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Google ha presentato la nuova gamma Pixel 11, composta da Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold, introducendo un’impostazione nella quale l’intelligenza artificiale diventa parte strutturale del funzionamento dello smartphone e non soltanto un servizio richiamabile attraverso un’app separata. L’elemento centrale della nuova generazione è Gemini Intelligence, progettata per comprendere ciò che l’utente sta facendo sul dispositivo, collegare informazioni distribuite tra applicazioni e servizi diversi e intervenire direttamente per completare attività operative. Il sistema può combinare, per esempio, dati provenienti da messaggi, calendario e mappe per verificare quando sia possibile organizzare un viaggio, confrontare diverse modalità di spostamento e avviare una prenotazione al ristorante.

La differenza principale rispetto all’utilizzo tradizionale di un chatbot consiste nell’integrazione di Gemini direttamente all’interno di Android. L’utente non deve quindi necessariamente aprire un’applicazione AI e formulare una richiesta separata, perché il sistema può utilizzare il contesto già disponibile nello smartphone e operare attraverso più servizi. Google punta in questo modo a trasformare l’assistente AI da strumento destinato soprattutto alla ricerca e alla generazione di informazioni in un’interfaccia capace di eseguire compiti. Rick Osterloh, responsabile della divisione dispositivi di Google, ha descritto questa evoluzione come un possibile cambiamento nel modo in cui vengono utilizzati smartphone e computer dopo un periodo di circa 10-15 anni durante il quale l’interazione con questi dispositivi è rimasta sostanzialmente invariata.

Tra le nuove funzioni compare Rambler, una tecnologia di input vocale e trascrizione sviluppata per riconoscere in modo più accurato il linguaggio naturale utilizzato nelle conversazioni reali, comprese formulazioni meno strutturate rispetto ai comandi vocali tradizionali. Google ha inoltre rafforzato le funzioni dedicate all’individuazione di truffe e phishing e ha esteso l’integrazione di Gemini all’interno di Android, con l’obiettivo di rendere l’assistenza AI disponibile in un numero maggiore di situazioni operative senza interrompere il flusso di utilizzo del dispositivo.

Pixel 11 rappresenta anche uno dei principali strumenti con cui Google intende competere con Apple sul terreno degli smartphone AI. Apple dovrebbe introdurre una nuova generazione di Siri rafforzata anche attraverso modelli Gemini di Google, con funzioni destinate a comprendere informazioni personali, interpretare ciò che viene mostrato sullo schermo e svolgere attività attraverso applicazioni differenti. Google sostiene comunque che l’esperienza AI dei Pixel non sarà equivalente a quella disponibile su iPhone, perché alcune funzioni rimarranno specifiche di Android e potranno sfruttare un’integrazione più stretta con i servizi proprietari dell’azienda.

L’intelligenza artificiale non rappresenta tuttavia ancora uno dei principali motivi che inducono i consumatori a sostituire lo smartphone. Secondo i dati di Counterpoint Research riportati in occasione della presentazione, l’AI occupa attualmente una posizione compresa tra il sesto e il settimo posto tra i fattori che determinano l’acquisto di un nuovo dispositivo. La posizione è comunque migliorata di uno o due livelli nelle rilevazioni più recenti con l’evoluzione di Gemini e Apple Intelligence. La capacità di trasformare le nuove funzioni AI in casi d’uso percepibili e realmente utili diventa quindi un elemento centrale per capire se questa tecnologia riuscirà a incidere in maniera concreta sui cicli di sostituzione degli smartphone.

Alla nuova strategia software si affianca inoltre un problema legato ai costi dell’hardware. Google segnala una situazione di carenza sia per le memorie DRAM sia per le memorie flash, con conseguenti pressioni sui prezzi che interessano l’intero settore dell’elettronica. Osterloh ha indicato che questa condizione potrebbe rendere inevitabili aumenti dei prezzi dei dispositivi anche per Google, analogamente a quanto potrebbe avvenire per altri produttori. La gamma Pixel 11 arriva quindi sul mercato mentre l’azienda cerca contemporaneamente di spostare il valore percepito dello smartphone dalle sole specifiche hardware verso un sistema operativo nel quale l’AI è in grado di comprendere il contesto dell’utente e di trasformarlo direttamente in azioni eseguibili.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy