfatizzando affidabilità, interpretabilità e strumenti di controllo amministrativo.
L’espansione simultanea di OpenAI e Anthropic evidenzia anche un cambiamento strutturale del mercato AI globale. Fino a pochi anni fa gran parte dell’industria era fortemente concentrata nella Silicon Valley, mentre oggi i principali laboratori frontier stanno costruendo reti operative internazionali sempre più integrate con governi, infrastrutture locali e sistemi industriali regionali.
Il modello emergente sembra quindi andare oltre la semplice esportazione di API AI. Le aziende frontier stanno iniziando a creare veri ecosistemi locali di implementazione, integrazione e sviluppo applicativo, adattando i modelli AI ai contesti normativi, linguistici e industriali specifici delle diverse regioni del mondo.
