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Amazon Web Services ha reso disponibile Web Search all’interno di Amazon Bedrock, permettendo ai modelli di fondare le proprie risposte su informazioni aggiornate recuperate dal web senza collegare servizi di ricerca esterni. La funzione viene attivata mediante un singolo parametro nelle richieste effettuate attraverso un’API compatibile con quella di OpenAI e restituisce risposte accompagnate da citazioni strutturate, collegate alle fonti utilizzate durante la generazione.

L’integrazione estende direttamente al livello di inferenza una tecnologia introdotta nel giugno 2026 in Bedrock AgentCore. In quella configurazione, la ricerca web era disponibile per gli agenti attraverso AgentCore Gateway e il Model Context Protocol, mentre la nuova versione può essere richiamata da una normale applicazione che interroga un modello supportato, senza dover predisporre preventivamente un’infrastruttura agentica.

Prima di questo aggiornamento, l’utilizzo di informazioni online in Amazon Bedrock richiedeva generalmente la scelta di un fornitore di ricerca, l’integrazione delle relative API, la gestione delle credenziali, la costruzione della logica di orchestrazione e una valutazione separata della sicurezza del servizio esterno. Web Search concentra queste attività all’interno dell’infrastruttura AWS, eliminando la necessità di introdurre un ulteriore fornitore e di coordinare manualmente il recupero dei risultati con la generazione del modello.

Il sistema utilizza un indice web gestito da Amazon, composto da miliardi di documenti e aggiornato continuamente, al quale viene affiancato un knowledge graph destinato a rappresentare entità e relazioni. Per le richieste fattuali, il modello può utilizzare le informazioni strutturate del grafo anziché dedurre la risposta esclusivamente dai testi estratti dalle pagine. Il recupero dei contenuti avviene attraverso l’estrazione semantica degli snippet rilevanti, riducendo la quantità di elementi accessori e di testo non necessario inserita nella finestra di contesto.

Quando Web Search è attivo, il modello identifica autonomamente la presenza di una lacuna informativa e Bedrock costruisce la query, interroga l’indice e il knowledge graph, seleziona i passaggi utili e inserisce nel contesto gli snippet, i titoli e gli indirizzi delle fonti. La risposta finale comprende annotazioni che associano ciascuna fonte agli intervalli esatti di caratteri sostenuti dal relativo contenuto, consentendo alle applicazioni di mostrare citazioni precise invece di un semplice elenco generale di collegamenti.

Se i primi risultati non sono sufficienti, il modello può riformulare la ricerca ed eseguire una nuova interrogazione durante lo stesso turno. Quando il materiale recuperato non permette di sostenere una risposta, il sistema è progettato per dichiarare l’insufficienza delle informazioni invece di colmare automaticamente il vuoto utilizzando soltanto quanto memorizzato nei parametri del modello.

Il servizio viene addebitato separatamente rispetto all’inferenza del modello. Nelle tre regioni statunitensi inizialmente supportate, il prezzo indicato è di 12 dollari ogni 1.000 query. La versione disponibile attraverso AgentCore mantiene una tariffazione distinta, poiché opera in un livello differente dell’infrastruttura Bedrock.

Le condizioni di utilizzo impongono alle applicazioni rivolte agli utenti finali di conservare e visualizzare le citazioni e i collegamenti restituiti dal sistema. Web Search non può inoltre essere impiegato per estrarre contenuti in grandi quantità o per costruire un indice concorrente a quello gestito da Amazon. Questi vincoli rendono la provenienza delle informazioni una componente obbligatoria della risposta e non un elemento facoltativo dell’interfaccia.

Al momento del lancio, la funzione è compatibile esclusivamente con i modelli OpenAI distribuiti attraverso l’endpoint di inferenza Bedrock Mantle e richiamati mediante la Responses API. L’elenco comprende GPT-5.4, GPT-5.5 e le tre varianti di GPT-5.6 denominate Luna, Terra e Sol. I modelli di Anthropic, Meta, Mistral e la famiglia Nova di Amazon non sono inizialmente inclusi tra quelli supportati.

Web Search è disponibile nelle regioni AWS us-east-1, us-east-2 e us-west-2. Le richieste vengono elaborate all’interno della regione selezionata e ogni area dispone di un proprio livello di ricerca e recupero. Query, contenuti acquisiti, dati dell’indice e risultati non vengono trasferiti attraverso i confini regionali, permettendo alle aziende di mantenere un controllo più preciso sulla localizzazione delle elaborazioni.

Per impostazione predefinita, il recupero viene eseguito sull’indice e sulla cache di Amazon Bedrock, che contengono una copia dei materiali web ospitata all’interno dell’infrastruttura AWS. I dati della richiesta non devono quindi uscire dal perimetro del cloud per raggiungere un motore di ricerca esterno. Il recupero diretto di pagine dal web al momento della richiesta non è ancora disponibile, anche se l’API contiene già il relativo parametro. Una futura attivazione richiederà un’autorizzazione IAM separata ed esplicitamente concessa dal cliente.

Le operazioni vengono registrate automaticamente attraverso AWS CloudTrail. Per ogni ricerca o recupero vengono memorizzati l’identità che ha effettuato la chiamata, l’orario e la regione utilizzata, mentre le richieste rifiutate includono la condizione che ha impedito l’accesso. I log non contengono il testo delle query, gli indirizzi restituiti o il contenuto delle pagine, offrendo così una traccia delle operazioni senza esporre direttamente ciò che gli utenti hanno cercato.

La differenza principale rispetto alla versione AgentCore riguarda il punto di integrazione. In AgentCore, Web Search viene collegato come strumento a un gateway ed è destinato alle applicazioni che utilizzano già agenti e MCP. Nella nuova configurazione, la ricerca è invece inserita direttamente nel corpo di una normale richiesta di inferenza, rendendola accessibile anche a software che non possiedono una vera architettura agentica.

Per attivare il servizio è necessario assegnare attraverso IAM le autorizzazioni relative alle operazioni di ricerca e recupero, oltre ai normali permessi di inferenza di Bedrock. L’autenticazione verso l’endpoint Bedrock Mantle utilizza un bearer token temporaneo generato dalle credenziali AWS esistenti, evitando l’introduzione di una chiave API distinta per il motore di ricerca.

L’integrazione consente quindi di aggiungere informazioni web aggiornate, ricerca iterativa e citazioni verificabili alle applicazioni basate su Amazon Bedrock modificando direttamente la richiesta inviata al modello. La gestione dell’indice, delle query, del recupero, dell’inserimento dei risultati nel contesto e delle annotazioni viene eseguita dall’infrastruttura AWS, mentre alle aziende restano la configurazione dei permessi, la visualizzazione obbligatoria delle fonti e il pagamento delle interrogazioni effettuate.

Di Fantasy