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Una corte d’appello federale statunitense ha annullato il provvedimento che vietava temporaneamente all’agente di acquisto di Perplexity di operare sulla piattaforma Amazon. La decisione riguarda uno dei primi casi federali in cui viene valutata la legittimità dell’uso di agenti AI capaci di navigare nei siti, accedere agli account degli utenti e completare acquisti o altre transazioni online per loro conto.

Il tribunale ha ritenuto che Amazon difficilmente riuscirà a dimostrare, nel giudizio di merito, che il comportamento dell’agente violi il Computer Fraud and Abuse Act, la legge statunitense contro l’accesso non autorizzato ai sistemi informatici. Secondo i giudici, a entrare effettivamente nella piattaforma sono gli utenti che scelgono di utilizzare l’agente di Perplexity, non la società stessa, rendendo più difficile sostenere che l’azienda abbia effettuato un accesso illecito ai sistemi di Amazon.

La controversia era iniziata nel novembre 2025, quando Amazon aveva citato in giudizio Perplexity. Al centro del caso c’era l’agente integrato in Comet, il browser sviluppato dalla società, capace di collegarsi agli account Amazon degli utenti, cercare prodotti e inoltrare ordini. Amazon sosteneva che questo utilizzo costituisse un accesso non autorizzato, introducesse rischi per la sicurezza e fosse proseguito nonostante ripetute richieste di interruzione.

Nel marzo 2026, un tribunale federale della California aveva accolto in via preliminare le argomentazioni di Amazon, ritenendo sufficientemente solide le prove di una possibile violazione del Computer Fraud and Abuse Act. Era stata quindi emessa un’ingiunzione temporanea che impediva all’agente di Perplexity di operare sulla piattaforma durante lo svolgimento della causa.

Perplexity ha sostenuto che l’azione legale servisse in realtà a limitare la libertà degli utenti di scegliere quale assistente AI utilizzare. La società ha inoltre collegato il conflitto al modello pubblicitario di Amazon: un agente automatizzato non visualizza gli annunci come farebbe una persona e potrebbe quindi ridurre il valore delle inserzioni mostrate durante la ricerca e il confronto dei prodotti.

La corte d’appello non ha stabilito in modo definitivo che il servizio di Perplexity sia legittimo, ma ha rimosso il blocco temporaneo perché non ha considerato sufficientemente probabile il successo di Amazon nella causa sulla base della normativa invocata. Il procedimento principale continuerà e dovrà affrontare anche gli aspetti contrattuali, tecnici e di sicurezza legati all’accesso automatizzato alla piattaforma.

Amazon ha dichiarato di non condividere la decisione, di essere convinta di poter prevalere nel giudizio di merito e di stare valutando le successive iniziative legali. Perplexity ha affermato che continuerà a difendere il diritto degli utenti di scegliere liberamente gli strumenti AI con cui accedere e interagire con Internet.

Di Fantasy