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OpenAI ha pubblicato il nuovo report Enterprise Signals dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle aziende, rilevando un passaggio sempre più netto dagli assistenti utilizzati per rispondere a domande o produrre contenuti verso agenti capaci di eseguire attività articolate composte da più passaggi. Le aziende con i livelli di utilizzo più elevati, definite “frontier companies”, dispongono sostanzialmente degli stessi modelli delle altre organizzazioni ma li collegano più rapidamente al contesto aziendale, agli strumenti interni e a workflow ripetibili. Nel giugno 2026 Codex ha rappresentato il 64% di tutti i token di output generati complessivamente da Codex e ChatGPT presso i clienti enterprise. Poiché le attività agentiche di lunga durata richiedono generalmente più elaborazione e producono una quantità maggiore di output rispetto a una normale interazione domanda-risposta, il dato indica uno spostamento dell’utilizzo aziendale dell’AI verso l’esecuzione concreta del lavoro.

L’espansione più marcata non si sta verificando nei reparti di sviluppo software, dove gli agenti AI hanno trovato inizialmente una delle applicazioni principali, ma nelle funzioni di knowledge work non tecniche. Da febbraio 2026 il numero settimanale di utenti aziendali attivi di Codex è aumentato di 108 volte nell’area legale, di 41 volte nelle vendite, di 41 volte nel recruiting e di 26 volte nel marketing. Nello stesso periodo l’aumento registrato nell’ingegneria è stato di circa cinque volte, evidenziando quindi una velocità di adozione significativamente superiore nelle funzioni professionali che fino a poco tempo fa utilizzavano l’AI prevalentemente come supporto alla scrittura, alla ricerca o alla comunicazione.

L’analisi dei messaggi prodotti nelle diverse funzioni aziendali mostra anche una modifica nella natura delle attività affidate ai sistemi. Nell’utilizzo tradizionale di ChatGPT prevalgono scrittura e comunicazione, mentre nelle interazioni con gli agenti AI circa il 75% dei messaggi riguarda coding, gestione di sistemi e funzionamento degli stessi agenti. L’adozione si sta quindi spostando dal supporto individuale alla produzione di documenti verso flussi nei quali l’AI partecipa direttamente all’esecuzione delle attività di un team, utilizzando strumenti e procedure operative collegate all’ambiente dell’azienda.

Anche la diffusione varia in modo significativo tra i diversi settori. I servizi professionali, scientifici e tecnici registrano i livelli più elevati sia nell’adozione di Codex sia nell’intensità di utilizzo delle API. Il settore delle arti e dell’intrattenimento si colloca invece tra quelli con la maggiore diffusione di ChatGPT, mentre il manifatturiero figura ai primi posti per intensità di utilizzo dello stesso ChatGPT. La distribuzione mostra quindi modalità di adozione differenti: alcune industrie stanno privilegiando l’integrazione tecnica e programmabile attraverso API e agenti, mentre altre concentrano un volume maggiore di attività nell’interfaccia conversazionale.

Il report rileva inoltre un aumento molto rapido della distanza tra le organizzazioni che utilizzano l’AI in maniera intensiva e quelle con livelli di adozione intermedi. A giugno, le aziende appartenenti al 10% con il maggiore consumo mensile di AI generavano per ciascun utente attivo una quantità di token di output 8,3 volte superiore rispetto alle aziende mediane. A gennaio lo stesso rapporto era di 2,6 volte, quindi in circa cinque mesi la distanza relativa è più che triplicata. Il divario più elevato si registra nel settore dell’informazione e dell’IT, dove l’utilizzo di AI per singolo utente nelle aziende più avanzate risulta 11,7 volte superiore rispetto alle organizzazioni con livelli medi di adozione.

La differenza deriva soprattutto dal grado di integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali. Le organizzazioni più avanzate non stanno semplicemente aumentando il numero di richieste rivolte ai modelli, ma collegano gli agenti ai sistemi interni e trasformano attività ricorrenti in workflow nei quali l’AI può intervenire direttamente. I dati mostrano quindi una crescita particolarmente rapida dell’utilizzo agentico nelle professioni legali, commerciali, di selezione del personale e marketing, accompagnata da un ampliamento del divario tra le aziende che utilizzano l’AI come semplice strumento di supporto e quelle che l’hanno già incorporata nei propri processi operativi.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy