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Amazon ha fissato al 30 settembre 2026 la chiusura definitiva di Amazon Mechanical Turk, il marketplace di crowdsourcing utilizzato per mettere in contatto aziende e sviluppatori con una forza lavoro distribuita incaricata di svolgere piccoli compiti digitali. La piattaforma, conosciuta anche come MTurk, consentiva ai cosiddetti Requester di pubblicare attività denominate Human Intelligence Tasks, o HIT, che venivano eseguite da lavoratori umani dietro compenso. Amazon aveva definito questo modello “Artificial Artificial Intelligence”, sottolineando il ruolo dell’intelligenza umana all’interno di processi software che, dall’esterno, potevano apparire completamente automatizzati. La decisione arriva dopo una valutazione dei programmi, degli strumenti e dei servizi dell’azienda e comporterà la cessazione completa del servizio a partire dalla data indicata.

La chiusura seguirà una procedura specifica sia per i Worker sia per i Requester. I lavoratori dovranno verificare nel portale MTurk Worker le proprie preferenze di pagamento, compreso il metodo utilizzato, la frequenza dei trasferimenti e il relativo calendario. Dopo la chiusura, gli importi continueranno a essere distribuiti secondo il programma di pagamento già impostato da ciascun utente. Tutti gli HIT completati e approvati verranno quindi liquidati attraverso le normali procedure previste dalla piattaforma, mentre la documentazione fiscale continuerà a essere fornita secondo le modalità e le scadenze già stabilite da MTurk.

Il 30 settembre 2026 terminerà anche la possibilità di inviare nuovi risultati relativi agli HIT. Tutte le attività rimaste non consegnate alla scadenza verranno automaticamente considerate scadute. Per i lavori già completati, i Requester conserveranno invece i 30 giorni previsti dalla politica standard di approvazione della piattaforma per decidere se approvarli o rifiutarli. Il termine finale sarà quindi il 30 ottobre 2026; in assenza di una decisione entro quella data, gli HIT saranno approvati automaticamente. Fino al 30 ottobre i Requester potranno inoltre continuare ad assegnare bonus ai Worker.

Anche i clienti che utilizzano Mechanical Turk per pubblicare attività dovranno controllare le proprie informazioni di pagamento nel MTurk Requester Portal, in modo da permettere ad Amazon di elaborare correttamente gli eventuali rimborsi. I saldi prepagati ancora disponibili negli account Requester verranno restituiti integralmente entro 30 giorni e i clienti riceveranno la fattura finale di MTurk all’interno dei successivi cicli di fatturazione AWS. La cronologia delle transazioni non scomparirà immediatamente con la chiusura del marketplace, ma resterà consultabile fino al 28 gennaio 2027.

La cessazione di Mechanical Turk riguarderà anche alcuni servizi AWS che utilizzavano la forza lavoro della piattaforma. Dal 30 settembre 2026 il tipo di lavoratore “Amazon Mechanical Turk” non sarà più selezionabile in Amazon SageMaker Ground Truth per la creazione di lavori di etichettatura dei dati e non potrà più essere utilizzato in Amazon Augmented AI per configurare workflow di revisione umana. I team che avevano costruito pipeline di machine learning affidandosi direttamente alla forza lavoro crowdsourced di Amazon dovranno quindi utilizzare una diversa sorgente di lavoratori per continuare a eseguire queste attività.

Mechanical Turk prende il nome da una celebre macchina per giocare a scacchi costruita nel XVIII secolo. Nel 1769 il nobile ungherese Wolfgang von Kempelen realizzò un automa meccanico capace apparentemente di affrontare e sconfiggere giocatori umani. La macchina venne mostrata in Europa e incuriosì, tra gli altri, Benjamin Franklin e Napoleone Bonaparte. Von Kempelen mostrava al pubblico ingranaggi, ruote dentate e molle contenuti nel mobile, dando l’impressione che la macchina fosse realmente in grado di prendere decisioni autonomamente. In realtà, all’interno della struttura era nascosto un giocatore di scacchi umano. Amazon riprese proprio questo principio per descrivere Mechanical Turk: dietro un’interfaccia software e richieste apparentemente automatizzate operavano persone incaricate di svolgere attività nelle quali il giudizio umano risultava più efficace rispetto a quello delle macchine.

Il servizio era nato inizialmente per risolvere alcuni problemi interni di elaborazione dei dati di Amazon che richiedevano capacità di valutazione e intelligenza umana. Successivamente l’azienda decise di trasformare il sistema in un servizio web esterno, permettendo ad altre organizzazioni di utilizzare l’intelligenza umana come componente delle proprie applicazioni. Attraverso l’interfaccia web oppure mediante le API, i Requester potevano inviare attività, ricevere i risultati, approvare il lavoro svolto e integrare le risposte direttamente nei propri sistemi. Dal punto di vista di un’applicazione, una richiesta effettuata tramite API poteva apparire simile a una normale chiamata remota a un servizio software, anche se l’elaborazione veniva in realtà eseguita da una rete di lavoratori umani che completavano gli incarichi in cambio di una ricompensa.

Mechanical Turk era stato progettato come una forza lavoro globale, disponibile su richiesta 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Tra gli ambiti di utilizzo indicati dalla piattaforma figuravano lo sviluppo di sistemi di machine learning, l’outsourcing di processi aziendali, la validazione dei dati, la partecipazione a sondaggi e la moderazione dei contenuti. Gli HIT potevano comprendere, per esempio, la classificazione di prodotti o immagini, la moderazione di contenuti provenienti dal web e dai social media oppure la raccolta di dati pubblicati online.

Nel machine learning MTurk veniva utilizzato soprattutto per raccogliere e annotare le grandi quantità di dati necessarie all’addestramento dei modelli e per realizzare sistemi human-in-the-loop, nei quali il feedback umano contribuiva alla verifica e al successivo riaddestramento degli algoritmi. Un esempio era la creazione di bounding box attorno agli oggetti presenti nelle immagini per costruire dataset destinati a modelli di computer vision. Si trattava di attività considerate troppo ambigue per essere risolte esclusivamente attraverso procedure meccaniche e, allo stesso tempo, troppo estese per essere affidate soltanto a gruppi tradizionali di esperti.

Il modello economico di Mechanical Turk prevedeva che il costo di ciascun HIT fosse composto dalla ricompensa stabilita dal Requester per il Worker e da una commissione destinata alla piattaforma. La tariffa standard applicata da MTurk era pari al 20% dell’importo della ricompensa e degli eventuali bonus. Per gli HIT che prevedevano dieci o più assegnazioni veniva applicata un’ulteriore commissione del 20% sulla ricompensa, mentre il costo minimo era di 0,01 dollari per ciascuna assegnazione o pagamento di bonus.

L’utilizzo della Masters Qualification, qualifica attribuita ai Worker che avevano dimostrato prestazioni particolarmente elevate su un’ampia gamma di HIT e che venivano sottoposti a monitoraggio statistico continuativo, comportava una commissione aggiuntiva pari al 5% della ricompensa. Le Premium Qualifications prevedevano invece costi supplementari per singola assegnazione a partire da 0,05 dollari. I Requester potevano utilizzare il servizio anche al di fuori degli Stati Uniti, purché appartenenti a uno dei Paesi ammessi nelle Americhe, in Africa, Asia-Pacifico ed Europa. I Worker dovevano avere almeno 18 anni, potevano svolgere le attività secondo i propri orari utilizzando un dispositivo connesso a Internet e ricevevano il pagamento attraverso trasferimenti programmati dopo l’approvazione del lavoro da parte del Requester.

Il calendario conclusivo prevede quindi il 30 settembre 2026 come data di cessazione degli invii degli HIT e di eliminazione della forza lavoro Mechanical Turk da SageMaker Ground Truth e Amazon Augmented AI. Le procedure di approvazione o rifiuto dei lavori già consegnati e l’assegnazione dei bonus potranno proseguire fino al 30 ottobre 2026, dopodiché gli HIT ancora privi di una decisione verranno approvati automaticamente. I saldi prepagati dei Requester saranno rimborsati entro 30 giorni, mentre la cronologia delle transazioni resterà disponibile fino al 28 gennaio 2027. Con queste scadenze Amazon porterà a termine la dismissione del marketplace e delle integrazioni AWS direttamente basate sulla sua forza lavoro crowdsourced.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy