Immagine AI

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato in via definitiva la legge sull’uso responsabile e consapevole dell’intelligenza artificiale, rendendo la Toscana la prima Regione italiana a dotarsi di una disciplina organica in materia. Il testo, presentato dalla Giunta il 16 febbraio 2026, aveva ricevuto il via libera della commissione Cultura il 22 aprile e, a metà luglio, quello congiunto delle commissioni Ambiente e Affari istituzionali, arrivando in Aula con una serie di emendamenti. La normativa adotta un’impostazione antropocentrica, nella quale i sistemi di IA devono rimanere strumenti di supporto e non sostituire l’autonomia decisionale delle persone, soprattutto nei procedimenti amministrativi e nei servizi pubblici regionali.

Uno degli elementi centrali è la Carta toscana dei diritti digitali nell’era dell’intelligenza artificiale. La Carta riconosce ai cittadini il diritto a sapere quando un’amministrazione utilizza sistemi di IA, a ricevere spiegazioni comprensibili sulle decisioni o raccomandazioni prodotte dagli algoritmi e a chiedere l’intervento di una persona quando una decisione amministrativa viene automatizzata. Il sistema dovrà quindi garantire trasparenza, possibilità di contestazione e supervisione umana, insieme alla tutela dei dati personali e alla possibilità di segnalare eventuali violazioni dei principi stabiliti dalla legge. Sono inoltre previsti il diritto alla disconnessione, misure specifiche per la protezione dei minori e il riconoscimento del diritto alla cosiddetta “felicità digitale”, intesa come rapporto equilibrato e non penalizzante con le tecnologie.

La governance regionale sarà affidata a una Strategia periodica sull’intelligenza artificiale, attraverso la quale la Giunta dovrà stabilire obiettivi, procedure operative, risorse destinate a università e centri di ricerca, programmi di formazione, collaborazioni con soggetti pubblici e privati e sperimentazioni condotte tramite regulatory sandbox. La Strategia dovrà includere anche azioni rivolte ai territori della cosiddetta Toscana diffusa, indicazioni per l’accesso a infrastrutture digitali adeguate e misure per favorire interoperabilità, standard aperti, portabilità dei dati e autonomia tecnologica del sistema regionale. L’obiettivo è evitare che l’adozione dell’IA nella pubblica amministrazione dipenda da sistemi chiusi o difficilmente trasferibili e utilizzare la tecnologia per migliorare servizi e processi senza perdere il controllo sui dati e sulle decisioni.

La legge istituisce inoltre un Osservatorio regionale sull’intelligenza artificiale, supportato da IRPET, con il compito di analizzare l’impiego dei sistemi algoritmici, raccogliere segnalazioni, valutare gli effetti economici e sociali e tutelare i diritti delle persone e delle comunità coinvolte. A questo organismo si affianca un Centro di competenza regionale sull’IA, chiamato a collegare Regione, università, ricerca, imprese ed enti pubblici, sostenendo attività scientifiche, sperimentazioni e trasferimento delle competenze. I dati raccolti potranno essere condivisi in forma anonima e aggregata con gli organismi di ricerca toscani per studi sull’evoluzione e sull’impatto dell’intelligenza artificiale.

Un ulteriore intervento riguarda il rafforzamento dei Punti Digitale Facile, che dovranno assistere cittadini e imprese nell’utilizzo consapevole delle tecnologie, fornire orientamento e gestire un primo livello di segnalazioni. La Regione dovrà elaborare linee guida rivolte agli enti pubblici e, in forma di supporto all’autoregolazione, anche agli operatori privati, con particolare attenzione alle micro, piccole e medie imprese. Le indicazioni saranno definite insieme a università, centri di ricerca, enti locali e portatori di interesse, aggiornate periodicamente e diffuse anche in versioni semplificate per raggiungere le persone che non utilizzano abitualmente strumenti di IA.

Il provvedimento dedica uno spazio specifico anche a istruzione, orientamento, formazione e lavoro. La Regione dovrà promuovere competenze tecniche e consapevolezza delle implicazioni etiche, sostenere l’aggiornamento professionale e osservare gli effetti dei sistemi di IA sull’occupazione, sull’organizzazione delle attività e sulle competenze richieste nei settori pubblico e privato. Ogni anno la Giunta dovrà inviare al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione della legge, indicando i sistemi adottati o sperimentati dagli enti, le loro finalità, i procedimenti interessati, il livello di rischio attribuito secondo l’AI Act europeo, le eventuali valutazioni d’impatto e le modalità di sorveglianza umana applicate.

La nuova normativa prosegue il percorso avviato con la legge regionale 57 del 2024 sull’innovazione e sulla cittadinanza digitale, con le linee guida per l’uso dell’IA nella pubblica amministrazione e con il potenziamento del Consorzio Metis, utilizzato come riferimento per la digitalizzazione degli enti locali, della sanità e degli uffici regionali. La Toscana partecipa inoltre al progetto interregionale Reg4IA insieme a Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, dedicato all’impiego dell’intelligenza artificiale generativa e alla resilienza dei territori. La legge non prevede nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale: le attività dovranno essere realizzate utilizzando le risorse umane, tecnologiche e finanziarie già disponibili.

Di Fantasy