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LinkedIn sta riducendo in modo misurabile la diffusione dei contenuti classificati come “AI slop”, con una diminuzione complessiva delle visualizzazioni pari al 40% rispetto a poche settimane prima. Il dato è stato comunicato dal Chief Product Officer Hari Srinivasan dopo l’introduzione della funzione “Seems like AI slop”, attraverso la quale gli utenti possono segnalare post e commenti considerati contenuti generati con l’intelligenza artificiale a basso sforzo, poveri di sostanza o privi di una prospettiva originale. La funzione è stata lanciata il 30 luglio e, nelle prime due settimane, è stata utilizzata da oltre un milione di persone. LinkedIn non considera automaticamente ogni contenuto realizzato con strumenti di AI come problematico: il bersaglio sono soprattutto i materiali generici, ripetitivi o prodotti in maniera massiva e automatizzata.

La segnalazione degli utenti si aggiunge ai sistemi automatici che LinkedIn aveva già iniziato a sviluppare per identificare questo tipo di contenuto. La piattaforma utilizza tecnologie realizzate insieme al proprio team editoriale e addestrate per distinguere i contributi che contengono prospettive, contesto ed esperienza da quelli che appaiono genericamente costruiti o ripetitivi, anche quando risultano formalmente ben scritti. Nei primi test LinkedIn aveva dichiarato un’accuratezza del 94% nell’identificazione dei contenuti generici. I sistemi non si concentrano soltanto sui post, ma anche sui commenti pubblicati su larga scala tramite strumenti di automazione e sulle risposte che si limitano a riformulare il contenuto originale senza aggiungere nuove informazioni. Quando un contenuto appare generato dall’AI e privo di un contributo riconoscibile, la sua distribuzione può essere ridotta soprattutto al di fuori della rete diretta dell’autore.

Il nuovo pulsante di segnalazione introduce quindi anche il giudizio della community nel processo di classificazione. LinkedIn ha spiegato di voler adottare un approccio prevalentemente informativo anziché semplicemente punitivo: quando un post riceve una quantità significativa di feedback che lo identifica come AI slop, l’autore può ricevere un’indicazione all’interno di Post Analytics. La società ha inoltre dichiarato di aver introdotto sistemi di protezione contro possibili abusi della funzione, in modo che una serie di segnalazioni coordinate non determini automaticamente la penalizzazione di un contenuto. Srinivasan ha comunque precisato che il lavoro non è concluso e che la riduzione del 40% rappresenta il risultato delle misure adottate finora, mentre LinkedIn continuerà a intervenire per mantenere maggiore visibilità per persone e prospettive considerate autentiche.

L’intervento arriva mentre la presenza di contenuti generati dall’intelligenza artificiale sulla piattaforma è diventata particolarmente rilevante. Un’analisi realizzata da Pangram aveva stimato che circa il 41% dei post long-form pubblicati su LinkedIn potesse essere interamente generato dall’AI e che i post principali della piattaforma avessero una probabilità circa 1,35 volte superiore rispetto ai commenti di essere prodotti con strumenti generativi. LinkedIn permette allo stesso tempo l’utilizzo dell’intelligenza artificiale come supporto alla scrittura e ha chiarito più volte che non intende vietarla: l’uso dell’AI per migliorare il linguaggio o assistere nella preparazione di un testo rimane ammesso, purché il risultato rappresenti effettivamente la voce, l’esperienza o il punto di vista della persona che lo pubblica.

La strategia comprende anche un rafforzamento dei sistemi di verifica dei profili. Più di 100 milioni di membri hanno già aggiunto almeno una verifica al proprio account e LinkedIn consente di utilizzare questo elemento come segnale di affidabilità in diverse aree della piattaforma, comprese visualizzazioni dei profili, candidature e conversazioni nel feed. In parallelo, vengono limitati engagement artificiali, commenti automatizzati e altre attività considerate non autentiche, che possono essere escluse dalle sezioni dei commenti più rilevanti, avere una distribuzione ridotta oppure, nei casi di violazione delle policy, portare a restrizioni dell’account. La riduzione del 40% delle visualizzazioni dell’AI slop rappresenta quindi uno dei primi risultati quantitativi della combinazione tra rilevamento automatico, segnalazioni della community e limitazione algoritmica della distribuzione.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy