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Un gruppo di ricerca del KAIST ha sviluppato SweepLED, una tecnologia per individuare telecamere nascoste utilizzando uno smartphone dotato di un semplice accessorio a LED. Il progetto è stato realizzato dal team guidato dal professor Han Jun della School of Computing del Korea Advanced Institute of Science and Technology in collaborazione con la National University of Singapore e la Singapore Management University. Il sistema punta a superare alcuni limiti dei rilevatori portatili tradizionali, che possono scambiare per lenti di una telecamera anche superfici riflettenti come metallo, vetro o plastica lucida.

Il funzionamento di SweepLED si basa sull’analisi delle variazioni della luce riflessa quando cambia la direzione dell’illuminazione. Durante la scansione, la fotocamera dello smartphone rimane fissa, mentre il dispositivo LED modifica progressivamente l’angolo da cui la luce colpisce la superficie osservata. Oggetti comuni come vetro, plastica lucida e metallo producono punti di riflessione che si spostano, cambiano forma oppure scompaiono al variare della direzione della luce. Una lente fotografica presenta invece un comportamento differente a causa della propria struttura interna, composta da più elementi ottici, diaframma e sensore d’immagine, che genera pattern di riflessione caratteristici e deformazioni specifiche durante il movimento dell’illuminazione.

Per distinguere automaticamente questi comportamenti, il sistema utilizza un modello di deep learning addestrato ad analizzare l’evoluzione temporale delle riflessioni. L’utente non deve quindi limitarsi a osservare la presenza di un punto luminoso e decidere autonomamente se appartenga a una telecamera: SweepLED considera contemporaneamente il movimento, la forma e la trasformazione delle riflessioni rilevate da più angolazioni e utilizza l’AI per classificare l’oggetto. In questo modo il processo di rilevamento e identificazione della lente viene automatizzato, riducendo il rischio di falsi positivi provocati da altre superfici lucide presenti nell’ambiente.

Nei test condotti dal gruppo di ricerca su 30 oggetti rappresentativi di quelli che possono essere incontrati in ambienti reali, SweepLED ha raggiunto un’accuratezza di rilevamento del 94%. Il tempo necessario per esaminare un singolo oggetto è risultato inferiore a cinque secondi, consentendo quindi di eseguire controlli relativamente rapidi utilizzando direttamente la fotocamera dello smartphone e il modulo di illuminazione.

Uno degli elementi principali del progetto riguarda il costo dell’hardware. I componenti essenziali necessari per realizzare la custodia LED da applicare allo smartphone costano meno di 7 dollari, equivalenti a circa 10.000 won. La configurazione non richiede quindi un rilevatore professionale dedicato, ma sfrutta fotocamera e capacità di elaborazione di un dispositivo mobile già disponibile, aggiungendo soltanto il sistema di illuminazione controllata necessario per generare le variazioni di riflessione analizzate dal modello AI.

La struttura del dispositivo apre inoltre alla possibilità di trasformare SweepLED in un accessorio consumer per smartphone. Il gruppo di ricerca indica infatti come possibile evoluzione la realizzazione di rilevatori economici integrati in custodie o accessori mobili, destinati anche agli utenti comuni. Il professor Han Jun ha sottolineato che la ricerca nasce dal problema delle telecamere utilizzate per riprese illegali negli spazi quotidiani e combina hardware a basso costo basato su smartphone con analisi AI per costruire uno strumento di rilevamento utilizzabile nella pratica.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy